Spiritualità

Giudizio, critica, lamento. La fine.

Una delle pratiche di più profondo impatto che un essere umano può intraprendere al fine di riconfigurare armoniosamente l’Energia del suo Campo di Consapevolezza si costruisce e sorregge intorno a tre pilastri fondamentali.

Si tratta di una pratica che porta con sè una tale quantità di benefici che è impossibile riportarli tutti nelle poche righe di un suggerimento come questo. Una pratica che trasforma lentamente, come una goccia d’acqua in un vaso, un essere umano da un ammasso limaccioso di immortale presuzione ad un Essere fiero, potente, degno di questo nome.

Non giudicare. Non criticare. Non lamentarsi. Punto e basta. Semplice, come ogni cosa che funziona. Muraglia invalicabile da miliardi di esseri umani su questa Terra meravigliosa.

Immagino con ironia che cosa succederebbe se queste fondamenta naturali fossero, come dovrebbero essere, insegnate negli istituti di educazione dei bambini e ragazzi. In breve tempo, chiuderebbero ( quasi ) tutti i bar, i parrucchieri, i centri estetici, gli istituti di chirurgia plastica. L’attuale concetto di televisione sarebbe distrutto, e i suoi protagonisti finalmente liberi di cercare il vero motivo della loro esistenza. Gli sport diverrebbero templi di crescita personale, non corse al massacro, al latrocinio, alla chimica, purchè si vinca. In breve, assisteremmo sereni alla manifestazione reale di ciò che l’Umanità è davvero. Chissà che cosa ha in serbo per noi l’Infinito…

Tuttavia, come è giusto e corretto che sia, dobbiamo metterci d’accordo con le parole. Perchè le parole possono essere interpretate, le azioni no.

Che cosa significa non giudicare? O meglio, che cosa voglio intendere con le parole “non giudicare” ?

Sgombriamo subito il campo. Non giudicare non significa smettere completamente di parlare di qualcosa, nel timore che ogni cosa che si dica possa apparire un giudizio. E’ qualcosa di molto più semplice, che per essere compreso, però, necessita di un approfondimento legato alla nostra struttura interiore.

In condizioni meccaniche di deriva inerziale, quello che ci accade interiormente, in breve, è la creazione automatica di meccanismi di fascinazione-repulsione, che sono correlati ad esperienze pregresse e sorgono automaticamente in conseguenza del manifestarsi di condizioni simili. Seguendo automaticamente l’onda emozionale causata da queste associazioni, determiniamo in maniera assoluta ed emozionalmente carica che una certa cosa è in un modo oppure in un altro, senza osservare, o addirittura in assenza, di dati oggettivi di riferimento.

L’espressione di questo meccanismo è un giudizio. Abbiamo erogato Energia seguendo inconsapevolmente la parte istintiva del veicolo emozionale. Che dunque di tratti di un apprezzamento incondizionato, o di una condanna inappellabile, è indifferente. Si è innescato un meccanismo non consapevole, ed è questo, alla fine, quello che ci interessa. Portare Luce su rotelle automatiche. Perchè questo quotidiano e continuo comportamento è una vera e propria dissipazione energetica immensa ed insensata.

Esempio, legato ad un qualcosa che è sempre di moda. Il nostro rapporto con un certo uomo politico X.

Questo uomo politico X è esponente di una corrente che per ragioni che è meglio non approfondire qui abbiamo sempre disprezzato. Inevitabilmente, perchè si tratta di deriva inerziale al minimo di Energia, scatta il meccanismo emozione di repulsione. Al solo vederlo, nasce in noi un disagio emozionale ai limiti dell’astio; per non parlare di quando lo sentiamo esprimersi in qualche luogo, o di quando vara i soliti provvedimenti che, per ragioni che è meglio non approfondire qui, sono sempre il solito tentativo di danneggiarci.

Lo conosciamo di persona? Nella stragrande maggioranza dei casi no. Abbiamo modo di osservare da vicino, con i nostri occhi e i nostri sensi all’erta, le sue attività di tutti i giorni? Nella stragrande maggioranza dei casi no. Sappiamo realmente con che cosa ha a che fare, e quali azioni realmente compie? Nella stragrande maggioranza dei casi no. Abbiamo voglia di comprendere davvero tutto questo, di crearci un nocciolo di dati oggettivi tale da portarci ad una serena valutazione della situazione? Nella stragrande maggioranza dei casi no.

E allora? Perchè lo odiamo, o all’opposto lo amiamo alla follia? Perchè assolutizziamo un qualcosa che non è altro che un meccanismo emozionale automatico privo di riscontro oggettivo?

Perchè stiamo esprimendo automaticamente un meccanismo, e l’espressione di questo meccanismo è un giudizio. Amore o odio è ininfluente. E’ comunque espressione inconsapevole, e come tale deve essere osservata, compresa, e se necessario energeticamente riassemblata in una maniera che sia per noi funzionale. Questo è il giudizio che deve essere osservato e progressivamente eliminato. Non si tratta di smettere di esprimere valutazioni, preferenze o anche avversioni. Si tratta di interrompere un meccanismo interiore automatico che non ha alcun valore, dissipa immani quantità di Energia, non ha alcun riscontro oggettivo che ne motivi l’esistenza, e nella stragrande maggioranza dei casi è del tutto inutile. Si tratta di sapere che cosa succede, non di lasciarci accadere da qualcosa che succede.

Il politico X. La squadra di calcio. Il lavoro. I nostri amici e vicini. Il nostro partner. Il cane. Il tempo. Il governo. Una quotidiana, inarrestabile, assoluta espressione di meccanismi.

Volete la prova della difficoltà di questa pratica? Allora provate. Provate a smettere anche per una sola settimana di esprimere giudizi automatici e meccanici su qualsiasi cosa. Provate a percepire l’innesco e la conseguente emissione quasi incontrollata del meccanismo fascinazione-repulsione del vostro veicolo emozionale, in assenza di circostanze oggettive motivanti. Provate a bloccare questa emissione incontrollata ad un epsilon dalla sua manifestazione. Provate a cambiare punto di vista, a vedere la cosa con occhi diversi. Provate a rendervi conto che forse non disponete di dati oggettivi di rilevanza tale da giustificare la vostra emozione ribelle.

E’ per questo che si chiama Lavoro Interiore.

– Ma perchè continui a parlare del comportamento di quella persona?
[..]
– Ma stai scherzando?[..]
Se mi privo pure di questa soddisfazione, che cosa mi rimane altro?

La critica, questa meravigliosa pulsione automatica intellettuale. La trovate ovunque, perchè è la figlia del giudizio, e come tale procede al suo braccio. Critica positiva. Critica negativa. Purchè si possa esprimere il nostro giudizio in pace, libertà, e in assoluta convinzione di essere i depositari della Verità Suprema, che l’Infinito ci ha regalato personalmente per i nostri immensi meriti.

Parlare di ciò che si sa. Tacere, ed essere aperti, nei confronti di ciò che non si sa. Questo è un lavoro titanico, perchè noi parliamo di qualsiasi cosa come fossimo radioripetitori. Non so quante migliaia di volte la Consapevolezza si è abbattuta su di me come un Falco Bianco meraviglioso, mostrandomi che stavo letteralmente ripetendo parola per parola, in un colloquio con un conoscente, il titolo di un giornale che avevo letto poche ore prima, per di più di sfuggita, relativo ad un argomento da me praticamente ignorato. Non so quante migliaia di volte mi sono osservato difendere o attaccare posizioni create da emozioni estemporanee di giudizio, senza che della situazione ne sapessi poco più di niente. E con che dovizia di argomentazioni! Ero letteralmente un esperto del nulla. Uno spettacolo.

Parlare solo di ciò che si sa è un lavoro titanico, perchè in breve tempo si comprende che in pratica dobbiamo stare solamente in silenzio. Naturalmente, stare in silenzio nel solito nostro contesto di amici e parenti vari può essere devastante, perchè improvvisamente, da che eravamo i mattatori delle serate, o quei gran simpaticoni, potremmo diventare dei tranquilli e silenziosi ascoltatori, che davanti a frasi come “ma non vedi questo come è così o cosà“, rimaniamo così, senza parole, in osservazione della situazione e dello sguardo torvo del nostro presunto amico/a, che tra breve ci toglierà la parola perchè non ci siamo schierati immediatamente con lui/lei, come eravamo soliti fare.

Parlare di ciò che si sa è suprema impresa di Consapevolezza. Chi si avventura in questo reame in genere resiste poco più di due secondi, perchè il risultato della non espressione di giudizio e critica è, in generale, la fine delle nostre presunte amicizie, o la ridefinizione delle stesse su basi energeticamente più armoniose e costruttive, naturalmente per l’essere umano che ha posto la Consapevolezza al comando della sua esistenza. Dato che questa responsabilità atterrisce, perchè perdere i nostri legami umani viene vissuto come un qualcosa di distruttivo per la nostra integrità, la soluzione più semplice e veloce è il ritorno nella nostra nicchia. Deve aver avuto qualche problema in casa o con quel …  del suo partner, penseranno i nostri amici che ora ci vedono di nuovo come eravamo.

Chi resiste, invece, forgia letteralmente attraverso la sua Consapevolezza un nuovo modo di interagire con il Mondo tutto, amici, conoscenti, parenti. Un Mondo in cui la parola impeccabile è un comando, e il silenzio un’affermazione. Un Mondo in cui parlano le azioni, e le ciance sono lasciate agli altri. Un Mondo di Bellezza, di Integrità, di Coscienza. Un Mondo in cui non c’è nulla da criticare, ma tutto da apprezzare, incoraggiare, sostenere, e lasciare libero di essere ciò che desidera.

E’ facile? Scordatevelo. E’ uno sforzo quotidiano, resistendo a pulsioni automatiche, resistendo a meccanismi radicati, resistendo alle pressioni di altri esseri umani, dei media, dello spirito del tempo, che potrà durare anni su anni.

E’ sempre stato così, e non c’è nulla che noi si possa fare che non sia procedere, un passo alla volta, con tenacia e fiducia.

Perchè stiamo forgiando qualcosa di nuovo, qualcosa di meraviglioso. Stiamo tornando all’Infinito. Stiamo tornando a Casa.

Giulio Achilli

Fonte: marenectaris.net

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