Scienza

Sclerosi Multipla (SM): forse c’è una cura. Ecco i risultati del Dottor Paolo Zamboni

di Gianluca Riccio

Un medico italiano ha ottenuto straordinari risultati con un nuovo tipo di trattamento della Sclerosi Multipla, la terribile malattia che affligge più di 2 milioni e mezzo di persone nel mondo: in uno studio preliminare il Dottor Paolo Zamboni, direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, ha effettuato su 65 pazienti affetti da sclerosi multipla remittente/recidivante una semplice operazione per ‘sbloccare’ il flusso sanguigno, e a due anni dall’operazione il 73% degli operati NON PRESENTA SINTOMI.

 

Lo studio del dottor Zamboni potrebbe cambiare totalmente la nostra percezione di questa malattia e fornire una cura completa a molti malati: la Sclerosi Multipla è stata per molto tempo considerata una sentenza di inevitabile degenerazione nervosa. Causa danni fisici e mentali che distruggono la qualità della vita di una persona.

Non c’è cura, solo trattamenti per mitigarne i sintomi: se i risultati ottenuti su questo piccolo numero di pazienti verranno confermati su scala più larga, ci sarà un nuovo orizzonte.

Il Dottor Zamboni ha una teoria: alcuni tipi di Sclerosi Multipla sono causati da una interruzione dei flussi circolatori che rimuovono l’eccesso di ferro dal cervello: con una semplice pulizia dei vasi sanguigni interessati si può eliminare la causa del disturbo.

Come talvolta accade, risultati eccezionali come questi vengono da missioni personali fatte di passione e sofferenza: la scintilla che ha acceso il Dottor Zamboni è stata la malattia di sua moglie, entrata nella terribile spirale di progressiva degenerazione: leggendo tutto ciò che poteva sull’argomento, il medico ferrarese ha trovato alcune fonti vecchissime che ipotizzavano l’eccesso di ferro come possibile causa della Sclerosi Multipla.

La notizia faceva il paio con alcune sue precedenti ricerche che mostravano come l’eccesso di ferro danneggiasse i vasi sanguigni delle gambe: era possibile dunque che il processo riguardasse anche i vasi del cervello?

Alcuni esami ecografici hanno fornito risultati incredibili: più del 90% dei pazienti affetti da Sclerosi ha una sorta di malformazione o di ostruzione nei vasi che drenano il sangue dal cervello. Anche sua moglie.

L’ipotesi: i livelli di ferro crescono nel sangue e danneggiano vasi cerebrali cruciali: con l’aumentare del danno, il malfunzionamento coinvolge il liquido cerebro-spinale, raggiungendo la guaina mielinica che contribuisce a formare le fibre nervose: ecco la Sclerosi Multipla.

Zamboni ha denominato il problema "Insufficienza cerebrospinale venosa cronica (CCSVI)".

La scoperta è in corso di valutazione da parte della comunità medica, tradizionalmente lenta nell’accettare idee rivoluzionarie (anche per fondate ragioni di sicurezza e per non illudere i pazienti): è chiaro che occorreranno ancora diversi test prima di accreditare questo approccio come una cura accettata per la Sclerosi Multipla, ma i primi risultati sono a dir poco strabilianti.

Una operazione chirurgica risolutiva al posto di un trattamento a vita dei sintomi è un cambiamento incredibile: auguriamo al Dottor Zamboni e ai vari team di ricerca tutta la fortuna possibile, e un premio Nobel (su facebook come spesso accade c’è già un gruppo a sostegno di questa cosa) se i risultati saranno confermati.

di Gianluca Riccio

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Per contattare il Dr. Paolo Zamboni:
paolo.zamboni@unife.it
Prof. Paolo Zamboni
Dipartimento di scienze chirurgiche, anestesiologiche e radiologiche
Università di Ferrara
Corso Giovecca, 203 – 44100 – Ferrara
tel. 0532236524

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