Spiritualità

Il Punto Vertex: come chiave di indagine psicologica

di Renzo Baldini

2° Congresso Internazionale di Astrologia, Lido di Venezia, Palazzo del Cinema, 7, 8, 9 Novembre 1997.

L’oggetto del lavoro che vi presento è l’uso del PUNTO VERTEX in chiave non solo sinastrica (dove è visto come elemento legato agli incontri "fatali" o "karmici" ) ma anche psicologica, individuando in esso un supporto interpretativo utile nelle diagnosi di alcune turbe comportamentali, così come di alcune psicopatologie. Ma vediamo di cosa si tratta.

Innanzitutto il VERTEX non è né un pianeta né un oggetto celeste, ma un punto astronomico ben preciso, infatti la definizione che lo accompagna è: "punto occidentale di intersezione del Primo Verticale con l’eclittica"; se noi osserviamo la fig.1:

FIG. 1

fig. 1

vediamo che il cosiddetto Primo Verticale altro non è che un grande circolo, appunto verticale, che passando per lo zenit e il nadir dell’osservatore interseca i punti est e ovest dell’orizzonte; l’eclittica, ovvero il percorso apparente del sole, incrociando questo grande circolo a ovest determina il PUNTO VERTEX.

Si deve l’utilizzo di questo punto all’astrologo Lorne Edward Johndro (nato il 30.1.1882 alle 0:30 a.m. a Franklin Center, Quebec, 49N19- 67W54, GMT.5:01, Asc 3°46’ Scorpione), che per primo lo inserì in un tema astrale.

Il calcolo per trovare il Vertex, se non volete avvalervi della trigonometria, è abbastanza semplice: basta disporre di una Tavola delle Case, conoscere la latitudine geografica del luogo di nascita del soggetto e sapere il grado e il Segno del suo Fondo Cielo.

Ma facciamo un esempio che chiarisca questo procedimento:

ammettiamo una nascita avvenuta in una città situata a 42° di latitudine, e che il tema in esame presenti un Fondo Cielo a 20° Capricorno; innanzitutto dobbiamo sottrarre la latitudine del luogo natale da 90°; in questo modo noi avremo la co-latitudine del luogo di nascita (con questo termine si intende la latitudine complementare di un dato luogo, ovvero, se la latitudine è, come è, la distanza di un luogo della Terra dall’equatore, la co-latitudine non sarà altro che la distanza di detto luogo dal polo più vicino); per fare questo, come detto, basta sottrarre da 90° la latitudine del luogo natale: 90°- 42° = 48°; apriamo ora la Tavola delle Case alla latitudine di 48° (fig.2)

FIG. 2

fig. 2

e considerando il nostro Fondo Cielo come un MC calcoleremo l’AS corrispondente, ovvero, scorrendo verticalmente il dito sulla colonna MC, ci fermeremo nel punto in cui troveremo i 20° Capricorno; da qui, scorrendo orizzontalmente il dito fino alla colonna AS, leggeremo il grado e il Segno di questo AS, che sarà il Vertex cercato (nel nostro esempio avremo 11°54’ Toro).

In altre parole, non dovremo far altro che porci la seguente domanda: se invece del Fondo Cielo a 20° Capricorno avessi il Medio Cielo a 20° Capricorno, che Ascendente avrei?, quindi il PUNTO VERTEX non è altro che l’Ascendente che noi avremmo se il nostro Fondo Cielo fosse un Medio Cielo, ovviamente alla co-latitudine data.

Ma quale significato dare al Vertex?

Abbiamo detto che questo punto non è altro che l’Ascendente del nostro Fondo Cielo; ora noi sappiamo che, da un punto di vista psicologico, il Fondo Cielo rappresenta la zona dei nostri bisogni emotivi più profondi; è luogo dell’anima, dell’inconscio, della famiglia e delle origini; qui noi abbiamo le nostre radici; questa è la zona delle reazioni istintive condizionate, del nostro senso di sicurezza; ebbene, se prendiamo tutto questo e dal profondo lo portiamo fuori, cioè lo mettiamo al mezzogiorno del nostro tema, facendogli fare in pratica le veci di un Medio Cielo, allora quello che è chiamato Vertex non sarà altro che l’Ascendente della nostra personalità inconscia, l’identità della nostra anima.

E’ però vero che il Vertex, da un punto di vista astronomico, è, come si è detto, il punto occidentale di intersezione fra eclittica e Primo Verticale, ciò che lo fa assomigliare più a un Discendente che non a un Ascendente; in effetti ha più le qualità del primo che non del secondo, ecco perché si dice che questo punto rappresenta anche il ruolo che la persona è chiamata a svolgere in seno alla società in cui vive, quindi ha a che fare con le relazioni e col modo in cui ci si rapporta all’esterno o reagiamo ad esso; anche, come ben dice Sergio Ghivarello, il Vertex "sarebbe connesso con le relazioni attraverso cui si è costretti a prendere coscienza di dimensioni esistenziali diverse dall’abituale"; d’altronde la collocazione del Vertex in un tema astrale cadrà sempre nella parte occidentale di detto tema, e comunque compreso tra le Case 5 e 8.

Diametralmente opposto, invece, cioè in zona orientale, avremo l’Antivertex, formando così, questi due punti, un asse, così come fa l’AS con il DS e il FC con il MC; psicologicamente parlando si potrebbe collegare l’asse AS/DS all’ Io, l’asse FC/MC al Super-Io e l’asse VX/AVX all’ Es, a "quel pozzo dei desideri sulle cui pareti interne è registrata la storia dei soddisfacimenti e delle frustrazioni" (E. Glover), dandoci così, quest’ultimo asse, informazioni su eventuali disagi psicologici e turbe comportamentali

Ebbene, indagini condotte su soggetti psichicamente debilitati hanno permesso di vedere come il PUNTO VERTEX possa risultare utile per la comprensione di alcuni disturbi dell’umore o affettivi (e/o schizoaffettivi), così come di alcuni disturbi della personalità a sfondo antisociale, e penso a soggetti ‘borderline’ o a quelli con marcate note narcisistiche o istrioniche, ed è in questa direzione che si è svolto questo lavoro (disturbi della personalità).

Il Vertex

Punto occidentale di intersezione del primo verticale con l’eclittica.

Il primo verticale è il grande circolo verticale che, passando per lo zenit e il nadir dell’osservatore, interseca i punti est e ovest dell’orizzonte.

Elemento importante per la comprensione della personalità del soggetto.

Entra come elemento utile anche ai fini di una corretta diagnosi dei disturbi della personalità, come:

  • DISTURBI DELL’UMORE O AFFETTIVI (E/O SCHIZOAFFETTIVI)

Caratteristica fondamentale di questi disturbi e’ un’alterazione significativa dell’umore o in senso depressivo o in senso euforico. Da notare che gli episodi patologici si presentano più frequentemente in primavera (Ariete) e in autunno (Bilancia), ovvero ai cambi equinoziali di stagione.

Abbiamo quindi:

  • episodi maniacali – logorrea, fuga di idee, deliri di grandezza;
  • episodi ipomaniacali – irritabilità ma senza deliri;
  • episodi depressivi maggiori – senso di colpa e di svalutazione, tentati suicidi
  • DISTURBO BIPOLARE

Si dice che siamo in presenza di un D.B. quando notiamo uno o più episodi maniacali solitamente accompagnati da uno o più episodi depressivi maggiori. Il D.B. può essere maniacale, depressivo o misto (alternanza di sintomi maniacali e depressivi).

  • PERSONALITA’ BORDERLINE

Alterazione nel modo di percepire sé stesso e la propria identità, instabilità delle relazioni interpersonali e dell’umore (dalla depressione all’irritabilità). Perdita del controllo della propria aggressività, comportamenti impulsivi, abuso di sostanze psicoattive, abusi alimentari, furti, guida spericolata.

Interessante si è così dimostrata anche la semplice posizione celeste del Vertex; il Segno zodiacale che lo riceve sembra dare una particolare coloritura a quelle che sono le dinamiche inconsce della persona: così, ad esempio, un Vertex in Cancro potrà parlarci di un rapporto molto intenso o particolare con la madre reale o interiore, con l’anima o con la donna a vari livelli; potrà esserci l’indicazione di un complesso materno-dipendente, più o meno marcato, più o meno risolto a seconda degli aspetti della Luna; anche un Vertex in aspetto alla Luna può dare le stesse indicazioni, fornendoci magari ulteriori informazioni sul rapporto del soggetto con la propria anima e con le proprie pulsioni emotive (per quanto riguarda le tolleranze di orbita negli aspetti Vertex-pianeta ci si tiene normalmente sui 5°).

Anche, e più dettagliatamente, possiamo vedere il pianeta in aspetto al Vertex nel tema natale (qualsiasi pianeta in qualsiasi aspetto) come simbolo del modello archetipico con cui la persona, per la sua evoluzione, dovrà sempre confrontarsi (tutti, chi più o meno inconsciamente, seguiamo delle tracce comportamentali archetipali che ci vengono rappresentate dal pianeta in aspetto al VX; così, ci sarà quello che dovrà sempre confrontarsi con la Luna e con tutto ciò che ad essa si riferisce, oppure l’altro che dovrà vedersela con Mercurio e con tutto ciò che esso rappresenta, etc.); si può anche aggiungere che il pianeta in aspetto al Vertex assumerà talvolta le caratteristiche di "agente del destino", intendendo con ciò un simbolo, un’energia altamente ricettiva tramite la quale la persona viene spinta ad adempiere ad atti specifici relativi alla propria evoluzione; nei transiti questo pianeta avrà enorme importanza nel favorire quegli scatti, evolutivi o involutivi, che determineranno le svolte della vita; può altresì rappresentare il "problema" da risolvere in questa vita, o, come detto prima, l’archetipo col quale ci si dovrà sempre confrontare.

Ma vediamo alcuni esempi.

Si è fatto prima l’esempio di un Vertex in aspetto alla Luna, definendo questa situazione come indice di un rapporto molto forte col proprio inconscio e le proprie pulsioni o bisogni emotivi; non vi meraviglierà allora sapere che Sigmund Freud ha il Vertex a 14°14’ Gemelli, in strettissima congiunzione alla Luna, proprio all’astro che per sua natura è specifico dell’anima, della psiche, del sogno, dell’infanzia e del femminile, quell’astro che nelle sue indicazioni psicopatologiche vediamo associarsi al complesso materno, a quello Edipico e ai disturbi di conversione (isteria), il che ben inquadra quello che è stato il lavoro, e l’opera, di Freud. Diremo quindi che la Luna, e tutto ciò che ad essa si riferisce, ha rappresentato l’archetipo o comunque il "problema" con cui Freud si è dovuto confrontare e scontrare. Notiamo poi una quadratura di Nettuno al Vertex (con uno scarto di poco superiore ai 5°), cioè del pianeta associato tra l’altro al sonnambulismo e all’ipnosi; l’aspetto di quadratura potrebbe far pensare alla sfida da lui lanciata alla sua epoca, alle istituzioni e alle regole (Nettuno in 4a Casa) che fino ad allora avevano gestito il mondo della medicina e del disturbo mentale (e il primo atto di questa sfida fu L’interpretazione dei sogni, elaborata con Nettuno in transito sul Vertex).

Si è qui parlato di sfida in relazione all’aspetto di quadratura: infatti la natura dell’aspetto ha un suo ben preciso significato nella corretta interpretazione del rapporto Vertex/pianeta; possiamo così dire che gli aspetti armonici rappresentano modelli comportamentali di "salvezza", una specie di strada di luce e di speranza in mezzo alle difficoltà; potremo quindi salvarci, o essere salvati, grazie alle caratteristiche o alle persone che a quel pianeta sono legate; e però, proprio questo pianeta rappresenterà il nostro problema, oppure il mezzo con il quale cercheremo di soddisfare le nostre frustrazioni; così, la Casa in cui si colloca questo pianeta diventa sia un luogo di riposo utile per riprendere fiato o per ripararsi dalle insidie della vita che l’unica zona in cui potremo ritrovare fiducia in noi stessi; risulta quindi chiaro che al manifestarsi di un disagio psicologico quella Casa diverrà un rifugio, una sorta di mondo più o meno reale dove l’individuo si proietterà ricercandovi una salvezza, un affrancamento dai pericoli che sente incombenti.

Gli aspetti dinamici rappresentano invece modelli comportamentali di sfida nei confronti degli altri, del mondo, ma anche rappresentano le sfide che il mondo lancia a noi; il pianeta in quadratura o in opposizione al Vertex rappresenterà simbolicamente il "carattere del nostro istinto" più o meno represso, quel qualcosa di primitivo o di tenebroso che c’è in noi e di cui ancora non abbiamo ben compreso né il linguaggio né il significato, rischiando così di diventarne succubi; la Casa in cui si colloca questo pianeta rappresenterà allora i luoghi, le cose o le persone con i quali entriamo in conflitto, la zona delle nostre tensioni.

Ma continuiamo con i nostri esempi.

Carl Gustav Jung ha il Vertex a 4°24’ Vergine, in trigono a Nettuno, cioè al pianeta del trascendente, della fede e dell’inconscio collettivo. Diremo quindi che Nettuno, e tutto ciò che ad esso si riferisce, come fede, mitologia, alchimia, storia collettiva, sogno, ha rappresentato l’archetipo o comunque il "problema" con cui Jung ha dovuto confrontarsi, e questo già dall’infanzia: sappiamo infatti che Jung nacque in una famiglia religiosa (il padre era pastore protestante), ma che ben presto "…un bisogno di conoscenza esperienziale dei fatti, una profonda esigenza di autonomia di giudizio lo portano precocemente a mettere in discussione gli assunti dogmatici della religione paterna; contemporaneamente un profondo interesse per quella dimensione del reale che è al di là del quotidiano induce in lui un atteggiamento religioso e ciò lo apre a un conflitto che si risolve già nell’adolescenza in una intensa esperienza interiore, descritta dall’autore come rivelazione di un "divino" che è al di là della Bibbia e della chiesa e che impone il rifiuto della conformità alle tradizioni."(1)Da considerare che Nettuno si trova sulla cuspide della 3a Casa, quella del mentale, degli studi; essendo un aspetto di trigono quello che lega il pianeta al Vertex, questa Casa diventa luogo di riposo, dove la persona trova l’ossigeno, il carburante, per andare avanti, e comunque il luogo in cui può trovare l’elemento di riscatto alle proprie paure o ai propri problemi, e come dice Rudhyar, questo per Jung ha significato una continua apertura mentale all’inconscio collettivo.

Alfred Adler – Lo psicoanalista austriaco, fondatore della Società di Psicologia Individuale, ha il Vertex a 12°27’ Sagittario, in perfetta quadratura a Venere, cioè all’astro dell’affettività, del sentimento, del rapporto con gli altri, del bisogno di sentirsi desiderati, ma anche del corpo, o meglio, dello stimolo sensoriale che ci mette in contatto con il nostro corpo e con quanto ci circonda, e sappiamo come Adler si riferisse specificamente alle inferiorità organiche, fisiche, come base di molte nevrosi; non è un caso che Adler, nella sua infanzia, fosse affetto da rachitismo e gracilità costituzionale, situazione che lo costrinse per lungo tempo a trascorrere buona parte delle sue giornate sotto il sole, fasciato e immobile, mentre gli altri bambini si divertivano e schiamazzavano non lontano da lui!. L’aspetto di quadratura rappresenta così la sfida che il mondo gli ha lanciato e che lui ha raccolto, vincendola. Diremo quindi che Venere, e tutto ciò che ad essa si riferisce (come ad esempio il bisogno di essere accettato), ha rappresentato il "problema" con cui Adler si è dovuto confrontare e scontrare.

James Hillman – Lo psicologo americano, già direttore del C. G. Jung Institut di Zurigo, ha il Vertex a 17°21’ Scorpione, in quadratura a Marte, cioè all’astro della vitalità, della provocazione, della dissacrazione, dell’energia, ovvero dell’orientamento di questa energia da sé verso il mondo esterno; è in quadratura a Nettuno (con uno scarto di 4°46’), e tale situazione potrebbe indicare sia instabilità emotiva che comportamentale, irrequietudine e nevrosi, percorsi ampiamente battuti da Hillman nella sua giovinezza e che lo hanno portato poi ad interessarsi di psicoanalisi, non prima però di aver vissuto in India per più di un anno, diventando sempre più nevrotico, scrivendo tutto ciò che sognava e addirittura scalando l’Himalaya fino a tremila metri e aver parlato con Gopi Krishna.

La rivelazione avvenne su quelle vette e fu conseguente ad un incubo, un sogno terrificante e nel contempo molto semplice (così lui lo ricorda) che segnò l’inizio della discesa dalla montagna e l’accostamento alla psicoanalisi.

"Mi ero appena sposato, ed ero assolutamente nevrotico, terrorizzato, non riuscivo a fare nulla, avevo sintomi, e così andai allo Jung Institut. Era il febbraio del ‘53."(2)

Plutone (signore del Vertex) transitava su Nettuno: entrò all’Istituto come "paziente", ne uscì come direttore! e pensare che non voleva affatto diventare analista perché: "Non pensavo di essere all’altezza, non volevo finire intrappolato in una stanzetta a incontrare estranei per tutto il giorno. Avevo paura di essere coinvolto, avevo paura delle persone, della psiche, di me stesso, della mia ignoranza, della mia inadeguatezza, troppo malato io stesso."(3) Le quadrature di Marte e Nettuno hanno quindi rappresentato una sfida, capaci di produrre comportamenti paranoidei, narcisistici o antisociali; ma il trigono di Plutone al Vertex (con uno scarto di 4°41’) ha rappresentato la sua via d’uscita, il suo riscatto, e Plutone è in 1a Casa, quella appunto della personalità che dietro forti crisi è rinata con appunto Plutone in transito su Nettuno in quel febbraio del ‘53!.

Vi ho parlato, all’inizio, dell’uso di questo "punto" come chiave di comprensione di alcuni problemi, traumi, turbe comportamentali o psicopatologie; ebbene, l’esame psichico e l’anamnesi di soggetti con disturbi della personalità, e la successiva lettura dei loro temi astrali, ha permesso di elaborare un’ipotesi di studio (ché di questo ancora si tratta) sul rapporto Vertex/Segno e alcuni Disturbi di Personalità (si studierà sì la posizione del Vertex, ma anche quella del suo Pianeta governatore e di eventuali Pianeti in aspetto a questi elementi); tale rapporto pare essere:

 

ARIETE

Disturbo Borderline

TORO

Disturbo di Evitamento

GEMELLI

Disturbo Schizoide

CANCRO

Disturbo Istrionico

LEONE

Disturbo Narcisistico

VERGINE

Disturbo Ossessivo-Compulsivo

BILANCIA

Disturbo Dipendente

SCORPIONE

Disturbo Anti-Sociale

SAGITTARIO

Disturbo Schizotitpico

CAPRICORNO

Disturbo Paranoide/Depressivo

ACQUARIO

Disturbo Paranoide

PESCI

Disturbo Passivo-Aggressivo

 

Ma parliamo a questo proposito del tema di un personaggio noto alle cronache giudiziarie, Pietro Pacciani, il presunto (per altri certo) "mostro di Firenze", coinvolto nell’uccisione di almeno sei coppie di fidanzati; il Vertex si trova in Scorpione, in strettissima congiunzione a Saturno (signore di 8a Casa!) e in trigono a Plutone; i suoi governatori, Marte e Plutone, fanno parte di un quadrato a T insieme al Sole; consideriamo che l’opposizione Sole/Plutone coinvolge le Case 2 e 8, ovvero l’asse della sessualità, e che la congiunzione Vertex/Saturno è il punto di scarico dei conflitti segnati da questa opposizione. Tutto questo è sintomatico nel delinearci un quadro clinico indicante un comportamento antisociale e, nel contempo, egocentrismo e mania di persecuzione, così come (si veda Saturno in Scorpione signore di Casa 8) convinzioni morali e religiose intolleranti scatenanti reazioni inquisitorie e sessualità malata o abnorme; altresì è indice di carattere chiuso, ombroso, dispotico e diffidente, tutte cose che hanno contribuito a creare l’inquietante personaggio Pacciani. Analizzando i vari elementi che compongono il quadro clinico-astrologico, possiamo dire che il Vertex in Scorpione ci parla, psicopatologicamente, di disturbo della personalità a sfondo antisociale, ovvero soggetto che non riesce a conformarsi nelle norme sociali compiendo atti antisociali, illegali, o infastidendo gli altri, esternando irritabilità e aggressività; per quanto riguarda i suoi governatori, Plutone ci parla di disturbo istrionico, di egocentrismo e di esigenza di soddisfare immediatamente le proprie necessità, mentre Marte ci parla di disturbo "borderline", quindi comportamento impulsivo conseguente a perdita del controllo della propria aggressività; la congiunzione con Saturno, signore di Casa 8 e del Sole, ci indica la presenza di un disturbo paranoide, di un soggetto che già in partenza è sulla difensiva, interpretando perciò le azioni degli altri come deliberatamente minacciose, ma anche di soggetto acutamente attento, logico e certamente non sprovveduto; non solo: la congiunzione Vertex/Saturno (di gran lunga l’aspetto più significativo e potente) ci fa vedere in che modo il soggetto reagisce agli attacchi esterni, alle proprie paure o ai propri problemi (che è poi questo il significato del Vertex):

indossando i panni del Cronos castrante, del Padre negativo e distruttore, e sappiamo che è stato in carcere, anni fa, per violenza sessuale sulle figlie, ma sappiamo anche in che modo l’assassino delle coppiette si accaniva sulle vittime, in special modo sulla donna: asportandone il pube a mo’ di castrazione!; certo è che questa congiunzione è altresì tipica di personaggi che diventano un po’ il capro espiatorio di determinate situazioni emotivo/collettive, e non è escluso che anche Pacciani rientri in questa categoria (ai giudici l’ardua sentenza!).

Molte altre cose vi sarebbero da dire, ma preferisco concludere mettendo a disposizione di quanti hanno interesse a portare avanti questa ricerca alcune indicazioni psico-patologiche e comportamentali desunte dalla posizione zodiacale del Vertex in temi di soggetti affetti da disturbi della personalità (ovviamente si dovrà tener conto che la posizione zodiacale è solo il primo gradino di una lunga ricerca):

ARIETE: narcisismo, complesso edipico, odio della felicità altrui, invidie, disturbi dell’umore e affettivi;

TORO: narcisismo, egocentrismo, senso di inferiorità, bisogno di consenso altrui;

GEMELLI: mitomania, cleptomania, idee persecutorie, fobie;

CANCRO: problemi con la figura materna, con la famiglia o dalla famiglia, con la donna a vari livelli o con le proprie emozioni, deliri erotici, rivendicazioni a vari livelli;

LEONE: manie, depressioni, senso di morte, capacità diabolica di fare danni, insensatezza, frivolezza;

VERGINE: deliri persecutori, ingenuità, autismo;

BILANCIA: problemi affettivo/dipendenti, idee fisse, rifugio in qualcosa per non pensare o agire, alternanza fra controllo e trascuratezza nei rapporti interpersonali;

SCORPIONE: estremismi emotivi, aggressività, complesso di castrazione;

SAGITTARIO: idee fisse e persecutorie, psicosi "ragionevoli", sindromi bipolari, ipocondria, suicidio;

CAPRICORNO: problemi con la figura paterna, con la famiglia o dalla famiglia, con l’uomo a vari livelli o con l’autorità, confusioni, depressioni, paranoie;

ACQUARIO: angoscia, sadismo, malignità, dispettosità, paranoia;

PESCI: mutevolezza, smarrimento, comportamenti aggressivi autolesionisti.

Come vedete sono solo delle prime indicazioni, degli input, ma spero possano essere utili a quanti vorranno proseguire questa affascinante ricerca.

Note:

(1) Tratto dalla voce Jung della Enciclopedia Garzanti di Filosofia, 1981.

(2) Hillman, James, Intervista su amore, anima e psiche – a cura di Marina Beer, Laterza, Roma-Bari, 1984.

(3) Hillman, James, op.cit.

Fonte: http://www.aneshvarii.eu/old/astrologica/vertex.htm


Cosa è e come usare il Punto Vertex in Astrologia

(Dalla presentazione del libro di Renzo Baldini "L’Ascendente dell’anima: il Punto Vertex in Astrologia"

tenuta dall’Autore al Primo Congresso Internazionale Latino Americano ‘Ptolomeo’

Badalona, Barcellona, Spagna, 1, 2, 3 Ottobre 1999)

 
 
È buona cosa costatare che l’Astrologia sta facendo in questi ultimi anni dei passi notevoli nella ricerca grazie anche alla collaborazione tra studiosi che si scambiano così le loro esperienze. Ciò coinvolge anche l’argomento di questa mia ricerca, quel Punto Vertex studiato a suo tempo dall’astrologo canadese Edward L. Johndro. Ricordo brevemente, a coloro che da poco si sono imbattuti nel Vertex (VX), che con questo termine si intende il punto di incrocio occidentale fra quello che è il percorso apparente del sole e il primo verticale, cioè fra l’eclittica e quel cerchio verticale che si delinea collegando i punti Est e Ovest dell’orizzonte passando per lo Zenit (il punto opposto è chiamato Antivertex – AVX ).
 
Questo ha a che fare con il Sistema delle Coordinate dell’Orizzonte, che è composto da tre cerchi: l’orizzonte, il meridiano e appunto il primo verticale. Il punto in cui l’eclittica interseca l’orizzonte Est è ciò che noi astrologi chiamiamo Ascendente (e Discendente il punto opposto Ovest). Il punto in cui l’eclittica interseca il meridiano superiore è ciò che noi astrologi chiamiamo Medio Cielo (e Fondo Cielo il punto opposto inferiore). Fino ad oggi noi abbiamo lavorato con queste due sole coordinate: una orizzontale (AS/DS) e una verticale (MC/FC), avendo così una visione bidimensionale del tutto. Eppure noi sappiamo che le coordinate dell’orizzonte sono tre, e l’eclittica incontrerà in due punti anche la terza, infatti:
 
AS/DS = punti in cui l’eclittica incontra l’orizzonte
MC/FC = punti in cui l’eclittica incontra il meridiano
VX/AVX = punti in cui l’eclittica incontra il primo verticale
 
 

 
 
Questo dimostra che il Vertex e l’Antivertex hanno lo stesso diritto di esistenza dell’Ascendente e del Discendente, del Medio Cielo e del Fondo Cielo, e che dovrebbero essere inseriti nella carta del cielo e interpretati come facciamo per gli altri punti ed elementi oroscopici. Esistono vari metodi che permettono di trovare il Vertex; uno di questi fa uso della Tavola delle Case.
 
La prima operazione da fare, con questo sistema, consiste nel trovare la latitudine complementare a quella del luogo natale (co-latitudine); per far questo basta sottrarre da 90° la latitudine del proprio luogo di nascita; apriamo ora la Tavola delle Case a questa nuova latitudine, e nella colonna MC andremo a trovare il grado e il Segno corrispondente al nostro FC; l’Ascendente che vi corrisponde sarà il Vertex. In altre parole possiamo dire che il Vertex non è altro che l’Ascendente che noi avremmo se il nostro FC fosse un MC, ovviamente alla co-latitudine data.
 
Potremmo collegare l’importanza che l’introduzione del Vertex ha in Astrologia alla portata che l’introduzione della prospettiva ebbe in pittura: da una visione bidimensionale ad una tridimensionale; non solo larghezza (nel nostro caso l’asse AS/DS) e altezza (l’asse MC/FC) ma anche profondità (l’asse VX/AVX), un po’ come essere passati di colpo dalle figure murali egiziane, piatte e di profilo, alle rotondità e ai volumi di Filippo Brunelleschi, Michelangelo o Leonardo!
Ecco che il Vertex diventa (come dice il titolo di un libro di Ann E.Parker) la terza dimensione dell’oroscopo.
 
Consideriamo che l’entrata in campo della profondità ci mette nelle condizioni di avere un volume, facendoci quindi occupare uno spazio. Questo è molto importante per capire il peso che può avere il Vertex nell’interpretazione psicologica di un tema astrale, nella decifrazione delle dinamiche interpersonali e nella comprensione dei modi di difesa di questo spazio personale.
 
Psicologicamente parlando potremmo anche azzardare l’ipotesi di collegare l’asse Ascendente/Discendente all’Io, l’asse Fondo Cielo/Medio Cielo al Super Io, l’asse Vertex/Antivertex all’Es freudiano, cioè a quel "pozzo dei desideri sulle pareti del quale è registrata la storia delle gratificazioni e delle frustrazioni."
Ebbene, indagini condotte su soggetti psichicamente debilitati hanno permesso di vedere come il Vertex possa risultare utile per la comprensione di alcuni disturbi dell’umore o affettivi (e/o schizoaffettivi), così come di alcuni disturbi della personalità a sfondo antisociale, e pensiamo a soggetti ‘borderline’ o a quelli con marcate note narcisistiche o istrioniche.
Questo è ciò che la ricerca ha evidenziato:

ARIETE

Disturbo Borderline

TORO

Disturbo di Evitamento

GEMELLI

Disturbo Schizoide

CANCRO

Disturbo Istrionico

LEONE

Disturbo Narcisistico

VERGINE

Disturbo Ossessivo-Compulsivo

BILANCIA

Disturbo Dipendente

SCORPIONE

Disturbo Anti-Sociale

SAGITTARIO

Disturbo Schizotitpico

CAPRICORNO

Disturbo Paranoide/Depressivo

ACQUARIO

Disturbo Paranoide

PESCI

Disturbo Passivo-Aggressivo

 
Eppure fino ad oggi il Vertex è stato usato prevalentemente in ambito sinastrico, negli oroscopi di coppia. Certamente questa è una delle possibilità di uso di questo punto, visto e considerato che, alle nostre latitudini, questo si troverà sempre nella parte occidentale del tema, a ridosso del Discendente che è appunto il luogo dell’incontro con l’altro. Vediamo quindi di capire, brevemente, come usare il Vertex negli oroscopi di coppia, nelle comparazioni fra due carte astrali. Dovete sapere che il Vertex ha un potere "maieutico" (dal greco maieutike cioè ‘(arte) ostetrica’), ovvero tira fuori, esalta, le caratteristiche del pianeta con il quale viene in contatto; ciò vale sia nella carta individuale che nelle comparazioni. Ha, anche, un che di "destinico", o se volete karmico, nel senso che le coppie segnate da sovrapposizioni Vertex-Pianeta si troverebbero a vivere una relazione che va oltre la normale attrazione o l’incontro più o meno casuale, inserendo le due persone in una sorta di "programma sociale", come se cioè il loro incontrarsi producesse un qualcosa di importante lasciando altresì una traccia, piccola o grande che sia, nella società in cui vivono. Questo vale per qualsiasi tipo di relazione, di rapporto.
( … )
 
 
ESEMPIO SU DI UN CASO CLINICO
 
 
La persona presenta delle nevrosi fobiche, sia a carattere semplice che sociale; non esce mai di casa, ha sogni ricorrenti in cui si vede sepolta o in cui i soggetti principali sono le bare, le imprese funebri, le camere mortuarie; dice di parlare con i morti; è sempre in attesa di qualche catastrofe secondo lei imminente, cosa che le fa accumulare gli oggetti più svariati che dovranno poi servire all’occorrenza.
 

 
Vediamo che il Vertex si trova in Vergine, in Settima Casa, congiunto a Plutone, in sestile a Nettuno e in largo trigono alla Luna (scarto 6°21’); Mercurio, il suo governatore, è opposto a Saturno e quadrato a Marte. Dal punto di vista patologico la collocazione in Vergine farebbe pensare al Disturbo Ossessivo-Compulsivo, che fra i suoi caratteri (timore di fare errori, eccessivo senso dell’ordine, pignoleria, etc.) annovera proprio quello dell’accumulare oggetti (per timore di catastrofi future), ovvero di avere difficoltà a disfarsene anche quando non hanno nessun significato affettivo.
 
La sua collocazione in Settima Casa parrebbe legarsi a problemi di identità o difficoltà ad accettare certi limiti o imposizioni, col che la fuga in mondi fantastici o in chiusure autistiche. Parrebbe fin troppo scontato, poi, abbinare tutto quel corollario funereo alla congiunzione Vertex/ Plutone; certo aiuta, ma non sempre si arriva a simili livelli, anche se con la presenza di Plutone ho quasi sempre visto, in un modo o nell’altro, più o meno, un interesse per cose legate al mondo della morte e comunque del fantastico-gotico-esoterico; non  escludo quindi che in presenza di un forte disagio psicologico questa congiunzione possa essere indicativa di un più profondo coinvolgimento emotivo con il mondo dell’aldilà, fino ad arrivare a veri e propri deliri.
 
Da considerare che le congiunzioni planetarie al Vertex sono gli aspetti più potenti, così quando le incontriamo dobbiamo dare ad esse la precedenza e considerare quel pianeta veramente come il rappresentante della personalità inconscia del soggetto così come l’indicatore dei modi di reazione agli ‘attacchi’ che la persona sente arrivare dall’ambiente familiare e/o sociale. In questo caso, essendo Plutone questo pianeta, si può pensare sì ad una personalità ‘plutoniana’ (e le tematiche legate alle morte sono lì a dimostrarlo), ma la congiunzione in Vergine, Segno non certamente affine ai caratteri plutoniani, crea qui un cortocircuito per cui il soggetto si proietta armi e bagagli nella visionarietà pescina (effetto boomerang) ma pur sempre legato alle condizioni espressive virginee, situazione che, essendo poi il suo governatore in Sesta, non fa altro che creare momentanei black out in cui il soggetto veramente non sa che pesci pigliare!
 
Per quanto riguarda i buoni aspetti di Luna e Nettuno, provenienti rispettivamente dalla Terza e dalla Nona Casa, potrei legarli a certe velleità di scrittrice, o per meglio dire di diarista, che inducono la persona ad annotare volta volta le visioni e i dialoghi che dice di avere con l’aldilà, diventando così questi aspetti e queste Case il suo luogo di rifugio. Per quanto concerne Mercurio (governatore del Vertex), la sua collocazione in Sesta Casa e l’opposizione che ha con Saturno ci informano sulle difficoltà che il soggetto incontra nel socializzare e nel compenetrarsi con qualsivoglia ambiente, persona o oggetto che non sia familiare o riconosciuto tale, esternando poi, se costretta da eventi come visite al medico o in centri assistenziali, un’aggressività che può essere sia fisica che verbale (quadratura con Marte).

Fonte: http://www.renzobaldini.it/testi/Vertex.html

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