Spiritualità

Omraam Mikhaël Aïvanhov, l’ultimo Maestro

di Mike Plato

omraam1.jpgStoria e pensiero di un maestro spirituale eccezionale, di un vero portatore di luce, che ci ha lasciato nei suoi libri un patrimonio enorme di saggezza utile per edificare il Tempio di Dio sulla terra.

“Steiner rimanda alla gnosi del XX secolo, Aïvanhov all’iniziazione del XX secolo. Hanno in comune il fatto di aver pronunciato migliaia di conferenze che costituiscono il loro insegnamento. Esso, per il fatto stesso di essere in un primo momento almeno orale, resta fedele alla tradizione ma tiene conto delle condizioni della vita attuale. Steiner tiene conto delle scienze moderne, Aïvanhov dei costumi contemporanei”. Così scriveva Pierre Riffard ne L’Esoterismo, confrontando due titani della tradizione esoterica del secolo XX.

Gli inizi

Mikhaël Aïvanhov nasce il 31 gennaio del 1900 in Macedonia. Già nell’infanzia mostra un’eccezionale curiosità per il mondo che lo circonda ed è attratto non solo dalla Natura e dai suoi misteri, ma dalle coincidenze che poi scoprirà essere nient’altro che i fili con cui la divinità tesse la vita degli uomini e di alcuni in particolare. Nato sotto il segno dell’acquario, si fa affascinare da fonti e ruscelli ma ancor più dal fuoco, datore di luce, vita e calore, un’attrazione che poi lo condurrà ad istituire la cd. Religione Solare e Universale. Durante il primo anno di scuola, Aivanhov ascolta la storia della Creazione e ne rimane talmente affascinato da volerla imparare a memoria. Inizia a leggere la storia del santo patrono dei suoi luoghi, Atanasio, e desidera fortemente imitare la vita impeccabile dell’eroe. Si trasferisce a Varna con la famiglia e lì inizia a prendere contatto con le arti: musica e teatro. Ma è la lettura del Libro dei Proverbi, all’età di nove anni, a segnarlo per sempre. Inizia a mettere in pratica i precetti di Salomone e fu per lui l’inizio del cammino spirituale. La voglia di santificarsi e di divenire un profeta moderno diviene urgente. Nella stanzetta della sua casa, inizia a divorare testi cristiani, buddhisti, induisti, egiziani e greci. Scopre la grandezza del Buddha che diviene il suo secondo modello dopo Gesù. Tra i dodici e i quindici anni, pratica la respirazione ritmica del saggio Ramacharaka e il controllo del pensiero. A quindici anni gode della sua prima illuminazione. Abituato a meditare in riva al mare al sorgere del sole, vede in visione un essere meraviglioso e splendente, certamente il suo Sé divino. Non fu folgorato dalla sua potenza né dalla sua sapienza, ma dalla sua bellezza. Egli descrive così l’esperienza, analoga alle visioni dei mistici, e consiglio di prenderlo molto sul serio: “mi trovavo fuori dal tempo, tutto il mio essere si dilatava in proporzioni smisurate. L’illuminazione era talmente potente, la gioia talmente intensa che avevo la sensazione di prendere fuoco. Mi sentivo bruciare il cervello e poi tutto il mio essere si incendiò. Persi conoscenza quando ebbi la percezione di essere riassorbito nella luce”. Dopo un’esperienza estatica di questo tipo, è ovvio che Mikhael si sente svuotato, e desideroso di ripeterla. Tutta la tipica vita mondava gli sembra inutile e mediocre. Egli cambia profondamente e il senso del servizio spirituale e del sacrificio per Dio diviene un’istanza vitale. Ed è qui che inizia a sperimentare la tipica derisione degli altri. Tutto ciò che lo attrae non attrae i suoi simili e, viceversa, tutto ciò che desta l’interesse dei suoi simili non lo attrae. I suoi discorsi e le sue opere iniziano a destare l’ilarità dei suoi coetanei, ed è a quel punto che Mikhael si rende conto di essere diverso. Ciò accade a tutti i Figli della Luce in cammino, e se non avviene, ciò significa che non si sta percorrendo la strada giusta. È una prova della bontà del cammino scelto. Tra i quindici e i diciassette anni, godrà di altre esperienze mistiche, e si renderà conto di essere istruito da un Maestro invisibile, il suo Io Sono. Inizia a leggere gli scritti di Steiner, nonché gli opuscoli di un maestro vivente del suo paese, Peter Deunov, che sarà poi la sua Guida spirituale per ben 20 anni. Divora libri e letture di diversi esoterismi. Un sacro fuoco lo anima e lo possiede e lui se ne lascia trasportare volentieri. Ma mangia poco e si debilita. Se da una parte ciò gli consente di avere sogni lucidi e sdoppiamenti astrali, d’altra parte il suo stato fisico è insoddisfacente. Deve imparare l’equilibrio.

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Il Battesimo iniziatico

Ma a quel punto, pare che lo Spirito Santo, durante una seduta di respirazione, lo pervada attraverso una goccia di prana che gli inonda i polmoni. Era stato battezzato da Dio nella solitudine più assoluta, e nessuno ne sapeva nulla. In un’occasione, tuttavia, rischia la morte per aver ridestato l’energia kundalini, non sapendo come gestire la potenza cosmica di quest’energia; è costretto a chiedere l’aiuto di Dio per placarla, altrimenti ne sarebbe stato disintegrato. I Cabalisti chiamano quest’esperienza “discesa della Merkavah”, e affermano che, senza la guida di un maestro che sa, si può venir annientati e spazzati via da un’energia così impressionante. Solo un film, a quanto ne so, ha descritto il risveglio kundalini, nascondendolo in un’esperienza scientifica: “Contact” di Robert Zemekis. Ellie Arroway è su una poltrona che inizia a vibrare, e vede che pavimento e pareti dell’astronave divengono traslucide, e lì compie un salto quantico, un salto di coscienza che le consente di varcare le dimensioni, viaggio da cui emerge profondamente cambiata. Ma occorre prepararsi al ridestarsi di quest’energia, poiché in caso contrario gli effetti potrebbero essere devastanti. Gli eccessivi digiuni e le veglie sui libri lo fanno ammalare di febbre tifoide e, nel delirio, vede due esseri che si contendevano la sua anima. Il primo, nero, che intendeva trasmettergli terribili poteri, e l’altro, bianco, che trasmetteva pace e amore. Decise di scegliere l’ultimo e, riavutosi, comprese che aveva scelto di far parte della Fratellanza Bianca Universale. L’esperienza mi ricorda strettamente la descrizione del rotolo di Qumran detto “Testamento di Amraam” ove Amraam vede in visione Melkizedek, principe della Luce, e Beliar-Melkiresha, principe delle Tenebre, atti a contendersi la sua anima: “chi vuoi che ti domini?”, dicono entrambi. Mikhael capisce che la guerra tra Luce e Tenebre è, prima di ogni cosa, interiore, ma lui ha fatto la sua scelta. Scelta che un giorno dovrà pagare a caro prezzo.

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Aivanhov e l’acqua

Leggendo i testi dell’alchimista Paracelso, Mikhael si convince di un fondamento dell’iniziazione: la continenza. Paracelso era convinto che l’effusione del seme maschile privasse l’essere umano di energia vitale e spirituale. Persino nel taoismo si insegna che una goccia di sperma equivale a cento goccie di sangue, il che implica che l’orgasmo sottrae la vita. Si impone, in tal modo, un programma di continenza e di mantenimento dell’energia che punta alla sublimazione delle energie sessuali e ad un risveglio graduale e non improvviso della kundalini. Nel 1913 incontra il Maestro Deunov, il quale accetta volentieri quel ragazzo dotato di grande talento spirituale. Deunov appartiene ad un’antica corrente bogomila, stretta parente del catarismo e del templarismo esoterico, ed erede della vera gnosi cristiana primitiva. La sua filosofia iniziatica fa leva sull’austerità, sulla disciplina, sull’auto-controllo, sulla luce, e sulla purezza. Deunov ha problemi con le autorità religiose del suo paese soprattutto a causa dell’insegnamento della giustizia e della reincarnazione. A Deunov viene imposto di lasciare Sofia, e il maestro fugge a Varna dove inizia a tenere conferenze su temi spirituali molto elevati. Quando Deunov scopre che Mikhael ha seri problemi al fegato, a causa di un virus, gli insegna una tecnica di guarigione antica quanto il mondo, una pratica che tutti gli alchimisti compiono ogni mattina al sorgere del sole, alitando sull’acqua parole di potenza. Deunov gli dice: “Ecco cosa devi fare. Ogni mattino, a digiuno, berrai una tazza d’acqua. La berrai lentamente, masticandola, sorso dopo sorso, concentrando tutto il tuo pensiero sul lavoro che fai. Parlerai anche all’acqua: «mia cara acqua, ripareremo insieme ciò che non va nel mio organismo»”. Non tanto convinto, Mikhael inizia la pratica che in brevissimo tempo fa sparire l’itterizia. Aveva praticato all’inizio del secolo scorso ciò che negli ultimi tempi, il giapponese Masaru Emoto ha diffuso attraverso le sue ricerche, una verità antichissima: l’acqua è un potentissimo catalizzatore vibrazionale, un potente conduttore spirituale. Quello di Deunov era un grande insegnamento tradizionale orale, ereditato da generazioni di iniziati.

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Sorge una stella

Aivanhov si iscrive alla facoltà di Matematica, ma non ha grande inclinazione e la lascia per iscriversi alla facoltà storico-filologica. La sua passione rimane la scienza iniziatica. Sono anni di povertà e per mantenersi agli studi decide di accettare umili e faticosi lavori. Ha però il tempo di attuare programmi di digiuno e solitudine allo scopo di sentire la voce del Dio interiore. Lascia l’università e ottiene un posto di insegnante attuando un metodo molto più iniziatico che profano. I risultati con i bambini sono così lusinghieri che la sua fama aumenta, e successivamente diviene anche preside di un Liceo. Ma molti suoi colleghi erano adirati e gelosi per i suoi metodi pedagogici rivoluzionari, a differenza dei genitori dei bambini. Siamo nel 1937, e il Maestro Deunov decide che è tempo per Mikhael di portare la “pietra preziosa”, ossia l’alto insegnamento iniziatico, in Francia. Egli è la persona adatta tra tutti i suoi allievi. Nel 1917 Deunov gli aveva profetizzato che le Tenebre lo avrebbero aggredito e che egli avrebbe dovuto attraversare una prova terribile. Questa prova l’avrebbe atteso in Francia. Aivanhov lascia paese, fratelli, amici e allievi per fare il servizio ove Deunov aveva deciso. Mikhael non impiega molto tempo ad imparare la lingua e a farsi conoscere. Il suo appartamentino a Parigi diviene presto un crocevia di gente affamata di spiritualità e conoscenza. Ad onor del vero, l’insegnamento di Deunov era già abbastanza noto in alcuni ambienti di Parigi, e questo facilitava il compito di Mikhael. Rideva quando qualcuno gli diceva di essere al terzo o quarto grado iniziatico. Lui stesso non sapeva a quale grado fosse e sentiva che la cosa non era importante, per niente. Nasconde molte sue qualità e talenti, preferendo che siano gli altri ad intuirle piuttosto che lui ad esibirle come una foca da circo, segno di grande purezza ed umiltà. Capisce che l’unico modo per diffondere la luce è tenere conferenze. La sua prima è il 29 gennaio 1938 alla Sorbona. Il suo metodo, sempre il medesimo, è quello non di preparare la conferenza ma prepararsi mentalmente con una meditazione preliminare. Debuttava sempre salutando gli astanti con la mano destra, tipico gesto della Tradizione Primordiale che risale alle usanze degli Dei solari. Mikhael insegna soprattutto due cose: salutare l’alba, assorbire la luce del primo sole, come un tempo facevano esseni e pitagorici, e respirare nei boschi per estrarre il prana, la quintessenza dell’aria. Egli scriveva: “Facendo passare consapevolmente l’aria attraverso le narici, tutti i laboratori interni del corpo lavorano meglio per estrarre l’essenza. La respirazione inconsapevole permette di estrarre solo la millesima parte del prana cosmico, che però non è sufficiente per la vita fisica e psichica. Attraverso la respirazione consapevole, il cervello penserà bene, il cuore batterà correttamente, lo stomaco digerirà perfettamente”. Coloro che si abituavano a svegliarsi presto per salutare l’alba ogni mattina, testimoniavano di sentirsi sempre meglio. Egli insegnava la via gratuitamente, come è d’obbligo per i veri grandi maestri, e metteva in guardia tutti gli astanti che il camminare richiede sforzi, sacrifici e rinunce. Era ovvio che quelli che erano interessati ad un basso esoterismo, interessati solo alle sedute spiritiche, alla veggenza o all’ipnosi, lasciavano la Fratellanza, di per sé, comunque, molto eterogenea per la presenza di molte donne e di gente proveniente dai più disparati ambienti. Mikhael interrompe le sue conferenze allo scoppiare del secondo conflitto mondiale, cui sopravvive.

L’attacco delle forze oscure

La profezia di Deunov su Mikhael, dopo il 1944, iniziò a schiudersi. Era per lui il momento delle grandi prove. E’ noto, in ambito iniziatico, che i messaggeri sono aggrediti poiché sono parti del grande e unico Messaggero: il Messia del Dio Altissimo. Recita Salmi 2: “perché invano congiurano le potenze e i principati contro il Signore e il suo messia? Se ne ride chi abita i cieli”. È uno schema archetipale. L’attacco inizia in Bulgaria dopo il decesso di Deunov. Ex fratelli screditano l’operato del vecchio Maestro e del suo emissario francese. A Parigi alcune società segrete di ritualità egizia decidono di incensarlo subdolamente, allo scopo di controllare lui e la fratellanza. Essi cercano di portarlo dalla loro parte promettendogli onori e ricchezza. Ma da buon essere cristico Mikhael rifiuta il classico invito delle Tenebre e accusa queste società di cercare solo il potere e non lo spirito. Le Tenebre utilizzavano anche le donne per spingerlo verso mammona e la perdita della libertà. Una di esse, proprietaria di un castello e di una tenuta, gli promette di donarglielo se lui accetta di sposarla. La sua intelligenza gli consente di fiutare le trappole. Capisce anche che ormai nella sua fratellanza si sono infiltrati membri di alcune società massoniche deviate, che cospirano per distruggerlo. E le donne sembrano essere lo strumento preferito per farlo cadere in una qualche trappola. I cospiratori adottano due tattiche estreme: o lo esaltano al fine di farlo gonfiare d’orgoglio, o lo infangano. Ma egli si mostra imperturbabile all’una e all’altra, comprende che la prova dell’elemento terra è iniziata. Un uomo misterioso, potente nella magia nera, chiamato iniziaticamente Kuthumi e Re del Mondo, sedicente tibetano al soldo dei servizi di Intelligence, decide di mettere le mani sulla fratellanza di Aivanhov elogiando il maestro e guadagnandosi la fiducia di alcuni allievi, ma non certo dello stesso Aivanhov. Nel settembre 1947, Mikhael viene accusato da due falsi testimoni al soldo degli avversari di aver stuprato 40 donne e di essere reo di organizzare orge nella foresta con i suoi discepoli. Successivamente il Tibetano mette insieme un po’ di donne che avevano subito il rifiuto del bulgaro, onde convincerle ad accusarlo di un qualche reato per arrestarlo. Deunov aveva avuto la vista lunga. Nonostante qualcuno lo avvisi che è in procinto di essere arrestato, egli non vuole fuggire né lasciare la fratellanza, decidendo di bere il calice amaro e di essere un eroe fino in fondo. Il 21 gennaio 1948 Mikhael viene arrestato proprio per la falsa testimonianza di donne che lo accusavano di stupro. Nella fratellanza fu il caos e molti iniziarono a vergognarsi di fronte ai loro amici di aver fatto parte della fratellanza. Mikhael veniva tradito anche dai suoi. Il 17 luglio, un processo farsa lo vede colpevole e condannato a quattro anni di detenzione, egli li affronta sereno, sapendo che Dio è con lui e gli ha offerto una simile prova. Il male è un bene mascherato, e l’uomo non può comprenderlo perché non sa vedere al di là del proprio naso. Ciò ricorda Giuseppe, accusato iniquamente dalla moglie del Faraone di averla stuprata, e condannato al carcere (Genesi 39:20), per poi risorgere più forte di prima temprato dalla prova. La pena dura due anni in quanto alcune accuse erano state ritirate e altre erano crollate da sole. La fratellanza può riabbracciare il suo sole spirituale.

Gli ultimi anni

Presto Mikhael decide di vivere in una piccola roulotte, per approfittare della spinta verso lo spirito che gli spazi ristretti possono offrire; una verità conosciuta dagli esseni e dai benedettini. Agli inizi del 1959 compie un viaggio spirituale in India, e qui riceve il nome iniziatico di Omraam che spiega così: “Om è il solve, disgrega la materia trasformandola in luce; raam è il coagula, il potere di condensare le cose divine”. Insomma, nel suo nome il cielo incontra la terra”. Incontra il grande Babaji che lo onora come un grande maestro occidentale, e via via altri grandi sadhu (maestri) indiani. Arricchito dall’esperienza, il maestro torna a Parigi nel 1960. Il suo aspetto cambia, si lascia crescere una lunga barba bianca ed inizia ad assumere l’espressività archetipica del maestro eterno, dell’Antico dei Giorni. Svela molti segreti della Cabala ebraica, in cui era molto versato. Insegna ai suoi allievi a varcare la soglia dell’astrale. Insegna meravigliose tecniche di preghiera e svela una moltitudine di segreti, tutti riportati nei libri che ne custodiscono il corpus sapienziale. Comprende in toto l’enorme valore spirituale della musica arrivando ad affermare che Dio è pura musica e che il canto è l’espressione privilegiata degli angeli, come è detto in Giobbe: “e le stelle del mattino cantavano in coro”. Insegna una via che non passa per la macerazione della carne ma per lunghe ore di meditazione e contemplazione. Diceva che il segreto del successo iniziatico è l’amore incondizionato per Dio e per gli altri esseri. Il voler cercare Dio con tutte le forze prima o poi ti premia. Insegna ai suoi che ognuno ha la libertà di sposarsi e avere figli, ma per sè scelse il celibato e la continenza, senza rifiutare le energie sessuali, ma portandole verso l’alto, fino al cervello, per lui un vero e proprio utero spirituale. È ovvio che alcuni segreti li tenne per sé, mentre di altri ne fece rivelazione solo a discepoli scelti. Ma la statura iniziatica lo convinse che, giunti alle soglie dell’era dell’Acquario, il compito dei maestri era divulgare come mai avevano fatto nelle ere precedenti, per traghettare gli uomini di buona volontà verso la nuova e definitiva età dell’oro spirituale. Leggere i libri di Aivanhov significa godere degli insegnamenti di un vero Maestro della Tradizione Primordiale, un dono prezioso in questi tempi di grande cecità. Un buon maestro consiglierebbe sempre di cogliere l’insegnamento di fratello Mikhael. Per la sua generosità di scrittore, lo paragonerei a Platone, ma con un occhio di favore per la Tradizione spirituale più che per la speculazione filosofica. Non è un caso che il Maestro lasci questo mondo il 26 dicembre 1986.

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Box: Il suo amore per Melkizedek

La garanzia dell’appartenenza di Mikhael Aivanhov alla gerarchia luminosa è la sua devozione a Melkizedek, che egli chiamava Maestro dei maestri. Ne parlò già a partire dalle sue prime conferenze del 1938 e dichiarava di vivere in comunione con lui. Egli sosteneva che l’Antico dei Giorni che Giovanni vide a Patmos, come descritto in Apocalisse, era lo stesso Melkizedek. Era talmente innamorato di Melkizedek da affrontare un viaggio nella stessa Patmos nel 1969. Sbarcato nella Grecia continentale, andò sul Monte Athos dove vivevano 3000 monaci. A tutti faceva la stessa domanda: “sapete dell’esistenza di Melkizedek?”. La stessa domanda era stata da lui posta ai monaci dell’India, ed essi risposero che “sì, lo conosciamo ma col nome di Markandé, colui che è senza padre né madre ed è immortale”. Omraam era davvero un allievo di Melkizedek e suoi scritti rendono testimonianza alla sua scienza e Sapienza eterna.

di Mike Plato

Fonte: mikeplato.myblog.it

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3 risposte a “Omraam Mikhaël Aïvanhov, l’ultimo Maestro”

  1. Caro Ciro,tu chiami il signor Ahivanov non sò se lo scritto bene,l'ultimo maestro,ma di cosa?
    1 della fratellanza bianca universale che a me sembra più una loggia massonica e cmq non ho capito bene se si tratta di un movimento religioso o di che cosa?
    2 prima dell'avvento di cristo? come tu sostieni cristo e questo signore fanno parte dell'ordine di melckisedec o come caspio si scrive,quindi essendo egli l'ultimo l'apocalisse dovrebbe aprirsi
    3 mi spieghi perchè ostinarsi a cercare in sconosciute organizzazioni quello che abbiamo già da 2000 anni cioè la spiegazione dell'inizio e della fine nel nostro testo sacro?
    Ciao

  2. Aivanhov è cristiano, ma si rifà ad una Tradizione più ermetica del cristianesimo: il cristianesimo è una religione di tipo solare, non che veneri il Sole, questo lo fa il paganesimo!

    Il Sole è il simbolo del Cristo, del Sole Interiore, cioè del nostro Sé Superiore. E poiché come è in Alto (Dentro), così è Basso (Fuori): il percorso nel Cielo del Sole simboleggia quello che un Iniziato dovrebbe seguire interiormente, le sue varie tappe. La Natura è un libro aperto per l’uomo saggio che sa cogliere le cose nascoste in essa (lo diceva anche Galileo Galilei).

    Il Vero Cristianesimo deriva da Tradizioni Ermetiche più antiche del Cristianesimo Ortodosso che ci hanno inculcato da piccoli. Quindi altro che 2.000 anni, si tratta di molto di più!

    E invece di avere pregiudizi su Aivanhov, senza prima averlo conosciuto, caro The Rock, leggi qualche suo testo, oppure anche solo i suoi pensieri quotidiani, e ti accorgerai della ricchezza di questo personaggio, della sua intelligenza, chiarezza, e saggezza… oltre al fatto che le sue parole contengono sempre amore, sono comprensive… e molto ma molto EDUCATIVE! Aivanhov era un pedagogo!

    E la Fratellanza Bianca Universale non ha niente a che vedere con la Massoneria! Ed è molto più sana del cattolicesimo dilagante, infinitamente più sana e pura.

    Diceva Einstein: “E’ più facile rompere un atomo, che un pregiudizio!”

    Ciao, The Rock!

    P.S.: E non pensare troppo alle Apocalissi! ;-)

  3. Caro Ciro,io non nutro nessun pregiudizio su Aivanov o dio come si scrive ma perchè hanno sempre cognomi difficili cmq,lo ripeto ancora una volta chi pratica il bene e sempre ben accetto!
    Ma quello che mi ha incuriosito e che tu hai scritto l'ultimo maestro,perchè?
    le apocalissi poi sono la mia passione non posso smettere di pensarle,vi è  una creazione che grida a Dio notte e giorno per essere ripristinata,apocalisse o rivelazione tratta non della morte ma della nuova vita,ed e quello che io e penso gli altri 6,900 milioni e passa di uomini attendono con ansia.
    Ps: Caro ciro ma rispondimi al post sulla sesta razza ho fatto delle domandine che credo ti intrigheranno molto!
    Ciao cn amicizia The Rock

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