Spiritualità

Il Pentagramma secondo il Maestro Beinsa Duno

  1. Significato del Pentagramma

L’utilizzo del Pentagramma risale all’antichità. È il simbolo di Salomone di cui si servivano in molte scuole occulte con un unico scopo: la propria elevazione spirituale. Il Pentagramma è il simbolo di cinque grandi principi: Amore, Saggezza, Verità, Giustizia e Bene. Queste sono le cinque qualità che l’uomo deve elaborare in sé per diventare perfetto. Il tutto pulsa di Dio vivente e le persone prima o poi realizzeranno l’intenzione principale di Dio, cioè quella di trovare la via verso la vera vita.

Il Pentagramma rappresenta cinque grandi e ragionevoli correnti nella Natura vivente, correnti di energia e luce che gli indù chiamano “prana” o “correnti della vita”. Sono cinque grandi centri in cui hanno luogo dei processi ragionevoli. Essi riuniscono in sé cinque forze positive e cinque forze negative. Le forze ascendenti, ovvero quelle positive, si trovano sulle punte del Pentagramma girato con la punta verso l’alto, mentre quelle discendenti o negative si trovano nel pentagono interno girato con la punta verso il basso.

Il pentagramma armonizza il cuore e la mente dell’uomo e gli mostra che può vivere e risolvere correttamente i suoi compiti con l’aiuto di Dio. Egli è una sorgente di luce, di forza dinamica e magica.

 

  1. Introduzione del Pentagramma nella Scuola del Maestro

Il Maestro cominciò a parlare del senso e dell’applicazione pratica del Pentagramma nel 1908. Allora diede la seguente spiegazione: “Il cerchio esterno simboleggia le persone laiche, quello intermedio simboleggia gli studenti dell’occultismo, le persone spirituali, mentre il cerchio interno simboleggia il Santo dei Santi e corrisponde ai Grandi Illuminati. Le due categorie di persone hanno cinque gradi di elevazione ovvero cinque fasi attraverso le quali devono passare per terminare un ciclo del proprio sviluppo.”

Nel 1911 il Pentagramma venne adottato come emblema per il lavoro spirituale della Fratellanza Bianca. Nel 1922 venne elaborato un nuovo Pentagramma a colori che si distingue per alcuni suoi elementi da quello in bianco e nero del 1911.

 

  1. Significato principale del Pentagramma secondo il Maestro

Il Pentagramma rappresenta l’uomo con le braccia e le gambe aperte. Le sue cinque punte sono l’espressione dei cinque gradi di elevazione dell’anima umana. Nella Bibbia si riferiscono ai grandi eventi che ebbero luogo sui cinque monti: Ararat, Moria, Sinai, Tabor e Golgota.

 

  1. I principali elementi del Pentagramma

Il Pentagramma è composto da un cerchio esterno, un cerchio interno, un centro, scritture e lettere.

 

  1. Cerchio esterno

Il cerchio esterno in cui è iscritto il Pentagramma rappresenta il mondo, le esperienze, la scuola terrestre. È il simbolo dell’infinito e mostra che tutto ciò che non riesci a raggiungere in una vita, puoi raggiungerlo nell’infinito futuro. Quando l’uomo comincia il proprio sviluppo come un’anima giovane, acquisisce esperienze. Percorre il cerchio esterno dove ci sono le immagini della spada, del bicchiere, del candelabro e dello scettro. Essi sono fuori dal cerchio e sono i simboli delle forze nella Natura, del suo linguaggio.

 

  1. Elementi del cerchio esterno

a) La spada

La spada simboleggia la forza. Mostra che ogni persona può essere forte, ma come tale può commettere anche crimini, essendo un’anima senza esperienza può servirsi della violenza.

Vengono simboleggiate anche le energie giovanili nell’uomo. La persona giovane pensa che a lei tutto sia consentito e possa fare quello che desidera, senza pensare alle conseguenze. La forza deve essere nei muscoli, nella mente o nel cuore. Senza questa forza si può fare nulla. Dato che l’uomo ha una certa forza, vivendo e lavorando con le persone farà degli errori che comporteranno delle sofferenze. Deve imparare ad affrontarle con pazienza.

b) Il calice

In virtù della legge karmica, una persona che abbia commesso violenza, deve ottenere ciò che merita. Questo viene simboleggiato dal calice. Passando attraverso le sofferenze, acquisirà esperienze preziose. Il calice assomiglia a un fiore che più avanti diventerà un buon frutto.

 

c) Il libro

Dopo aver bevuto il contenuto amaro del bicchiere, l’uomo trova il libro aperto dal quale impara perché soffre e comincia a studiare la scienza spirituale. In questa scienza trova le leggi della Natura e della vita, comincia ad applicarle per non fare più errori e per non soffrire. Così acquisisce luce e la sua vita diventa ragionevole e cosciente.

d) Il candelabro

Per leggere il libro della vita, la mente umana ha bisogno di un candelabro. Simboleggia la ragione umana che rivela quello che c’è scritto nel libro della Natura. Tramite questa luce l’uomo giunge alla grandezza del piano di Dio, che lo porta dall’oscurità alla luce, dalla schiavitù alla libertà, da ciò che è ordinario a ciò che è perfetto, dal peccato alla purezza e dall’ignoranza alla conoscenza.

Il candelabro con la candela è il sole che illumina la mente dell’uomo e la fa costantemente riflettere.

e) Lo scettro

Leggendo il libro e studiando i principi e le leggi della Natura, l’uomo acquisisce l’illuminazione e aspira ad avere  il controllo di sé stesso, a diventare padrone di sé stesso. Ha raggiunto la legge della Giustizia e non deve retrocedere. Nelle mani dell’illuminato, lo scettro diventa il mezzo con il quale possono essere gestite certe forze della Natura e psichiche per il benessere dell’Umanità. Con questa immagine termina la via della persona laica, l’insegnamento esterno nella sua vita. Il suo percorso è una preparazione per intraprendere la via dello studente. Questo è il cerchio interno.

 

  1. Cerchio interno

Simboleggia la via dell’anima tramite le cinque immagini messe sulla linea delle corrispondenti virtù: La Verità: una scala comoda con una porta; la Giustizia: lo Spirito di Cristo; l’Amore: una via ripida che porta alla porta stretta; la Saggezza: l’occhio che vede tutto e la Virtù: l’albero della vita. Dopo aver percorso il cerchio esterno, l’uomo non è ancora contento della propria anima e cerca un senso più profondo nella vita. Comincia a lavorare coscientemente su sé stesso per il proprio elevamento e perfezionamento e diventa studente della Grande Scuola della Vita (G.S.V.) (in bulgaro (cirillico) В.У.Ж., dove В corrisponde alla lettera V, У corrisponde alla lettera U e Ж corrisponde alla lettera J, cioè “Velikoto Uchilishte na Jivota”. Finora la vita esterna esercitava la propria influenza sulla sua coscienza, ora, invece, egli prende l’evoluzione nelle proprie mani. È l’entrare nella Scuola Divina. Lo studente comincia ad alimentare l’elaborazione delle virtù Divine che caratterizzano l’uomo perfetto passando attraverso i cinque gradi dell’autoperfezione.

 

  1. Elementi del cerchio interno

a) Una scala con gradini comodi che portano ad una porta: la via che porta dalla Virtù alla Verità (il raggio blu)

Dopo il cerchio esterno, comincia una nuova e più difficile tappa nello sviluppo dello studente. Egli entra attraverso la porta della Virtù per essere illuminato. All’inizio le prove saranno più leggere (come gradini comodi), ma necessari. Se in caso di qualche dispiacere lo studente perde la propria pace interiore, se non aiuta gli esseri sofferenti intorno a lui, viene bocciato all’esame. In questa fase del suo sviluppo comincia lo spuntar dell’alba della Verità. È l’inizio del conoscere Dio. Nello studente nasce lo stimolo a camminare sulla via di Dio.

b) La via di Cristo – la Giustizia (il raggio verde)

“Capo della Tua Parola è la Verità”, questo è lo Spirito di Cristo al Quale inevitabilmente giunge lo studente nel proprio sviluppo. Allora viene già guidato dall’interno. Lo studente comincia a cambiare e gradualmente entra in modo naturale nella via della Giustizia. Egli si applica ad essere giusto nei confronti di tutti e di tutto.

Sulla punta del Pentagramma a colori è disegnato il Maestro con le mani aperte che benedice tutti. Per molti secoli l’anima dello studente cerca di incontrare il proprio Maestro, di conoscerlo e di entrare nella sua Scuola per studiare. Diventa studente della Fratellanza Bianca Universale, il cui capo è Cristo.

c) Una via ripida che porta alla porta stretta – l’Amore (il raggio rosa)

Passando attraverso le prove della Giustizia, lo studente arriva ad una porta molto stretta. Essa simboleggia la rinuncia alla vita laica. Egli deve passare attraverso questa porta e cominciare a lavorare per Dio. Cominciano le prove interne, mistiche per lo studente (cominciare ad amare il proprio nemico, passare attraverso grandi prove come quelle di Giobbe e così via).

d) L’occhio – la Saggezza (il raggio giallo)

L’occhio è lo Spirito Divino che insegnerà allo studente a comprendere la Verità Divina. Cominciano ad aprirsi le porte della conoscenza Divina. Lo studente sa già perché Dio ordinò il mondo così.

 

e) L’albero della vita – la Virtù (il raggio bianco)

Dopo essersi impadronito dell’Amore e della Saggezza, lo studente si trova davanti all’Albero della Vita. La nuova vita dà già i suoi frutti. Lo studente comincia una vita profonda e intima e dà una completa espressione alle proprie virtù. Raggiunge il punto più alto della propria vita, servire Dio, e comincia a vivere completamente secondo l’ordine del Maestro: “Ama la strada perfetta della Verità e della Vita. Poni il Bene come base della tua casa, la Giustizia come misura, l’Amore come ornamento, la Saggezza come recinto e la Verità come lume. Solo allora mi conoscerai e Io mi mostrerò davanti a te”.

 

  1. Il centro del Pentagramma: “Il Santo dei Santi”

Dopo aver percorso il cerchio esterno e il cerchio interno, lo studente desidera unirsi a Dio: l’ultimo compito della sua evoluzione. Egli entra nel centro Divino del Pentagramma, dove la via è sempre illustrata con delle immagini: due serpenti intrecciati, un cerchio, una croce e un mezzo cerchio aperto. È necessario passare ancora cinque esami.

Il serpente è il nemico che deve cominciare ad amare per vincere. I due serpenti intrecciati mostrano che lo studente combatte contro la sua natura inferiore, il male in sé stesso. Vince con la Saggezza e passa attraverso la croce: la completa abnegazione. Simboleggiano ancora i due canali vitali nell’uomo attraverso i quali scorre e sale l’energia vitale verso il Glasus Pineali (il terzo occhio), espresso con la svastika.

Il cerchio simboleggia l’armonia Divina alla quale ogni uomo deve giungere, il mezzo cerchio, invece, simboleggia l’anima umana che ha riunito in sé tutte le virtù fondamentali e si è diretta verso Dio.

Il passaggio attraverso il centro del Pentagramma è la via della completa abnegazione: dedicazione all’azione di Dio, a servire l’Umanità. Qui l’uomo giunge alle manifestazioni superiori dell’Amore. In questa fase di sviluppo lo studente passa attraverso le prove più orribili e pesanti.

 

  1. Le lettere intorno al Pentagramma

Le lettere sono: G, S e V.

La lettera “G” è un simbolo di Gesù Cristo, la guida nel Cielo. La lettera “S” è un simbolo di Gesù Cristo, il Maestro ed il Salvatore. La lettera “V” è un simbolo del doppio potere di Gesù Cristo, un’uguaglianza tra la svastika ed il potere spirituale. Prese insieme, le lettere significano: “Grande Scuola della Vita”. Esiste anche un altro significato: “Guida e Maestro della Vita”.

 

  1. I numeri nel Pentegramma

Nel Pentagramma, tra i cateti e i grandi angoli, si formano cinque piccoli triangoli isoscele in ciascuno dei quali vi è un numero. Il numero 1 è alla punta, vicino alla Verità, sopra la quale vi è il colore chiaro blu dell’uomo spirituale. Quando l’uomo ammette nella sua mente, nel suo cuore o nella sua volontà qualche bugia, il Pentagramma si capovolge e va all’inferno perdendo il colore chiaro blu e acquisendo quello nero. Il numero 2 è alla punta dell’Amore, vicino al colore rosa chiaro che influisce sul cuore e sui polmoni. Quando l’uomo viola il principio dell’Amore, si ammala di cuore, di tubercolosi e di esaurimento nervoso. Il numero 3 è alla punta della Saggezza, dove vi è il colore giallo che influisce sulla mente. Quando l’uomo viola il principio della Saggezza e rinuncia a Dio, una grande battaglia intima comincia in lui. Combattono due pensieri uguali per quanto riguarda la loro forza e contrapposti per quanto riguarda la loro natura. Il risultato finale è che l’uomo impazzisce. Il numero 4 è alla punta della Virtù, dove vi è il colore bianco che simboleggia le gambe e il corpo. Quando l’uomo viola il principio della Virtù, la sua attività fisica viene bloccata. Il numero 5 è alla punta della Giustizia, dove si trova il colore chiaro verde che influisce sulla cistifellea, il fegato e le braccia. Se l’uomo viola la legge severa della Giustizia, questi organi si ammalano.

12. Formule del Pentagramma

a) Formula scritta in cerchio intorno al Pentagramma: “Nel compiere la volontà di Dio sta la forza dell’anima umana”.
b) Formula del cerchio interno (non si vede): “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna”.
c) Formula scritta nel centro del Pentagramma (non si vede): “Cercate prima il regno di Dio e la sua Giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

 

  1. La firma del Maestro Duno

Il Pentagramma a colori è stato firmato dal Maestro.

 

  1. Lavoro spirituale con il Pentagramma

Quando i cinque principi vivono nell’uomo, egli si fonde con il mondo Divino e diventa un’unità cosciente che sa già lavorare per l’evoluzione con la piena coscienza e la profonda conoscenza delle leggi di Dio. Quando lo studente vuole esprimere maggiormente qualche virtù, pone il Pentagramma orizzontalmente e indirizza davanti la punta corrispondente. Il Pentagramma rivive e le sue energie fanno scorrere questa virtù con grande forza.

“Nel compiere la volontà di Dio tramite l’Amore sta la forza dell’anima umana”. (3 volte). “Nel compiere la volontà di Dio tramite la Saggezza sta la forza dell’anima umana”. (3 volte) “Nel compiere la volontà di Dio tramite la Verità sta la forza dell’anima umana”. (3 volte) Nel compiere la volontà di Dio tramite la Giustizia sta la forza dell’anima umana”. (3 volte) Nel compiere la volontà di Dio tramite la Virtù sta la forza dell’anima umana”. (3 volte)

Quando lo studente è in pericolo, deve immaginarsi di tenere il Pentagramma davanti a sé stringendo con la mano destra la Giustizia e con la mano sinistra la Verità. Indirizzare la punta della Saggezza davanti verso l’oggetto che lo minaccia dicendo: “Nel nome di Gesù Cristo, preghiamo il Signore Dio delle forze che si realizzi la beatitudine davanti ai Suoi occhi”.

È assolutamente vietato capovolgere il Pentagramma con le due punte verso l’alto o fare del male. Allora le sue energie tornano contro chi lo utilizza a tale scopo.

 

  1. Raccomandazione del Maestro che riguarda il lavoro con il Pentagramma

“Studiate spesso questa immagine e riflettete sui suoi simboli. I cinque passi simboleggiano la via sulla quale è difficile camminare, perché non si tratta di filosofeggiare, ma di una “opera vivente”, di una creazione permanente. È proprio questa la via di Cristo. Non dimenticate che sono molto importanti anche le parole scritte nel cerchio intorno al Pentagramma”.

 

  1. Il Pentagramma nella Paneuritmia

Il Pentagramma è l’ultima parte della Paneuritmia. Il Maestro lavorò per un certo tempo su di esso e poi diede i movimenti, la melodia ed il testo. Secondo lui: “Osservando l’uomo, vedi in lui la linea retta che va dal suo piede sinistro verso la testa ed è la Verità, la linea retta che va dalla testa verso il piede destro ed è la Giustizia, la linea retta che va dal piede destro verso la mano sinistra ed è l’Amore, la linea retta che va dalla mano sinistra verso quella destra ed è la Saggezza e la linea retta che va dalla mano destra verso il piede ed è la Virtù”.

Questi suoi pensieri stanno alla base del Pentagramma nella Paneuritmia.


Fonte: beinsadouno.it

 

 

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