Spiritualità

Legge di attrazione: tutto quello che serve sapere per renderla attuabile qui e ora!

di Cristian Frialdi

Della “Legge di attrazione” se ne parla ormai in ogni forum, blog o sito che si occupi di materia spirituale o anche di tutt’ altro genere, è diventata una moda! Mi sembra di capire però che non tutti ne abbiano veramente capito i contenuti, anzi!

Siccome “qualche” libro sull’argomento l’ho letto (diciamo anche molti), ho cercato di riassumere tutte le informazioni per darvi delle linee guida facili da capire e rendere questa importante Legge universale la più semplice possibile per applicarla nella vostra vita. Per tutto quanto voi desideriate: viaggi, denaro, salute, amore.

Ci sono delle cose da sapere però! Non è proprio semplice come alcuni vogliono farvela passare!

Non basta che immaginiate di avere una cosa per 10 minuti prima di andare a dormire per poi sperare di ottenerla il giorno dopo (o la settimana dopo, o il mese…). Dovete applicare alcune indicazioni che ho tratto dalle pagine dei diversi libri che ho letto. Piccoli segreti che ai più sfuggono purtroppo.

Tutto scorre! Vivere significa fluire. Trattenere significa morire.

La legge dell’attrazione afferma che ogni cosa pensiamo torna a noi! Qualunque cosa facciamo agli altri, torna a noi! Nessuno è vittima casualmente. Quindi, se nutriamo pensieri negativi su una persona, saremo noi a sperimentare la manifestazione di quei pensieri. Con i nostri pensieri negativi possiamo arrecare danno solo a noi stessi. Tutto ciò che ci avviene è la reazione materiale ai nostri pensieri e alle nostre azioni.

Concentrazione è la capacità che abbiamo di attrarre i nostri obiettivi e di diventare ciò che vogliamo: Ciò su cui ci concentriamo, aumenta! La chiave di tutto, è che quando chiediamo o preghiamo affinché qualcosa accada, diamo potere a ciò che non abbiamo. Le preghiere per la guarigione danno potere alla malattia. Bisogna sentire dentro di sé l’effetto che ha la cosa che desideriamo. Con tutti i sensi e con tutte le nostre emozioni. Dopodiché, è importante provare un forte sentimento di gratitudine per avere potuto prendere parte in prima persona alla creazione.

Bisogna sentire il benessere e il rilascio di energia che emana dall’atto del ringraziare, anziché da quello di desiderare ardentemente tipico delle richieste di aiuto. La sottile differenza tra benessere e desiderio, è fatta dal potere di distinguere tra il chiedere e il ricevere.

Se hai un obiettivo a lungo termine e vuoi dirigere l’immaginazione verso di esso, comincia col sentirti presente in quel preciso momento nel futuro. Entra in quelle circostanze, mettile in atto. Permetti alla tua immaginazione di vagare per la scena immaginata divenendo parte di essa. Rafforza l’immagine e rendila reale immaginando che tutti e cinque i sensi siano presenti in quelle circostanze future.

Decidi cosa vuoi avere. Credi di poterlo avere. Credi di meritartelo e di averlo a portata di mano. Poi chiudi gli occhi per qualche minuto e visualizzati in possesso di quello che vuoi, prova le sensazioni che proveresti se fosse già tuo. Esci dalla visualizzazione e concentrati sulla gratitudine che già provi, e goditi il possesso di quella cosa. Poi riprendi le tue normali attività e affida il tutto all’Universo, confidando nel fatto che saprà come farti avere ciò che vuoi, non è affar tuo sapere come.

Quando visualizzi, quando quell’immagine si manifesta nella tua mente, concentrati sempre e soltanto sul risultato finale. E’ un esperienza talmente olografica e reale in questo istante, che non senti affatto di avere bisogno dell’oggetto del desiderio, perché è come se fosse già tuo. E’ la sensazione a creare veramente l’attrazione, non solo l’immagine o il pensiero. Molte persone credono che basti concepire pensieri positivi o visualizzarsi in possesso di ciò che vogliono creare, ma se lo fanno senza sentirsi ricche, o senza provare gioia o amore, questo non è sufficiente a creare la forza di attrazione. Non si devono formulare pensieri del tipo: “Vorrei riuscire a comprare quell’auto”, o “Un giorno quell’auto sarà mia”, perché a quel pensiero viene associata una sensazione ben precisa che non è QUI e ORA, ma nel futuro. Così facendo la situazione rimarrà sempre nel futuro.

Ancora una volta: Tutto scorre! Vivere significa fluire. Trattenere significa morire.

Una persona che sintonizza la propria mente sul lato oscuro della vita, che continua a rivivere le disgrazie e le delusioni del passato, in pratica implora di ricevere le stesse disgrazie e delusioni anche in futuro. Il passato deve essere lasciato andare! È dietro alle spalle. Finito!

Ma cosa significa lasciare andare? Significa appunto lasciare fluire l’energia. Per lasciare andare si deve:

  • Accettare ciò che è. Se qualcosa è, per quanto brutto sia, non ha senso prendersela, tanto non cambierebbe.
  • Non giudicare niente e nessuno.
  • Non pensare alla strada che si prenderà. Così facendo limiteremmo la nostra visione alle poche strade che vediamo, bloccandone infinite altre a noi invisibili.
  • Non lottare per un obiettivo o contro ciò che è. Lottare significa trattenere qualcosa ed è un inutile spreco di energia.
  • Non concentrarsi ostinatamente sull’obiettivo bramandolo. Laddove brami non fai altro che affermare il fatto di non possedere ciò che brami. In questo modo lo allontani.
  • Non dubitare di raggiungere l’obiettivo.

Come blocchiamo invece l’energia? In modi che per noi sono naturalissimi:

  • Non accettiamo lo stato di ciò che è.
  • Giudichiamo.
  • Abbiamo paura dell’insuccesso.
  • Facciamo paragoni.
  • Proviamo sentimenti negativi.
  • Lottiamo.
  • Abbiamo sensi di colpa (giudichiamo cioè il nostro passato).

La seguente frase l’ho tratta da “Il sesto senso” di Stuart Wilde, la trovo molto significativa:

Il fatto stesso che volete disperatamente concludere un affare, lo respinge. Metafisicamente, fa ballare la strada davanti a voi. Il modo per negoziare in maniera ottimale è abbandonare ogni emozione circa l’accordo ed essere pronti ad andarsene. Non dovete avere un forte attaccamento al risultato. Se va, bene; se non va, bene lo stesso. A quel punto avete controllo e potere.

Schopenhauer una volta fece notare che la volontà dell’uomo è la testardaggine che prende il posto dell’intelletto. La forza di volontà consiste, solitamente, nel potere delle cariche emozionali presenti immediatamente intorno al suo corpo fisico. Un essere che si trova prigioniero delle proprie emozioni è affetto da circuiti stimolo-risposta (non cosciente) del corpo e gli è molto difficile fare qualcosa di diverso dall’obbedire a quelle ondate di flussi e stimolo-risposte che sono un accordo automatico con l’universo fisico. In queste condizioni l‘uomo si sforza di fare le cose e, poiché chi di forza ferisce di forza perisce, ecco che lo sforzo gli si riversa contro. Solo quando l’uomo è libero dall’identificazione con il suo corpo fisico, e di conseguenza dal suo corpo emozionale, egli può effettivamente avere un’idea di ciò che sia veramente la volontà: determinazione. Qualcosa che usa per determinare e non qualcosa che gli si riversa contro poiché usa lo sforzo di volontà. Una forza è una “cosa”, il pensiero è il creatore delle cose. Per l’uomo comune, la volontà non è VOLONTÀ (determinazione), è solo lo sforzo e, per il principio di azione-reazione dell’universo fisico, ecco che ogni volta che usa questa volontà ne esce sconfitto.

di Cristian Frialdi

Fonte: sognatorelucido.wordpress.com 

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