Spiritualità

C’è crisi: apertura di 3 chakra al prezzo di 2!

Sarà forse per colpa della crisi, ma il commercio spirituale diventa sempre più concorrenziale. Scendono i prezzi e salgono le promesse. Ormai il contatto diretto con Dio lo si può ottenere già dopo pochi giorni ed anche a buon mercato, ed è diventato quasi demodé.

Se qualcuno vi apre il settimo chakra state pur certi che qualcun altro vi aprirà l’ottavo, e poi il nono, e così via. Se qualcuno si proclama il portavoce del messaggio di Khrisnamurti, l’altro ci aggiunge Osho, o anche Gesù, e se non basta pure Buddha. L’importante è presentarsi più spirituali possibili per non perdere terreno e credibilità in questo Olimpo di offerte.

La chiarezza e il senso di realtà non pagano più. Riuscite ad immaginarvi il successo che si potrebbe ottenere pubblicizzando in questo modo un corso: “non sappiamo i risultati che ognuno di voi potrà ottenere, vi proponiamo semplicemente dei mezzi per affrontare in modo diverso la vita, e tutto questo non vuol dire che entrerete in un piano di esistenza divina”? È facile immaginare che il numero degli iscritti assomiglierà tanto ad un umilissimo zero.

Ma supponiamo che i promotori di questi audaci metodi siano in buona fede e seriamente convinti dell’efficacia di ciò che propongono con parole altisonanti. In tal caso, c’è però qualcosa che stona, e anche molto.

Sempre più spesso la nostra associazione riceve proposte di collaborazione da altre associazioni o persone impegnate nella divulgazione di tematiche spirituali. Splendido. La forza del web! Peccato però che questa gioiosa voglia di cooperazione si spegne quasi subito non appena precisiamo un semplicissimo principio che abbiamo (follemente) deciso di perseguire: nessun commercio di spiritualità.

Noi continuiamo a ribadire che “vendere spirito” è una contraddizione in termini, e con questo post vorremmo nuovamente ricordarlo. Il primo post sull’argomento è stato: "Il prezzo della conoscenza".

Non ci sentiamo né speciali né eroi per una scelta del genere, che prima di tutto rappresenta ciò che sentiamo di non dover fare, e in secondo luogo è ciò che ci è stato insegnato con l’esempio da persone straordinarie che abbiamo avuto il piacere di incontrare e da numerose dottrine spirituali tramandate dall’antichità fino ai giorni nostri.

Una rapidissima sequenza a titolo di esempio

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.” [Vangelo, Mt 10,8] Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio. Ed insegnava loro dicendo: “Non sta forse scritto: la mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!” [Vangelo, Mc 1,15-17]

Così prescrive la legge per coloro amati dagli dei: in relazione alla ricchezza materiale, l’uomo eccellente la otterrà da solo. Sarà Dio a fare in modo che sia una persona di qualità e a proteggerlo, anche quando dorme. [Gli Insegnamenti di Ptah-Hotep, X 183]

“Lavorerai per me e ti pagherò” dissi. “Quanto mi pagherai?” chiese. Mi parve di notare una nota di avidità nella sua voce. “Quello che pensi sia giusto” risposi. “Paga il mio tempo… con il tuo tempo” disse. “Prima di tutto ciò che faccio per te è gratis. Non mi devi nulla. Con te sono stato impeccabile, lo sai. L’atto di dare gratis e in modo impeccabile mi ringiovanisce e rinnova la meraviglia” [Carlos Castaneda, Viaggio a Ixtlan]

Hillèl infatti soleva dire: “Chi trae vantaggio personale dalla Corona della TORAH è finito”. Impari così che chi riceve profitto dalle parole della TORAH trae la sua persona fuori dal mondo. [Massime dei Padri, Mamash]

Più alto è il soldone, più grosso è il bidone. [detto esoterico contemporaneo]

L’elenco potrebbe continuare ancora per pagine e pagine…

Il fatto che vi siano in circolazione molte persone e sedicenti guru che non offrono un dignitoso esempio in tal senso, non deve esonerare ognuno di noi dal riflettere comunque sulle proprie azioni, e ribadiamo azioni, non intenzioni. Già, perché si sa che la via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni.

A nostro avviso infatti non hanno alcuna importanza il significato e le motivazioni che possono orientare un comportamento o, perlomeno, hanno un valore decisamente secondario. Per fare un esempio estremo, alcune fonti storiche affermano che molti inquisitori fossero realmente in buona fede nel compiere la loro missione omicida; erano realmente convinti che bruciando vive le persone accusate di stregoneria avrebbero purificato la loro anima salvandola dal demonio. Capite? Erano convinti di compiere una caritatevole azione spirituale verso i condannati a morte! Eppure tutte le tradizioni concordano sul comandamento: non uccidere.

Vi sono alcuni principi basilari che reputiamo non “trattabili”, sarebbe troppo delicato e pericoloso farlo. Uno di questi casi è proprio la gratuità degli insegnamenti spirituali. “Non si possono servire Dio e mammona” o “non si possono servire due padroni”, non sono certo parole inventate da noi, e ci sembra che lascino poco spazio a compromessi. Inutile cercare comodamente dei compromessi; sarebbe solo un modo per giustificare i propri di interessi, sicuramente non quelli di una volontà superiore.

Certo, possiamo essere degli individui egoisti a pretendere che qualcuno ci dedichi il suo tempo gratuitamente, ma come ci dovremmo definire mettendoci nei panni di colui che pretende del denaro per offrire i suoi insegnamenti? E badate bene, non stiamo parlando di tecniche sportive o metodologie artigiane, stiamo parlando di metodi che promettono senza troppa modestia di condurre direttamente al cospetto di Dio!

Proprio in questi corsi si parla tanto di altruismo, generosità e – addirittura – amore incondizionato. Ma come si può parlare di spiritualità e di Dio se non si è nemmeno in grado di offrire il proprio tempo a beneficio di altri (stiamo infatti parlando di indicare la Via!) senza richiedere o aspettarsi nulla in cambio? Vi immaginate Gesù sponsorizzare i suoi insegnamenti: “Io sono la Via, la Verità e la Vita, e vi offro tutto questo alla modica somma di 10 denari al giorno”?

Dall’esempio di tutti i grandi maestri della storia si evince che non chiedevano nessun compenso economico per i loro insegnamenti. E come si potrebbe creare un business intorno al motivo stesso dell’esistenza? Si è forse mai visto un padre amorevole chiedere un compenso per dare affetto e guidare i suoi figli? Da questa prospettiva non ha importanza se si tratta di una cifra “onesta” o di grandi somme di denaro. Fosse anche un euro, il principio di fondo andrebbe già a farsi benedire (scusate il gioco di parole).

È pur vero che i grandi iniziati chiedevano in realtà molto ai loro discepoli, anzi moltissimo, ma in termini di dedizione e disponibilità a mettersi in gioco. In alcuni casi poteva accadere che un discepolo venisse posto di fronte alla necessità di abbandonare in parte o anche in toto i suoi averi, ma anche in quei casi estremi non era certo il maestro a mettersi in tasca il denaro. “Lascia tutto e seguimi”, diceva qualcuno di nome Gesù, non “lascia-mi tutto seguimi”.

Molto spesso infatti i “sostenitori” dello spirito a pagamento fanno riferimento proprio ai sacrifici necessari da compiere a testimonianza di un reale desiderio di conoscenza di sé. In tal caso sarebbe a nostro avviso però molto più coerente richiedere come formula di pagamento una tariffa da versare a qualsiasi ente di beneficienza che non siano le tasche del sedicente maestro. Ma questo (stranamente) non lo abbiamo mai visto fare.

Troppo facile anestetizzare il problema con le solite accurate filosofie esoteriche (i soldi sono solo una forma di energia tra tante, è un modo per equilibrare il karma, chi è veramente interessato i soldi li trova, ecc.). Al di là di ogni effetto speciale, la realtà rimane scolpita nei fatti nuda e cruda: io ti chiedo dei soldi per indicarti la Via!

Il vero Insegnamento deve necessariamente essere alla portata di tutti, senza nessun tipo di vincolo, né economico né psicologico. In caso contrario, o la dottrina spirituale non coincide con quella proposta, o chi la propone non è all’altezza di farlo.

Noi non siamo contrari per nessun motivo alla vendita di tecniche, di metodi, di sistemi di qualsiasi tipo, d’altronde nessuno è obbligato ad acquistarli. Ma ciò che proprio non riusciamo a comprendere, è perché in un modo o nell’altro si finisca sempre con il tirare in causa il divino. “Quello” è l’unico motivo per cui sembra girare tutto il teatrino della vita e, fortunatamente, non lo si potrà mai mercificare. Chi lo fa, inevitabilmente se ne allontana.

In una biografia di Khrisnamurti si narra che un giorno incontrò Maharishi Mahesh Yogi (il fondatore della Meditazione Trascendentale, divenuto nel tempo un impero economico) durante uno dei suoi viaggi. Maharishi dimostrò subito molto entusiasmo per quel fortuito e casuale incontro, ma Khrisnamurti si limitò a un freddo saluto senza spendere altre parole. Un suo amico presente alla scena, al termine del viaggio gli chiese per quale motivo si dimostrò cosi distaccato e se veramente non avrebbe voluto intrattenere un dialogo con Maharishi. Khrisnamurti, senza pensarci troppo, rispose: “Si, in effetti avrei potuto chiedergli del suo conto in banca”.

Sappiamo benissimo che questo nostro pensiero naviga nel mare del web come una zattera alla deriva, ma di questo, in tutta schiettezza, non ce ne importa nulla, i nostri “affari” di certo non ne risenteranno…

 

Fonte: associazioneperankh.wordpress.com

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