Scienza

Avete mai sentito parlare di “Sinkhole”?

C’è un disastro che sta passando quasi sotto silenzio nei giornali italiani, e solo ora si inizia a parlarne, a distanza di giorni, ma che nel resto del mondo ha trovato spazio per la catastrofe che rappresente: Guatemala.
Non solo il Paese si trova in crisi per l’eruzione del vulcano Pacaya del 27 maggio scorso, a circa 30 km dalla capitale, ma a complicare la situazione ci si è messa anche la tempesta tropicale chiamata Agatha.

Tempesta che ha provocato questo spettacolare fenomeno che vedete ritratto nella fotografia. Non si tratta purtroppo di un abile lavoro di Photoshop, ma di un vero e proprio sinkhole, generatosi per via delle piogge torrenziali che hanno causato fino ad ora 115 morti.

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Guatemala 2007

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Guatemala 2007. Notare l’inquietante circolarità dell’evento, come se una tromba di energia abbia risucchiato tutto. Infatti terra  e case scmpaiono nel nulla, ingoiate dalla terra

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Guatemala 2010

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Guatemala 2010, uno squarcio nell’abisso. E’ come un gigantesco carotaggio

Il sinkhole si è aperto nella Zona 2 di Guatemala City, ed è frutto delle forti piogge che la tempesta Agatha ha riversato nella regione, e probabilmente delle tempeste che si sono susseguite nel corso degli anni, che hanno reso il terreno debole, erodendo gli strati di terreno sottostanti, sensibili all’umidità. Il Guatemala è famoso da tempo per i sinkholes che si generano dopo le tempeste di forte intensità che ciclicamente si abbattono sulla regione. E sembra che non sia l’unico formatosi in città dopo l’arrivo di Agatha.
Il Guatemala si trova attualmente in stato di crisi. Il vulcano Pacaya ha iniziato a riversare tonnellate di lava incandescente, roccia e ceneri su tutto il Paese. Le rocce sputate dal vulcano hanno già provocato un morto, un reporter che seguiva l’eruzione del vulcano nei pressi del cratere, colpito da un lapillo.

Due giorni dopo l’eruzione, il 29 maggio per la precisione, arriva Agatha, la tremenda tempesta tropicale che ha distrutto case, causato inondazioni e creato milioni di dollari di danni al Paese. Circa 30.000 rifugiati, 120.000 evacuati, 115 morti fino ad ora. L’aeroporto internazionale è stato chiuso per diversi giorni, e sembra che la sua riapertura sarà rinviata per via di nuova attività vulcanica che metterebbe a rischio i voli.
Il sinkhole in questione non sembra aver provocato vittime, anche se pare abbia trascinato nel baratro un’intera abitazione.
I sinkhole sono formazioni del tutto naturali che si generano per via di piogge di forte intensità, che rimuovono strati di terreno. Si possono formare nel corso del tempo, come per i cenote, ma anche improvvisamente, ed è proprio il caso del sinkohole di Guatemala City.
Possono essere di piccole dimensioni, meno di un metro di diametro, fino a centinaia di metri di ampiezza.
Generalmente si tratta di una caverna sotterranea il cui tetto collassa per via dell’infiltrazione dell’acqua, che rende deboli le pareti. Il verificarsi improvviso di questi buchi può essere molto pericoloso, in quanto lo strato superficiale può rimanere intatto, senza alcun segno del vuoto sottostante, fino a quando le condizioni ambientali fanno cedere lo strato d’asfalto o di terra che ricopre il sinkhole, facendo nascere il buco che possiamo vedere.

 

Fonti: http://www.ditadifulmine.com/http://mikeplato.myblog.it/

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