Spiritualità

La gelosia è un veleno inutile!

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Quante coppie vengono a trovarmi accusando­si reciprocamente di infedeltà! Ma quando verifi­co, devo constatare che si tratta di pura immagi­nazione. Perché fare tante storie? Si teme di per­dere la persona amata, ma con quanto piacere si fa di tutto per turbarla e tormentarla! «È perché ti amo, tesoro mio, che ti torturo… ». Che logica!

Vi sono tuttavia anche casi in cui la moglie è scontenta e infelice proprio perché il marito non è geloso. Ella vede che lui l’ama, che non le fa man­care nulla, che le dà anche molta libertà, ma inve­ce di esserne contenta, si preoccupa e lo sospetta di avere un’amante. Forse, per essere felice, vor­rebbe che lui la tenesse incatenata e si comportas­se con lei come un cerbero? Si sono già viste don­ne che avevano accanto dei cerberi, ed erano tutt’altro che felici! Credetemi, la natura umana non è mai contenta. Se il marito dà libertà alla mo­glie, lei si lamenta: «Perché non mi sorveglia, per­ché mi lascia libera? Vuol dire che ama un’altra!». Ma se lui è un tiranno o un despota, eccola strillare e andare in cerca di un altro uomo che la li­beri.

Certi vogliono avere il pieno possesso del pro­prio marito o della propria moglie, averli solo per sé, perché temono di perderli se dividono con altri un po’ del loro affetto; è così che compare la ge­losia, la paura di perdere quel bene che pensano appartenga solo a loro. Ma dov’è scritto che vo­stra moglie o vostro marito vi appartengono? Li conoscete da due anni, forse da dieci, ma erano stati creati molto prima che li incontraste. Hanno dei genitori, hanno un Creatore, esistono da mi­lioni di anni, e non vi appartengono. Il marito dirà: «È mia moglie». Sì, è sua moglie, ma per quanto ancora lo sarà? Dio solo lo sa. Voi siete semplicemente dei soci e, se volete evitare dei grandi malintesi e anche dei forti dispiaceri, è me­glio che la consideriate come una socia volonta­ria… o involontaria (questo la storia non lo dice). Siete dei soci che si sono uniti per intraprendere un lavoro: per costruire una casa, per esempio. Sì, quando create un figlio, è come se costruiste una casa: il bambino è uno spirito che viene da molto lontano, e voi, mattone su mattone, gli costruite la sua casa, il suo corpo fisico.

La paura di perdere l’essere amato è causa di molti malintesi. Si deve sapere fin dall’inizio che quella persona non vi appartiene. Voi usate tutti i mezzi per tenerla con voi, la tormentate, le fate violenza, le imponete la vostra volontà, ma in realtà cos’è che tenete in questo modo?… Supponiamo che abbiate sposato una donna molto bella: potete forse impedire agli altri uomini di guar­darla, di ammirarla, o anche di seguirla? Le occa­sioni non mancano: per la strada, a teatro, in so­cietà, in casa di amici, dovunque, tutti guarderan­no vostra moglie, e se non siete ragionevoli ne soffrirete. Siete come uno che possiede un parco pieno di fiori: non può certo impedire che il pro­fumo di quei fiori si diffonda e venga respirato da tutti. In realtà, ciò che custodite tanto gelosamen­te è il corpo dell’essere che amate, è solo un in­volucro, un guscio… Ciò che costituisce la vera ricchezza dell’essere umano, la sua essenza, vale a dire i suoi pensieri e i suoi sentimenti, non può essere in alcun modo rinchiuso. La più grande il­lusione è immaginare che si possa imprigionare un’anima umana… Sarebbe esattamente come cer­care di incatenare la sabbia o legare il vento.

L’anima non può essere dominata. Si può riuscire a impadronirsi del corpo fisico, ma non dell’esse­re misterioso che lo abita. C’è chi ha voluto attirare a sé un uomo o una donna con la magia. Ciò è possibile: infatti esi­stono formule e procedimenti magici d’ogni ge­nere per stregare donne e uomini, ma io non con­siglio a nessuno di servirsene. Perché? Supponia­mo che riusciate a costringere una donna ad amar­vi. Può anche accadere che lei si innamori perdu­tamente di voi… tutto è possibile sotto il sole! Ma quando quella donna vi bacerà e vi darà ciò che vi attendete da lei, non potete sapere che cos’altro vi trasmetterà contemporaneamente. Gli spiriti che avete attirato con la potenza delle vostre formule si sono stabiliti in lei, e chi viene ad amarvi non è il suo spirito, bensì delle entità inferiori. Se solo poteste vederle vi si rizzerebbero i capelli e sup­plichereste il Cielo di liberarvene. Stregare gli es­seri non è un buon metodo. Certo, otterrete ciò che volevate, ma credendo di bere l’amore dalle lab­bra di quella donna, berrete un veleno che vi di­struggerà a poco a poco. Si possono evocare del­le entità del mondo astrale e imporre loro la pro­pria volontà, ma lo spirito è libero e non può es­sere legato o incatenato.

Che cos’è dunque la paura di perdere un invo­lucro esterno, il corpo di un essere, la sua dimora, in confronto alla gioia di conquistare e di avere vi­cino a voi il suo spirito? Direte che è preferibile averli entrambi: sia il corpo che lo spirito. Sì, ca­pisco, però vi sono altri metodi per ottenerli. Non sarà certo con la violenza che ci riuscirete, anzi, con quei metodi perderete l’uno e l’altro. Si deve usare un altro atteggiamento per fare in modo che quello spirito libero sia così attaccato a voi che nulla possa più allontanarlo. Ed è qui che comin­cia la scienza dell’amore. Per ottenere che qual­cuno vi ami liberamente, senza esservi costretto, non c’è che un metodo inoffensivo: non avere mai nei suoi riguardi alcun pensiero negativo, ma in­viargli sempre e soltanto pensieri splendidi, lumi­nosi e puri. Anche se quell’essere fosse duro e cat­tivo, siate molto pazienti, sopportate tutto e non fiutiate ad aiutarlo e ad amarlo; se tenete veramente tanto a lui, prima o poi comincerà anch’egli ad amarvi di un amore puro e divino.

Qualcuno dirà: «Sì, ma se uno non custodisce gelosamente la propria moglie, questa prima o poi commetterà qualche sciocchezza!» Ricredetevi. Piuttosto, è proprio quando la custodite gelosa­mente che ella commette le più grosse sciocchez­ze. Siete forse nella sua mente e nel suo cuore per sapere che cosa vi passa? La donna è capace di imbrogliare Dio stesso, tanto è abile nella menzo­gna, e un povero marito si illude di poterla sorve­gliare! C’è una sola cosa che non ritengo possibi­le: che un uomo possa tenere sotto controllo una donna. Lei stessa è in grado di badare a sé, ma non suo marito. Potrà rinchiuderla in una torre, ma lei farà venire il Diavolo e si divertirà con lui per vendicarsi.

La gelosia porta sempre delle catastrofi. A for­za di sentirsi ripetere dal marito: «Tu mi tradisci…  mi inganni…», la donna prima o poi finisce per dirsi: «Proviamo, deve essere interessante!». Fino a quel momento era stata fedele e non pensava a ingannarlo, ma è stato lui con i suoi sospetti che ha finito per crearne le condizioni nel piano astra­le, e a partire dal momento in cui lei decide di tra­dirlo, non solo lo fa, ma si dimostra anche abilis­sima nel calmare le sue inquietudini: «Caro, puoi. stare tranquillo, ti dico la verità…». Così, lui che non le credeva quando lei diceva la verità, ora che sta mentendo le crede.

La gelosia è una mancanza di intelligenza. Ci si affanna a sorvegliare il “proprio bene” perché non si vede che l’anima e lo spirito dell’essere del quale si possiede gelosamente il corpo sono asso­lutamente liberi. Se cominciate a rendervi conto che esiste negli esseri un principio sottile col qua­le dovete regolare le vostre relazioni, la vostra ca­pacità di comprensione aumenterà, e i metodi che usavate nei riguardi della persona che amate di­venteranno più delicati e più intelligenti. A quel punto la persona comincerà ad attaccarsi molto più fortemente a voi, poiché vedrà che rispettate la sua volontà, che non volete forzarla e che può avere fiducia in voi. Quando la paura sarà scom­parsa, smetterete di essere tesi, grossolani, cattivi e vendicativi, vi rilasserete e riuscirete a trovare la soluzione ai problemi che vi si presenteranno.

Supponete ora che vostra moglie non vi ami più. In quel caso provate a dire a voi stessi che quell’anima è libera, che non sarebbe rimasta con voi eternamente, che prima di voi, nelle sue prece­denti incarnazioni, aveva già amato centinaia di al­tri uomini, e che altri ne amerà dopo di voi. Per­ché disperarvi se lei non vi ama più? L’avete for­se amata sin dalla creazione del mondo?… No. Eb­bene, rimanete tranquilli e sappiate che è ingiusto esigere tutto da un essere, quando voi stessi vi con­siderate liberi di fare ciò che vi passa per la testa.

La gelosia è un sentimento spaventoso che oscura la mente e fa precipitare in regioni inferio­ri dove si scatena la sensualità. Dopo una scenata di gelosia, segue sempre un attacco di amore sen­suale ancora più violento di prima. Dunque, se non volete cadere preda di una sensualità scatena­ta, non manifestate la gelosia, perché poi ne ri­marreste stregati senza nemmeno capire come ciò possa essere accaduto. Si sono visti tanti uomini fare scenate terribili alla propria moglie o alla pro­pria amante, giurare di lasciarla, ma poi, spinti da uno slancio sessuale irresistibile, umiliarsi davan­ti a lei e abbandonare ogni senso di dignità pur di ottenere una sola carezza… La gelosia è la peg­gior consigliera dell’Inferno: spinge le persone a commettere delle azioni insensate di cui poi si pentono, ma quando ormai è troppo tardi. In un eccesso di gelosia si uccide la persona amata, poi si piange e ci si toglie la vita.

Il discepolo di una Scuola iniziatica deve lasciar perdere la gelosia. Sarebbe vergognoso per lui continuare a dibattersi in simili preoccupazioni e angosce. Se la moglie lo lascia, deve riflettere e dirsi: «È triste perdere la propria moglie, soffrirò, ma mi rimane ancora il Cielo, Dio, la luce, l’ Insegnamento, il Maestro… Come sono ricco!». Se avete un solo pezzo di pane non potete essere generosi, ma se ne disponete in quantità potrete darne liberamente, sapendo che non morirete di fame. La gelosia è un segno di povertà. Chi è ric­co interiormente non ha paura di rimanere solo; anche se tutti lo abbandonano, sente che centinaia e migliaia di spiriti continuano a venire a trovarlo.

Uno dei migliori metodi per liberarsi dalla gelosia consiste nell’imparare a elevare il proprio amore a un livello superiore. Perché una donna che ama un uomo per la sua intelligenza e la sua cultura, per il suo spirito e la sua bontà, vuole far­lo conoscere al mondo intero? Perché è felice che tutti vengano a illuminarsi e a riscaldarsi accanto a lui?… Perché il suo amore è di un’altra natura, molto superiore a quella che si vede manifestarsi nell’amore consueto, quando una donna ama un uomo fisicamente per i suoi baffetti o per i suoi bei muscoli!

L’importante è saper trasformare il proprio amore; se è molto sensuale, sappiate che la gelo­sia gli è indissolubilmente legata. Sì, quanto più amate una persona fisicamente, tanto più deside­rate che essa appartenga solo a voi, e la gelosia fa la sua comparsa. E più l’amate spiritualmente, più sentite il desiderio di presentarla agli altri, di con­dividere con loro la gioia di amarla.

È meraviglioso sposarsi ma, per evitare di sof­frire, la regola essenziale è non considerare mai vostra moglie o vostro marito come una proprietà esclusiva, altrimenti vi scontrerete con le più grandi contraddizioni, perché arriverà sempre un momento in cui vi accorgerete che quella creatu­ra non vi appartiene. Infatti, essa esisteva prima di conoscervi ed esisterà dopo di voi; non siete stati voi, ma un Altro a crearla. Quindi, consideratela soltanto come una socia per questa esistenza, e so­prattutto ricordatevi che essa è libera! Se vorrà fa­re qualcosa per voi, rallegratevene, ma nessuna legge potrà costringerla; essa è legata a voi per una scelta personale e libero consenso. Prima di voi è stata legata ad altri; la vostra unione non è eterna. Se lo fosse, allora quella creatura sarebbe la vostra anima gemella, e vivreste in armonia perfetta. Ma dato che non lo è, molto probabilmente non vi era­vate mai conosciuti prima e forse vi siete incon­trati ora per la prima volta.

Ogni donna ha già avuto talmente tanti mariti che, se dovesse contarli tutti, la poveretta non ci si raccapezzerebbe più; e ogni uomo pure, quante mogli ha già avuto! E non è detto che nella pros­sima incarnazione abbia ancora la stessa moglie. Quindi è inutile farsi illusioni e tormentarsi. Gli uomini e le donne devono dire: «Ecco, ora siamo dei soci, lavoreremo insieme e faremo del nostro meglio, saremo onesti, e questo è tutto!». Se poi riusciranno a stabilire fra loro un’ottima intesa, si ritroveranno di nuovo insieme; perché no?

Vedete come le cose si chiariscono… Questa scienza è infinita come la vita. Ho la sensazione di non aver ancora parlato abbastanza su questo ar­gomento, come del resto su qualunque altro tema. Ma spero che, con la grazia del Cielo e con la vo­stra buona volontà, riusciremo a far sempre più lu­ce su questi problemi, affinché diveniate figli e fi­glie di Dio, felici e liberi. Sì, felici, liberi e nella pace, anche con le vostre mogli, i vostri mariti e i vostri figli!…

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Fonte: www.fratellanzadiluce.com

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Una replica a “La gelosia è un veleno inutile!”

  1. Ricordate:

    “La sensualità genera possessività. La possessività genera gelosia. E, infine, la gelosia può generare istinti violenti o addirittura omicidi!”

    Bisogna essere e stare molto attenti con la gelosia. Una sana gelosia va anche bene quando si è innamorati di una donna o di un uomo, ma non troppa gelosia.

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