Spiritualità

Il nostro Sé Superiore dimora nel Sole

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Dovete sapere che siamo venuti sulla terra per evolvere e che, per migliorarci, nulla è più importante del lavoro su noi stessi. Esso è la base del nostro successo, del nostro avvenire e della nostra felicità; al di fuori di questo non ci si deve at­tendere nulla…

Poiché ci stiamo occupando del sole, vorrei aggiungere anche oggi qualche parola… Più volte vi ho detto che ci si dovrebbe preparare per l’alba già la sera prima, non mangia­re troppo, non coricarsi troppo tardi, non fare nulla che l’ in­domani potrebbe crearvi preoccupazioni o turbamenti, ma si­stemare tutto in modo tale da essere liberi, col pensiero lim­pido e il cuore in pace, senza nulla da mettere a posto, da rimpiangere o da rimediare. Ciò è molto importante. Poi, in questo stato di quiete e di pace, cominciate lentamente, dol­cemente a meditare, senza concentrarvi subito intensamente sul sole. Dapprima date un’occhiata al vostro mondo interio­re, per verificare in che stato si trovano i suoi abitanti; se c’è frastuono, se ci sono disordini o rivoluzioni, cercate di cal­mare ed equilibrare il tutto, poiché solo dopo esservi liberati, dopo aver instaurato in voi l’armonia e la pace, potete proiet­tarvi verso il sole, immaginarlo come un mondo meraviglio­so, popolato dalle creature più perfette, dagli esseri più lumi­nosi che vivono nell’intelligenza sublime, nell’amore assolu­to, nella purezza assoluta e pensare che lassù regnano un ordine, una cultura e una civiltà tali da superare ogni immagi­nazione…

Giorni fa vi dicevo che nel sole esistono città intere, palaz­zi, montagne… e voi ne siete rimasti stupiti, increduli! "Come, non ha senso! In quel calore, in quel fuoco, come possono vivere degli esseri?". Ma che cosa ne sapete delle possibilità di vita, delle condizioni nelle quali la vita può ap­parire, mantenersi e svilupparsi? La vita è sparsa ovunque nell’universo; perché non potrebbe esserci anche nel sole? Naturalmente per gli esseri umani le condizioni sono inimma­ginabili e, per ora, nessuno mi vorrà credere… Bisognerà in­dagare sul fatto! Preparatevi dunque ad andare a verificare e ricordate che ognuno dovrà fare personalmente le proprie in­dagini. Non bisogna credere agli altri né dare ascolto alle sto­rie. Ci dobbiamo piuttosto equipaggiare per fare un’ascensio­ne fino al sole! "Ma come – direte – nessun aereo e nessun missile potrebbero raggiungerlo". È vero, ma il Signore ci ha dato tutti gli strumenti, tutti i mezzi necessari, non abbiamo forse il pensiero e l’immaginazione che costituiscono delle possibilità straordinarie? Con il pensiero e con l’immagina­zione si va diritti verso il sole.

Se vi dicessi che siete già nel sole senza rendervene con­to? Non lo sentite, ma una piccola parte di voi, un elemento molto sottile, già vi dimora. La scienza non è ancora riuscita a studiare realmente l’uomo, non sa ancora tutto ciò che di immenso, di ricco, di vasto e di profondo egli rappresenti. Ciò che si vede di lui, il suo corpo fisico, non è tutto, questo lo sapete già; l’uomo possiede altri corpi di materia sempre più sottile. Vi dicevo la stessa cosa a proposito della terra. La terra non è unicamente la parte che si vede ma è racchiusa nell’atmosfera che si eleva sino a varie decine di chilometri e che si divide in vari strati, ognuno dei quali ha un suo nome ben preciso. Quello che la scienza non sa è che in questi stra­ti si trova un’infinità di elementi, di entità e che al di là del­l’atmosfera, la terra possiede anche un corpo eterico che non si vede, ma che giunge fino al sole, anzi, lo tocca… Quindi il corpo eterico della terra si fonde con quello del sole; anch’e­gli possiede un corpo eterico che si estende oltre la propria sfera, fino alla terra e oltre, fino a includere persino i pianeti più lontani. Ora, dal momento che il sole e la terra si tocca­no, sono già fusi l’uno nell’altra e dato che l’uomo è creato a immagine dell’universo, possiede qualcosa che si estende verso l’alto e che va molto lontano. Si tratta di emanazioni, di raggi – se volete – che vanno fino al sole… È così che l’es­sere umano, considerato nel suo aspetto superiore, sublime, divino, dimora già nel sole senza però esserne cosciente, per­ché lavora solamente con il cervello e le cui possibilità sono limitate al mondo fisico. Quello che vi sto dicendo vi sem­brerà incredibile, poiché siete abituati a concetti troppo bassi e limitati per potermi capire e accettare una simile filosofia. Queste sono comunque, cari fratelli e sorelle, verità da cono­scere e da studiare.

Quando un essere umano comincia a studiare nella scuola divina della Fratellanza Bianca Universale, si sposta progres­sivamente da una regione limitata della coscienza, unicamente sensoriale e fisica, a una regione superiore, quella della su­percoscienza. La regione della supercoscienza è immensa; es­sa ha migliaia di livelli che si devono percorrere fino a rag­giungere la consapevolezza d’essere già abitanti del sole e di esistere già nel sole stesso. Questa parte di noi, questo essere, questa entità che dimora nel sole è il nostro Sé superiore. Il Sé superiore non abita ancora nel nostro corpo fisico, se così fosse, realizzerebbe veri e propri prodigi; solamente di tanto in tanto si presenta, si manifesta, prende contatto col nostro cervello, ma siccome il cervello non è ancora preparato a sop­portarne la frequenza e a vibrare all’unisono con lui, il Sé su­periore se ne va.

Tuttavia, Egli lavora sul nostro cervello, lo prepara e il giorno in cui lo renderà capace di ospitarlo, verrà a dimorare in noi. Il nostro Sé superiore non è altro che Dio stesso, una parte di Dio; per questo nei mondi superiori noi siamo Dio, perché nulla esiste al di fuori di Dio. Dio si mani­festa attraverso il Creato e le sue creature, noi siamo dunque una Sua particella, non esistiamo separatamente da Lui. La vera illusione e di crederci separati. Quando i saggi parlano di maya, l’illusione, non si riferiscono al mondo materiale, il mondo non è maya, ma lo è il nostro sé inferiore, perché ci dà l’illusione di esistere come esseri separati dalla Divinità. Il mondo è una realtà, come lo è pure la materia; anche le men­zogne e l’inferno sono delle realtà. L’illusione, ve lo ripeto, viene dal nostro sé inferiore che ci spinge sempre a conside­rarci come degli esseri separati. Finché viviamo su piani trop­po bassi, sul piano del nostro sé inferiore, siamo nell’errore, siamo in uno stato d’illusione e non possiamo percepire la vita unica, universale, cioè quell’Essere cosmico che tutto per­vade. Il nostro sé inferiore ci impedisce di sentirLo e di comprenderLo.

Ora, il lavoro che facciamo al mattino col sole, grazie alle meditazioni e alle preghiere, ha proprio lo scopo di ristabilire il legame, di costruire un ponte fra il sé inferiore e il Sé supe­riore che dimora nel sole. Quando il ponte sarà costruito, si renderà possibile la comunicazione e allora ritorneremo verso il nostro Sé superiore che vive accanto a Dio, nella gioia, nel­la felicità, in una libertà senza limiti. Sì, una parte di noi abita già in Dio, in una condizione di felicità indescrivibile.

Ecco una cosa che dovete capire, miei cari fratelli e sorel­le, proprio perché siete stati educati e istruiti sulla base di concetti che nulla hanno in comune con queste verità. Per voi è difficile accettare una simile idea ma si tratta della più grande verità. Se continuerete a lavorare solo col sé inferio­re, con i cinque sensi, con la coscienza della separazione, con la convinzione di essere creature a sé stanti, lontane dal­la vita collettiva, dalla vita universale, vivrete sempre nelle illusioni e nel falso, lotterete, vi batterete, soffrirete, ma non troverete mai la pace, perché in questo stato di separazione, è assolutamente impossibile. Finché si pensa e si ragiona egoisticamente, si rimane infelici e tormentati, perché su questa base non si trova la serenità. Se invece si riesce ad abbandonare questa filosofia, se si fanno almeno degli sfor­zi per uscirne, a poco a poco ci si sentirà compenetrati dalla vita universale, si vivrà nello spazio infinito, nell’eternità.

Ciò sarà talmente straordinario che non ci si renderà conto di che cosa stia succedendo… ma vuole dire ritrovare final­mente la realtà, la vita divina. Migliaia di creature sono vis­sute in questo stato di coscienza; perché non dovreste riusci­re anche voi? È molto semplice, molto facile, miei cari fra­telli e sorelle, ma impossibile da realizzarsi finché nutrirete il concetto di separazione, la convinzione di essere creature staccate, estranee l’una all’altra e che potete impunemente far del male, danneggiare, ferire… Pensando in questo mo­do, senza esserne coscienti, è a voi stessi che fate del male, perché voi dimorate anche negli altri. Ma questa è una cosa che non potete ancora comprendere. Un giorno, quando co­mincerete ad avvicinarvi a quel Sé superiore che dimora nel sole, che dimora negli altri pianeti, che dimora nella terra, negli alberi, negli oceani, nelle montagne e anche in tutti gli esseri, quel giorno tutte le sofferenze che infliggerete agli altri saranno le vostre sofferenze; quando farete del male, soffrirete, perché sentirete che quel male l’avete fatto a voi stessi. Sì, vi sto parlando di cose insolite, eccezionali, ma assolutamente vere, conosciute dagli Iniziati da millenni. Tutta questa luce è giunta a me da epoche molto lontane e io ve la trasmetto.

Sappiate d’ora in poi che il sole ci aiuta enormemente nel tentativo di ristabilire il ponte fra noi e il nostro Sé superiore. Senza il suo aiuto, l’uomo vivrà forse ancora migliaia di anni ‘ nella filosofia della separazione, senza mai trovare quella pienezza che cerca. L’uomo deve   introdurre in sé la filosofia dell’unità universale, quel punto di vista che consiste nel sentirsi uno con il Creatore, uno con tutte le entità luminose, con gli angeli, con gli arcangeli, con le divinità. Grazie a questa filosofia egli brucerà le tappe avvicinandosi rapidamente ed effi­cacemente alla sorgente…

Ora vi insegnerò un metodo che vi aiuterà. Quando al mattino assistete al levar del sole, pensate di essere già lassù, e dal sole guardatevi laggiù sul Rocher; sdoppiatevi, separatevi dal vostro corpo, divertitevi nel guardarvi e sorridete di voi stessi dicendo: "Oh, poverino! Guardatelo com’è piccolo, com’è buffo! E dire che quello sono io!… Ma lo aiuterò, lo aiuterò!". E con questo esercizio d’immaginazione, giorno dopo giorno, comincerete a stabilire un ponte… Non si sa quanto tempo richiederà tale costruzione, poiché non si lavora con ferro, calcestruzzo o acciaio, ma con un’altra materia, una materia molto sottile, quella del piano mentale. Siete tutti chiamati a compiere questo lavoro; ci sono fra voi dei candi­dati per andare fin lassù?…

Una volta arrivati nel sole, immaginate anche di far visita all’Arcangelo che lo governa e di parlargli, immaginate che vi prenda fra le braccia, che vi riveli dei segreti, che vi doni la sua luce e che voi inviate dei raggi di questa luce a quell’esse­re laggiù, seduto sul Rocher, a quell’essere che – per così dire – siete voi, ma che non siete realmente voi. In questo modo cominciate a sentire una forte espansione della vostra co­scienza, una pace celeste; ed è quando ci si trova in questo stato che arrivano delle rivelazioni straordinarie…

Potrete così sviluppare nuove facoltà per comprendere e compenetrare le cose e divenire poco a poco un essere ecce­zionale che esteriormente continua ad assomigliare agli altri ma che, interiormente, non è più lo stesso poiché nuove possi­bilità si sono sviluppate in lui.

Evidentemente, non ci si può concentrare sempre sullo stesso soggetto, per questo vi insegnerò altri metodi che po­trete praticare successivamente e pensare così al sole ogni giorno in un modo differente. È tale la varietà di metodi, che non correrete di certo il rischio d’annoiarvi. Non bisogna con­centrarsi ogni giorno sullo stesso esercizio. Si potrebbe dire che l’intelletto funziona come lo stomaco. Infatti, esso ha bi­sogno di variare il tipo di cibo introdotto e se gli si impone tutti i giorni lo stesso alimento, col tempo non potrà più sop­portarlo e si ribellerà. Insistendo, si verrà colpiti dapprima da mal di testa e poi da altri disturbi. Allora, che cosa si deve fa­re quando si ha la sensazione che la mente non voglia più concentrarsi sugli stessi argomenti trattati nei giorni prece­denti?

Cercate un altro soggetto a condizione però di restare simbolicamente parlando, nel campo "vegetariano" ovvero spirituale. Scorrendo il menù, occorre dunque cercare qualco­sa che solleciti il gusto personale, "Delle pere? No… Delle uova? No… Dei limoni? Ah, sì molto bene…" e vi gettate sui limoni. E l’indomani… dei peperoni? Bene vada per i pepero­ni. Avete una gamma molto vasta di proposte fra cui scegliere. Quindi, come vedete, per il lavoro spirituale bisogna avere esperienza, bisogna conoscere i fattori psicologici, altrimenti è impossibile avanzare! Io sono qui proprio per indicarvi i mezzi e i metodi che faciliteranno il vostro lavoro andando sempre nella stessa direzione. Si devono variare i metodi, ma occorre dirigersi sempre nella stessa direzione cioè verso il centro, verso il Creatore, verso la luce, verso la libertà, verso lo splendore…

Queste rivelazioni in merito al vostro Sé superiore possono apportarvi molta speranza e aumentare il vostro coraggio. Ora non potete più sentirvi come esseri miserabili, insignificanti, smarriti. Il Sé Superiore di ognuno di voi, senza eccezioni, si trova nel sole. L’unica differenza sta nel fatto che alcuni lo troveranno presto e altri più tardi e ciò dipende da numerosi fattori, fra cui lo stato buono o cattivo nel quale si trova il cor­po fisico. Coloro che hanno lavorato a lungo per preparare il corpo, il cervello e i polmoni per avvicinarsi a tale verità, ar­riveranno molto prima alla realizzazione del Sé. Ciò che vi ri­velo deve allontanare da voi delusioni, amarezze e scoramenti e deve darvi una speranza assoluta: un giorno giungerete tutti in porto.

Sappiate che otterrete ciò che desiderate; non posso dirvi entro quanto tempo, ma lo otterrete, perché secondo le leggi della natura vivente, l’uomo, alla fine, ottiene tutto ciò che desidera con ardore e costanza. Continuate quindi a desidera­re le cose migliori. Colui che desidera la bellezza, per esem­pio, diventerà bello, espressivo, tanto che, ovunque andrà, tut­ti saranno sorpresi e diranno: "Signore Iddio, oggi Ti ho visto, Ti ho contemplato, Ti ho sentito. Oh, Signore Iddio quanto sei bello!". Colui che ama la potenza, ma una potenza che rige­nera, che guarisce, che calma e migliora gli uomini, quella potenza che apporta ovunque armonia, ebbene egli l’otterrà e le creature diranno al suo passaggio: "Signore Iddio, Ti ho sentito oggi, sei passato accanto a me. Come sono felice! Voglio seguirTi, voglio venire verso di Te". E un altro che avrà desiderato la scienza e l’intelligenza, proietterà luce dap­pertutto e grazie alle rilevazioni che sarà in grado di dare, condurrà gli esseri verso il Creatore. Colui che desidera l’a­more, sarà l’incarnazione dell’amore divino, del suo calore, del suo profumo e ovunque passerà, riverserà nei cuori e nelle anime qualcosa di buono, di amorevole e di affettuoso. Colui che ama la purezza ne diventerà una fonte e ovunque intorno a lui farà sparire impurità e brutture. Diventare come un fiu­me, come una cascata, come un lago, non è meraviglioso?

Allora concentratevi, scegliete la virtù che più vi attrae e lavorate su di essa. Più tardi lavorerete anche sulle altre virtù, perché dobbiamo diventare perfetti come il nostro Padre cele­ste, dobbiamo diventare esseri di purezza, di luce, d’intelli­genza, di bontà, d’amore, di potenza, di bellezza…

Vale perciò la pena di assistere al sorgere del sole per proiettarsi verso l’alto, per elevarsi con tutte le proprie forze, con tutta la propria energia verso un grande ideale… Guardate quali ideali vi propone l’umanità: il denaro, il pia­cere, la ribellione… Qui invece camminate verso lo splendo­re, la pienezza, la vera ricchezza… Se abbandonate queste meraviglie per seguire filosofie vaghe, dov’è allora la vostra dell’esistenza; quando si presenta un ostacolo, si dice: "Che cosa ho fatto al Buon Dio per soffrire tanto?". In realtà è chia­ro, è inutile chiederselo. Si è stati o troppo sciocchi o troppo cattivi o troppo deboli; non c’è altra spiegazione.

Non vi tormento forse nel farvi sostare qui, in pieno sole, su questo Rocher? C’è comunque un po’ di frescura, una gra­devole brezza che viene a ristorarci… Bene, tranquillizzatevi, ora scenderemo e continueremo un’altra volta. Per il momen­to ricordate solo una cosa. Ogni mattina, quando arrivate, la­sciate da parte tutto, considerate il sole come la cosa più im­portante, concentratevi su di lui, cercatevi in lui e costruite un ponte…

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Le Bonfin 1° agosto 1967

Fonte: www.fratellanzadiluce.com

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