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« Sporche femmine scioviniste » – la retorica della stronza

Piccola presentazione dell’omonimo libro di Ariel Levy

Cosa vuol dire "raunch"? Vuol dire, "arrogante, sopra le righe, maleducata e, soprattutto, convinta di saperla lunga". Presentatrici che strillano in Tv mostrando improbabili tette rifatte, donne politiche agghindate come alberi di natale, attrici sempre più gonfiate e altezzose: Ariel Levy, voce del femminismo, denuncia le contraddizioni, l’ambiguità e l’incongruenza di quello che viene spacciato per il "nuovo potere delle donne". E invece questa finta liberazione non fa altro che riproporre in maniera cretina il mito della "bambolona", quando non si lascia andare addirittura a un atteggiamento esplicitamente porno.

L’interesse primario di un gran numero di donne resta l’essere guardate, desiderate, considerate, scelte o forse anche accettate dal maschio e, perché questo avvenga, si sono “adattate” a comportamenti maschili (catalogati alla voce “fare la stronza”), si sono sintonizzate su desideri maschili (a chi credete che giovino le tendenze finto-lesbo, i tanga da tortura medievale e le depilazioni integrali?), su atteggiamenti maschili (commenti diretti ad altre donne, turpiloquio, stupide gare di resistenza al carrierismo e nella vita) e, al contempo, si sono trasformate nei perfetti (s)oggetti del desiderio.

Oggi una donna deve essere un maschiaccio intelligente che non disdegna il lesbismo, che non teme il confronto, che non si scandalizza davanti a niente e a nessuno, che prende ciò che vuole senza chiedere permesso e senza dire grazie, il tutto rimanendo perfettamente rasata, pettinata, vestita, truccata: insomma, un cyborg sessuale senza sensualità, una novella coniglietta di Playboy che è convinta di saperla lunga solo perché SCEGLIE di comportarsi come una coniglietta di Playboy. Il meccanismo, alla lunga, porta le donne ad ingannare loro stesse, e a svilire una femminilità la cui complessità va oltre una ceretta brasiliana sbandierata come autoconsapevolezza.

La denuncia, se così la vogliamo definire, è che il femminismo si è involuto, invece di portare al potere le differenze che fanno migliori le donne, c’è una corsa ad assomigliare agli uomini.

Niente di più vero. Purtroppo il significato della lotta per la parità dei diritti del femminismo è degenerato in qualcosa di estremamente distorto. Perché si è giunti ad un tale disastro? Non è per caso che la strada facile del facile successo o della facile acquisizione del potere usando il proprio corpo a tal fine ha fatto perdere la bussola a molte coscienze femminili? Le donne che fanno ciò tuttavia non sono né più abili né più forti, non dimostrano proprio nulla di buono e di didattico. Sono solo un ulteriore incentivo alla stupidità umana generalmente intesa, ossia sia quella maschile che femminile. Infatti osservando la società odierna non so chi sia più stupido. La civetteria femminile non ha nulla da togliere alla scempiaggine maschile di desiderare una donna oggetto bella, soda e assolutamente vuota di animo. Solo un uomo vuoto di animo desidera una donna che sia altrettanto. Senza dimenticare poi la civetteria maschile vera imitazione di quella femminile. Una vera gara tra narcisi e narcise che non riconoscono valori più profondi da quelli dettati dall’idiozia e dalla superficialità della buccia levigata.

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“IL CORPO DELLE DONNE”

documentario di Lorella Zanardo

Stupendo documentario di Lorella Zanardo sulla donna nella tv e nell’odierna cultura italiana.
La società creata dalla loggia massonica P2 ha utilizzato il corpo femminile come puro elemento di distrazione di massa. Il retaggio culturale dovuto a secoli di frustrazioni e privazioni hanno offerto terreno fertile a chi ha scientificamente e mediaticamente usato la bellezza femminile come arma di propaganda.


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