Spiritualità

La Colomba-Graal: il Matrimonio Mistico

– di Ciro Scotto

La forma della Colomba con le ali dispiegate, vista frontalmente, è simile ad una coppa, al Graal.

Nell’Opera “Parsifal” di Wagner, che tratta del Mistero del Graal, vi è infatti un continuo riferimento ad una bianca colomba.

“Vive la fede, si libra la colomba, nobile messaggera del Salvatore: gustate il vino che scorre per voi, prendete del pane della vita” — Parsifal, R. Wagner

La colomba rappresenta il lato positivo dell’energia sessuale, è infatti lo scaltro “serpente” (lato oscuro) sublimato.

Quando il discepolo riesce a trasformare l’amore troppo umano (passionale) in amore divino, ossia riesce a sublimare le sue energie sessuali, allora il suo “serpente interiore” (energia madre) si trasforma in colomba (Graal), mette le ali, si innalza.
[NOTA: D’altronde questa “complementarietà” tra serpente e colomba ce l’aveva già suggerita Gesù-Cristo quando disse: “Siate candidi come colombe, ma astuti come serpenti”.
La stessa simbologia la ritroviamo nelle figure della “donna prostituta” e della “donna vergine”; oppure tra lo scorpione (negativo) e l’aquila (positiva); o infine tra il cavallo nero (negativo) e il cavallo bianco alato (positivo).
Ricordiamo infine anche il “serpente piumato” delle Tradizioni nativo-americane]

Nel mondo vediamo sempre il maschile fecondare il femminile, ma quando questo processo si inverte a livello interiore, cioè quando la Kundalini (femminile) si innalza, diventa attiva (si risveglia), e va a fecondare i chakra superiori dal cuore a quelli nella testa, allora vi è la cosiddetta iniziazione vera e propria. E ciò avviene, in modo naturale, quando l’anima inizia a svuotarsi del suo ego-astrale (il falso io) per divenire “vergine e pura” (Mistero del Graal).

Tutto ciò è stato quasi sicuramente codificato – dai cattolici esoteristi – nel rito del Matrimonio.
Infatti, la struttura di una chiesa (che è un tempio) richiama quella del nostro corpo fisico (il nostro Tempio), per cui se invece di osservare la sua pianta in orizzontale, facciamo lo sforzo immaginativo di osservarla in verticale allora ne comprendiamo tutte le corrispondenze analogiche con le varie parti del nostro corpo.

Struttura di una comune chiesa.
Corrispondenze analogiche tra la struttura di una chiesa e quella del corpo umano.

Una chiesa possiede infatti di solito una forma a croce, che si richiama a quella di un corpo umano con le braccia distese in orizzontale. È questa infatti l’immagine simbolica dell’uomo quando incarnato nella materia (il quadrato), inchiodato sulla croce della materia/corpo.

A questo punto è facile comprendere che il vero matrimonio si compie nel proprio corpo, ed è l’incontro dell’energia femminile (Kundalini) santificata/sublimata (Vergine) con l’energia spirituale cosmica maschile (il Cristo).

Infatti, nel rito cattolico del Matrimonio, la Sposa-Vergine veste di bianco (è pura come la colomba) perché rappresenta l’energia sacra femminile che si è conservata, non è stata cioè sprecata in piacere sessuale, ed inizia così a sublimare, innalzandosi nel canale centrale Sushumna, qui rappresentato dall’atrio della chiesa (navata, crociera, coro e abside).
Ecco quindi perché deve essere la Sposa a fare l’entrata in chiesa e a percorrerne tutto l’atrio/sushumna (che dobbiamo immaginare come un’ascesa in verticale), accompagnata dal padre/mente, il quale “cederà” la Sposa/Figlia allo Sposo/Cristo che già attende (in alto) sull’altare del cuore (il quarto chakra) col Sacerdote/Dio-Padre.

Entrata della Sposa col padre/mente (vista anche dall’alto, in verticale/spirituale).
Lo Sposo attende col Sacerdote/Dio-Padre sull’altare/Cuore.
Fasi del rito del Matrimonio in chiesa (vista in verticale/spirituale)
Uomo nella posa del “loto”: i due serpenti Ida e Pingala e il canale centrale Sushumna, con Kundalini/Serpente alla base.

 

È nel cuore – simbolo di amore – che avviene il Matrimonio mistico, qui le due energie del maschile e femminile si uniscono; infatti, nel simbolo del quarto chakra collegato fisicamente al cuore, abbiamo il Sigillo di Salomone (o Scudo di Davide), la Stella a sei punte, che è simbolo di androginia spirituale: i due triangoli del maschile (con punta in alto) e del femminile (con punta in basso) riuniti insieme.

Simbolo del quarto chakra: il cuore.

In alcuni matrimoni – quasi sempre regolarmente – assistiamo anche al momento in cui lo Sposo e la Sposa nel prendere la comunione (Eucaristia) si spostano verso il Tabernacolo (il Sancta Sanctorum, il Golgotha, il Capo, il settimo chakra Sahasrara).

Naturalmente, a questo punto, è abbastanza ovvio anche il significato allegorico del disvelamento: lo Sposo/Spirito/Cristo alza il velo (di Maya) dal volto dell’Anima-Vergine: disvela l’Iside, la Sophia.
Il nostro Cristo interiore toglie il velo opaco dagli occhi della nostra anima, la quale può così finalmente ritornare a vedere il suo vero Sé nel volto dello Sposo-Cristo: perché entrambi sono Uno.

Lo sposo alza il velo dal volto della sposa.

Il bacio segna infine il compimento del rito del matrimonio: spirito e anima, Cristo e Sophia in noi, ora sono sposati, ovvero entrambi finalmente uniti in un solo corpo spirituale nel profondo vincolo del Sacro Amore.

La Grande Opera è compiuta!
Le Nozze Mistiche sono avvenute: il Rebis alchemico è nato!

Ciro Scotto
© parsifal.info

E suggelliamo il rito esoterico del Matrimonio ancora una volta con Wagner, naturalmente con la famosissima Marcia Nuziale (precisamente “Coro Nuziale”) dall’opera Lohengrin (inizio del terzo atto).

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