Spiritualità

“Vivere una vita spirituale è percorrere il cammino degli eroi!”

di Beinsa Douno (Peter Deunov)

È facile camminare su una strada battuta da tempo, ma sulla via che adesso si apre, camminano soltanto gli eroi.

Da ciò potete comprendere quanto tempo sia servito a Dio per la creazione del cosmo, per la preparazione del momento dell’arrivo degli uomini sulla superficie terrestre, per porli nella gamma vibrazionale loro corrispondente. Quale armonia e quale musica grandiose esistono in tutto ciò! Migliaia e migliaia di uomini esprimono la propria vita ognuno nella propria ora, nel proprio specifico momento! La vita in sé è il canto più bello. Quando sulla terra la gente soffre, geme e prova grandi amarezze, in cielo gli angeli si rallegrano e sono lieti. Perché gioiscono? Essi comprendono il senso profondo della sofferenza, sanno che in essa si cela il bene dell’umanità. Questo accordo fra la tristezza e la gioia costituisce il senso profondo della creazione musicale. Nella tristezza si cela la più grande profondità.

Le idee sublimi nascono a seguito di grandi tristezze. La gioia è l’espressione esteriore della vita, la tristezza è quella interiore. La gioia è comparabile ad una giovane donna, la tristezza a una madre con i suoi bimbi. La gioia si presenta al padre tutta agghindata, vestita secondo la moda. Fino a quando dimora nella sua casa, è fonte di letizia per sé e per il suo prossimo, e tutti le vogliono bene. Quando si sposa ed esce di casa, è causa di tristezza per sé e per i vicini. Questo vale anche nella nostra esistenza. Fino a quando siamo in paradiso, siamo una fonte di gioia per noi e per tutti coloro che sono attorno a noi; allorché usciamo dal paradiso procuriamo tristezza a noi e a quanti ci attorniano. Osservate per quanti minuti al giorno siete gioiosi e per quanti minuti avete pensieri tristi, dubbi e turbamenti. Ciò non vale soltanto per voi, ma per tutti.

Spesso osservo il comportamento di uno dei nostri gattini a Isgrev. Talvolta entra nella mia stanza, gira qua e là finché si rannicchia accanto alla stufa e si addormenta. Durante il sonno talvolta si desta di soprassalto, sussulta, si guarda intorno e si addormenta nuovamente. Perché si spaventa? Ha forse avuto qualche visione? Qualche topolino o qualche uccellino gli è passato accanto, oppure qualcuno lo ha disturbato mentre dormiva? I gatti sognano. Ognuno si chiede: “Che cosa rappresentano i sogni? Perché l’uomo non può dormire tranquillamente?” Spesso la gente dice: “La vita terrena non è un sonno”. In realtà la vita comune della gente non è altro che un sonno continuo, ma esiste una differenza tra la vita sonnolenta della gente e il breve sonno di cui usufruisce la notte.

Io dico: “Nelle condizioni di vita attuali siamo venuti sulla terra per imparare. Attualmente le persone, con il grado di sviluppo che hanno raggiunto, non sono ancora pronte a tornare in cielo. Gli uomini devono prepararsi per ritornare là da dove sono venuti. Nell’eternità le cose non si ripetono. Non esistono due momenti uguali in natura. Non si può tornare nello stesso posto da dove si è giunti senza aver acquisito qualcosa. Deve necessariamente essere cambiato qualcosa tra la situazione iniziale, dalla quale si è usciti, e quella in cui si ritornerà. Se nelle condizioni attuali qualcuno volesse tornare in cielo così come ne è uscito, sarebbe un infelice. La stessa legge si verifica quando qualcuno, ammalato, esce in mezzo alla natura.

Per quanto sia bella, per quanto il sole lo riscaldi piacevolmente, per quanto gli uccelli cantino lieti e armoniosamente, per quanto le sorgenti mormorino dolcemente, egli non sarà contento, ci sarà sempre qualcosa che lo turberà. Affinché l’uomo comprenda la bellezza e la grandiosità della natura, dovrà evadere dal suo stato di malattia. Ciò significa che per intraprendere la vita spirituale, l’uomo deve essere sano, perché tale vita è intensa. Il vocabolo “salute” sottintende anche la parola “santità”. Solo l’uomo santo è completamente sano. L’uomo peccatore perde la propria energia in modo sregolato, di conseguenza si priva anche della salute. Ecco perché il sostantivo “salute” deriva dalla parola “santità”.

Vi domanderete: “Perché gli uomini perdono la propria energia e quindi la propria salute? Perché non risolvono regolarmente i problemi della propria vita. Per esempio, quando si trovano di fronte a determinate tentazioni, non devono domandarsi perché sia giunta loro tale tentazione, ma devono pensare a come superarla, che cosa viene chiesto loro in questa determinata situazione. A mio avviso la risposta al perché si sia presentata una determinata tentazione è una delle questioni più difficili della vita. Ma non fermatevi a risolvere problemi difficili. Questo è l’ultimo dei vostri problemi. Ammettiamo che per errore abbiate intrapreso il cammino sbagliato. Che cosa dovete fare? Per prima cosa cercate il modo di uscire da quella situazione, poi domandatevi quale sia la retta via. Ha qualche senso, dopo aver intrapreso il cammino sbagliato, chiedersi il perché e il per come ci si è finiti? Quando si stava per entrare non ci si aveva pensato ed ora, che si è arrivati al termine, ci si dice: “Questa non è la strada giusta”. Non c’è tempo di chiedersi adesso perché ci si è imbattuti in un sentiero tortuoso. Il problema più importante per voi è quello di ritrovare il cammino più breve, la scorciatoia verso il cielo, che vi condurrà sulla retta via.

Molti si domandano perché siano giunti sulla terra. Io dico: “Ormai siete qui, non è il caso di chiedersene il motivo. Dovete risolvere tale questione: come trascorrere l’esistenza terrena e come comportarvi verso il bene e il male”. Siete in grado di trascorrere la vita così come Dio vuole? Questo è il principale pensiero che dovete sempre aver presente nella vostra mente e che da quest’anno dovete applicare nella vita. Se risolverete questo problema nella maniera corretta, vi rafforzerete. La vera filosofia della vita consiste in questo: vivere quotidianamente in armonia con le leggi della natura. Spesso non siete in grado di distinguere certi vostri stati d’animo, di conseguenza ne soffrite. Io definisco alcuni stati d’animo di tali situazioni “tentazioni maligne”. Ad esempio: vi è qualcosa che interiormente vi agita e dice: “Non startene lì buono come un agnello, agita le mani, batti i piedi, fai sentire la tua voce, dì che farai questo e quello”. Un’altra parte di voi, buona e placida, invece, dice: “Dimentica tutto ciò, non te ne occupare!” Mi chiedo da dove vengano queste due pulsioni nell’uomo. Né il primo stato né il secondo sono vostri. Allora vi domando: “A che cosa è dovuta la pressione del vapore acqueo all’interno di una caldaia? È il fuoco la causa di questo fenomeno o il vapore?” La vera causa della pressione del vapore è insita nell’uomo. Infatti l’acqua e il fuoco quando si trovano l’uno vicino all’altro, non vanno d’accordo. L’acqua non tollera il fuoco accanto a sé, non lo vuole. Il fuoco si è innamorato di lei, la desidera, vuole imporle il proprio amore, ma ella gli dice: “Non ti voglio! E cerca una scappatoia, cerca di liberarsi di lui. Ma egli le dice: “Finché sarai qui ti darò una lezione e ti imporrò di lavorare”.

Così alcuni di voi si trovano nella stessa situazione dell’acqua. Che cosa dovete fare? Dovete aprire il rubinetto della caldaia, uscirne fuori, dopo di che dire: “Non entrerò più in una caldaia”. Pensate forse che la situazione del fuoco sia migliore? Dopo aver arso dice: “Per me è tutto finito, ho dato tutta la mia energia, mi sono estinto e mi sono ridotto in cenere”. La situazione dell’acqua è migliore. Essa si trasforma in vapore e si libera nello spazio. Il fuoco invece dice: “Innamorarsi significa perdere la propria energia: ti trasformi in cenere e ti buttano via”. Sì, questo è l’amore della cenere. Il fuoco e l’acqua sono sostanze di due diverse categorie. Il fuoco, dal quale si ricava la cenere, è inferiore all’acqua, ma il fuoco che non si trasforma in cenere è posto più in alto dell’acqua.

E così esistono diverse categorie di fuochi. Quella che la gente chiama passione è il fuoco di cui non rimane che la cenere. Quando parliamo dell’Amore divino, sottintendiamo il fuoco che non lascia alcuna scoria. Nelle manifestazioni di quest’amore esiste un’armonia assoluta. Quando l’acqua si trova sotto l’azione di questo fuoco, non fuoriesce, e la caldaia non esplode. In tal caso l’acqua è portatrice di vita. È proprio questa l’acqua che Gesù definisce “sorgente viva”. Quest’acqua sgorga solo sotto l’influsso del calore divino. Il calore è apportatore dell’Amore divino anche ai minimi gradi. Ecco perché quando un uomo si avvicina a una sorgente e guarda come sgorga, egli prova un sentimento piacevole. L’acqua che fuoriesce dalle profondità della terra desta nell’uomo un sentimento elevato, bello.

Il pensiero umano, dico, deve essere come una sorgente e deve sgorgare continuamente. Non deve colare nella terra, ma deve zampillare sempre. Nell’uomo vi sono pensieri che affondano nella terra, ma ve ne sono altri che vanno verso l’alto, sgorgano come l’acqua dalla pura sorgente. È bene che i nostri pensieri affiorino e si elevino continuamente. È necessario che tutti possano gustare e sperimentare da soli i frutti dei propri pensieri e dei propri sentimenti. Quando siamo convinti che essi sono di prima qualità, dobbiamo donarli anche agli altri affinché possano goderne. Essi sono per noi dei beni divini. Prova per primo il buono che è in te, quello che Dio ti dà, trattieni una parte di tale abbondanza e il resto donala al mondo. Molti dei nostri pensieri sono il frutto dei pensieri di esseri più elevati. Alcuni semi di questi frutti cadono nella nostra mente, nel nostro cuore e nella nostra anima, e qui si sviluppano. Queste sono le idee divine che penetrano in noi. Rappresentano una grande ricchezza. Se quotidianamente uno di questi piccoli, preziosi pensieri penetra nella vostra anima, nel corso di dieci anni la vostra vita si modificherà radicalmente.

Ora, in questa vita, tanto gli uomini spirituali quanto quelli mondani cercano dei beni esteriori. Dovete però sapere che i beni giungeranno solo al termine della vostra vita. La felicità che cercate è il lato materiale della vita che deriva dai beni materiali della terra. Poiché la vostra felicità non può esistere senza questi, ciò significa che l’uomo potrà essere felice soltanto al termine della propria vita. Quindi non cercate la felicità sulla terra, bensì la beatitudine. Essa sottintende un grandioso processo di perfezione. Beato colui che si perfeziona costantemente, perché non invecchierà mai. La beatitudine è un processo attraverso il quale l’anima si sviluppa continuamente. In tale processo si cela l’eterna giovinezza. In ogni momento si può perdere la felicità e nuovamente l’uomo torna ad essere infelice. Per questo si dice che sulla terra l’uomo non può essere felice. Infatti, mentre la felicità terrena è raggiungibile in maniera relativa, la beatitudine è raggiungibile completamente. Ogni uomo credente deve tendere in ogni momento alla beatitudine. Questo è il bene nella vita. Cristo dice: “Beati i credenti, beati i misericordiosi, beati i mansueti…”. Dove manifesterete la mansuetudine? Alla mansuetudine si contrappone qualcosa di un’altra natura.

Tanto l’amore quanto il bene hanno la propria antitesi. Dovete sapere, infatti, che il mondo si basa sui contrari. Dio ha creato gli abitanti del cielo e quelli dell’inferno. Tanto gli uni quanto gli altri agiscono liberamente, secondo la propria scelta, ma i loro pensieri, i loro sentimenti e le loro azioni vengono controllati e armonizzati, grazie all’uso razionale dell’una e dell’altra parte. Se comprendete correttamente ciò che dico, capirete il senso delle Scritture: “Tutto concorre al bene per coloro che amano il Signore”. Non spaventatevi del male che giunge nella vostra esistenza. Se sopraggiungono sofferenze, è per il vostro bene; perdete la fede per il vostro bene; vi adirate per il vostro bene.

È una situazione temporanea dalla quale imparerete qualcosa. La sensazione di aver perso la fede è falsa. Tutto ciò che l’uomo perde può essere ritrovato, ma se accetta dentro di sé l’idea che ciò che è perso è irrecuperabile, si incammina su una strada tortuosa. Per esempio, qualcuno dice: “Ho perso la vita”. No, la vita non si può perdere: è uscita da Dio, e a Dio tornerà. Tutto il buono tornerà a Dio. Voi dovete anche sapere che siete circondati da molti esseri ragionevoli che vigilano su tutti voi. Sono testimoni di tutto ciò che accade nel mondo. Vi chiedo: “Pensate che questi esseri che vi amano possano dormire? Pensate che la mamma che ama il suo bimbo possa dormire mentre lui ha bisogno di qualcosa? No, ella veglia continuamente su di lui. Allo stesso modo tutti gli esseri che vi amano vegliano su di voi. Se noi difendiamo con recinti e con mura le nostre case, pensate che coloro che ci amano non erigano delle difese attorno a noi? Nella vostra mente deve sempre essere presente un pensiero positivo. Spesso interrompete il legame con il mondo invisibile, con gli esseri che vi amano e in questo modo esitate nella vita”.

Nel corso delle mie osservazioni, ho avuto modo di vedere alcune nature umane forti e risolute che però esitano di fronte alle grandi prove.Io dico: “Quando l’uomo comincia a scivolare, che precipiti, si lasci cadere fino in fondo e non solo fino a metà. Più in basso del fondo non potrà andare. Se fai un’esperienza, portala a termine”. Voi direte: “Ciò è terribile”. No, perché quando la coscienza dell’uomo è desta, nel corso di una simile esperienza, imparerà molte cose. E questo non è più precipitare, bensì discendere. Perciò dico: “Se scendi, scendi sino in fondo. Il primo pensiero che deve occupare di continuo la vostra mente, è che la mano divina, la forza divina, sostiene ogni anima.

Essa è collegata mediante un filo al mondo invisibile ed è per questo che non può sfuggire alla divina Provvidenza”. Talvolta dite: “Lascerò la vita”. Io so dove andrete. Lasciando la vita finirete all’inferno. Gli inferi sono una grande città con molte strade. Là, il pane è molto caro e l’acqua si ottiene con molte difficoltà. Dopo aver sofferto la sete per due, tre mesi, dovrete distribuire tutta la vostra ricchezza per trovare qualcuno che vi procuri almeno un bicchiere d’acqua. L’inferno è fatto per la gente ricca, non per i poveri. Colui che vuol vivere all’inferno deve aver molti soldi. Il povero deve vivere in cielo. Il cielo è il luogo adatto ai poveri: là ci si arriva senza soldi e si può vivere anche a credito. Se qualcuno è ricco e desidera scendere all’inferno, può farlo; il povero, però, non deve fare questa esperienza. Se vuole, la potrà fare dopo aver guadagnato molti soldi.

Come comprendere il pensiero di Cristo espresso nel seguente versetto: “È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio” ?(Luca, XIII, 25). In questo passo non si parla della discesa all’inferno. Vi ho detto che negl’inferi può entrare soltanto il ricco. Là sono necessari dei soldi per mangiare, per bere; ogni cosa è cara. Ne consegue che l’individuo più ricco, dopo aver vissuto alcuni anni all’inferno, comincia a impoverirsi e a soffrire. Dopo averlo derubato, cercheranno in qualche modo di rimandarlo sulla terra. A tale scopo esistono commissioni speciali che tentano di imbrogliare la gente sulla terra imponendo loro di sposarsi, in modo che i poveri dell’inferno possono rinascere. Arrivano sulla terra per arricchirsi di nuovo. I poveri che vengono dall’inferno sono pericolosi; il Signore vi guardi da essi! Sono stati ricchi un tempo, e non esistono persone più cattive di loro. Anche nelle Scritture è detto: “Guardatevi quando i cattivi in terra aumenteranno”. Gente di tale specie può entrare nel vostro corpo, e precisamente può penetrare nella vostra mente sotto forma di pensiero, e nel vostro cuore sottoforma di sentimento. In tal modo essi generano dissensi, contrarietà, dubbi e vi rivoltano sottosopra. Osservo una sorella: essa si trova al settimo cielo, ispirata ed allegra, ma dopo neanche un mese la vedo abbattuta e scoraggiata. “Che cosa è successo?” “Mi sono persa”. Io penso: da questa sorella si è recato un povero dell’inferno, e se anche ella gli dà tutta la propria ricchezza, non riuscirà a farlo felice: egli sarà sempre scontento. Tutti passerete attraverso questa esperienza. Per questo, nel mondo, è necessario un Maestro che vi guidi sul cammino da percorrere. Il che significa che è necessario comprendere la vita divina.

Dunque, usufruite dell’abbondanza che porta l’anno nuovo! Sappiate che tutto quello che succede nel mondo non è casuale. Le sofferenze, le difficoltà, le disgrazie sopraggiungono come conseguenze naturali della vostra tendenza a cercare il cammino più facile. Voi desiderate l’indipendenza, cercate di vivere al di fuori di Dio. Siate liberi e indipendenti dalla gente, ma non desiderate mai di non dipendere da Dio. Osservate la seguente legge: colui che vuole perfezionarsi deve instaurare dei legami con il Tutto, con Dio. Se in voi si fa strada l’idea di poter vivere senza di Lui, su di voi cadrà la più grande sciagura. Se pensate in questo modo, tagliate il legame con il Tutto. Qualsiasi cosa accada nel mondo, mantenete questo legame! Sia che tu sia ricco o povero, uno scienziato o un ignorante, qualunque sia il tuo stato, mantieni il vincolo con il Grande Centro della vita, e non temere!

Nel corso di quest’anno auguro a tutti voi di mantenere il legame con Dio! Quest’anno voglio che in voi nasca un nuovo pensiero, che vi colleghiate non con i ricchi dell’inferno, ma con i poveri del cielo. In cielo essi sono poveri, ma se giungono sulla terra portano sacchi pieni. I ricchi dell’inferno, invece, quando giungono sulla terra, portano con sé dei sacchi vuoti. Noi non abbiamo bisogno di mendicanti con i sacchi vuoti. Noi desideriamo gente con i sacchi pieni. Vogliamo che il pero sia carico di frutti. Chi di voi desidera che il pero sia sterile? Chi di voi desidera una vite infruttuosa? Chi di voi desidera che il portafoglio sia vuoto? Chi di voi vuole che la propria testa sia vuota? Chi lo stomaco vuoto? A noi non occorrono sacchi vuoti. Alcuni di voi dicono che la vita è vuota. No, la vita ha in sé la pienezza, e questa pienezza si acquisisce soltanto attraverso il legame con il Tutto. Se possedete tale vincolo entrerete nella nuova Vita.

Quando vi parlo della vita, non mi riferisco soltanto alla sua esteriorità, ma anche alla sua interiorità. Se comprenderete la vita in questo modo, saprete che in qualsiasi condizione vi troverete, Dio vi potrà sempre aiutare. La grandiosità di Dio consiste proprio in questo: anche nelle situazioni più difficili Egli può aiutarvi, liberarvi e darvi la conoscenza e la saggezza. Se vi affidate a Dio, ovunque siate, Egli trasformerà le condizioni più difficili in condizioni favorevoli e coopererà con voi per il bene. Una volta usciti dalle situazioni precarie, Lo ringrazierete. Desidero che anche le vostre condizioni peggiori si trasformino in favorevoli. Ma dico: “Abbiate fede in Dio, perché porterà tutti voi sulla retta via. Egli non lascerà nemmeno un’anima al buio”. Nell’Apocalisse è detto: “Ho sentito tutto il creato glorificare Dio”. Alla fine dei tempi, quando Dio riconcilierà tutte le persone tra loro, quando le solleverà dalle cattive situazioni, esse glorificheranno Dio. Voi avrete sofferenze, ma dopo di esse verranno le gioie e proverete l’amore divino, la saggezza, la verità, la giustizia e la carità divine. Egli vi darà tutto ciò che ha e vi aiuterà in tutte le vostre imprese. Egli è l’unico che può allontanarvi dalle situazioni difficili e guidarvi sul nuovo cammino.

Ora conservate questo buon pensiero: il legame con Dio, in modo che quando vi incontrate, possiate ricordare che siete tutti untiti in questo vincolo. Vi aiuterà a trasformare tutte le situazioni. Se talvolta siete cattivi, ciò è dovuto al fatto che siete poveri. La povertà è un sacco vuoto, l’ignoranza è un sacco vuoto; tutti i difetti, tutte le qualità negative sono dei sacchi vuoti. Le malattie sono dei sacchi vuoti, come pure i dubbi; un sacco vuoto è la disperazione; anche la mancanza d’amore è un sacco vuoto. Quando il cuore si colma d’amore, è un sacco pieno. Perciò il cuore umano deve sempre essere ricolmo d’amore. Qualcuno dice: “Il mio cuore è peccaminoso”. Se il tuo cuore è peccaminoso, allora getta il peccato e al suo posto poni l’amore.

Vi leggerò la seconda epistola di Pietro (cap. 2°, vers. 13 -20 ). Essa si riferisce agli abitanti dell’inferno. L’apostolo Pietro descrive l’influenza di questi abitanti degli inferi. Essi entrano nella mente degli uomini e parlano loro continuamente; essi corrompono la gente, e molti cadono. Spesso l’uomo giunge ad un conflitto con questi esseri infernali.

Vi leggerò l’Epistola di Giovanni, cap. 2°. Egli parla degli abitanti del Cielo, descrivendo chi sono. Il forte deve vincere. Nel corso di quest’anno, cercate di riconoscere queste situazioni, di studiare le correnti, come pure i pensieri che costantemente penetrano in voi. Infine usufruite dellavostra esperienza. Spesso noi diciamo: “Io posso”. Ma vediamo che non siamo in grado. Quando un lavoro, per essere finito, richiede l’attività di tre persone, se una di loro dice di poterlo finire da sola, si trova nel falso. Perciò, quando siete in una situazione difficile, usate la seguente formula preziosa: “Signore, Tu puoi tutto! Il Tuo Spirito che hai mandato a guidarmi, per Tuo tramite, può tutto. E io, per mezzo del Tuo Spirito, posso tutto”. Ed è così: quando Dio può tutto e lo Spirito che da Lui emana può tutto, io tramite lo Spirito che mi guida, posso tutto. Se credete di poter far tutto senza ricordarvi di Dio e del Suo Spirito, vi ritroverete sulla strada sbagliata. Soltanto una volta Mosè si permise di dire: “Non posso far sgorgare l’acqua da questa roccia?” E non poté più entrare nella terra di Canaan. Mosè fu un grande profeta, ma soltanto per queste parole che rivolse agli Ebrei senza glorificare Dio, si separò dal Tutto e non poté entrare in Canaan. Io dico: “Se Mosè sbagliò e non poté più entrare nella terra di Canaan, quanto più deve vigilare un uomo comune! Per questo, di fronte a qualsiasi situazione vi troviate, dite: Signore, Tu puoi tutto! E il Tuo Spirito Che da Te emana, può tutto. E io, tramite lo Spirito che mi guida e mi conduce, posso tutto!”

Voi mi domanderete: “Quando dobbiamo pronunciare questa formula?” Quando vi trovate nelle situazioni più difficili. Pronunciate questa formula una, due, tre volte finché avrete vinto ogni difficoltà. Per l’uomo vincere è una cosa piacevole. È brutto quando egli perde la presenza dello Spirito, quando perde il senso della vita, quando si indebolisce. Allora, intorno a sé, vede tutto sottosopra; la gente la vede cattiva e cerca di fuggire. Con la fuga non si compie nessun lavoro. Se si fugge si andrà all’inferno. Se si sale verso l’alto si andrà in cielo. Un proverbio turco dice: “Il gatto non scappa più lontano del fienile”. Ed è vero. Quando si batte il piede vicino ad un gatto per scacciarlo, esso gira per la casa, poi per il cortile e se lo cerchi, è nascosto nel fienile. Allo stesso modo voi dite: “Fuggiamo!” Scappando non si risolvono i problemi. E in che direzione fuggite? Se andate verso Dio, lo comprendo. Lasciate la fuga e dite dentro di voi: “Per quanto sia difficile questo lavoro, io lo porterò a termine grazie a Dio ed allo Spirito che mi guida”.

Quindi, in tutte le situazioni difficili della vostra vita, usate questa formula.

di Beinsa Douno (Peter Deunov)

Fonte: Discorso pronunziato dal Maestro Peter Deunov il 6 Gennaio 1928 a Sofia Isgrev. Dal volume “I cinque fratelli”, Sofia 1949 pp. 251 – 261

Tratto da: www.fratellanzadiluce.com

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