Spiritualità

Alchimia, Ricerca Interiore e Via di Conoscenza

Relatore Alfredo Di Prinzio

Un grande mutamento è in atto sul nostro pianeta, come dimostrano i fatti che stanno accadendo nel mondo. Tutta l’umanità si sta avvicinando ad un momento molto particolare, alla conclusione di un ciclo (possiamo anche pensare all’anno 2012 indicata nel calendario maya, benché io non creda alle scadenze ) e ad un nuovo inizio. I cambiamenti sono già in atto, basti pensare al fenomeno dei Crop Circles, solo per fare un esempio.
Siamo pronti a vivere questo momento?
No, se non risvegliamo la nostra coscienza, una coscienza sopita da secoli di dominazione che ha cancellato ogni traccia del nostro passato: con la distruzione delle più grandi biblioteche del mondo e con la presunta “civilizzazione” di popoli considerati pagani e selvaggi, le origini dell’umanità e le più antiche tradizioni sono state cancellate, e con esse la memoria della vera origine dell’uomo. Le nuove fedi poterono in tal modo prevalere, rendendo schiavo l’uomo e impedendo la sua evoluzione. Si impose il concetto di paura, di peccato, di paradiso, purgatorio ed inferno come luoghi fuori di noi; e l’interpretazione dei testi sacri venne falsata in modo da poter distogliere l’uomo dalla verità in essi celata.
Tutte le organizzazioni che da secoli opprimono l’uomo attraverso l’idea di paura e di peccato sono al servizio di forze negative.

Per secoli ci hanno insegnato a ricercare la divinità, e tutto ciò che ne consegue, fuori di noi. Ma se il nostro creatore è Dio, allora anche noi siamo dei e, dunque, creatori. E se guardiamo al cielo quando ci rivolgiamo a Dio, è perché la nostra origine è stellare: i nostri creatori sono venuti dal cielo, e non ci hanno mai abbandonato. Anzi, molti di loro vivono sulla terra, ed in altre dimensioni, ad una frequenza diversa dalla nostra. Esseri di Luce, Fratellanze Cosmiche che si manifestano in tutto il mondo, proprio in qualità di testimoni di questo grande salto dimensionale che si verificherà. Chiunque può mettersi in contatto con loro con la mente, specialmente le donne che sono molto sensibili a quest’energie, e ricevono messaggi da quelle che erroneamente chiamiamo Entità. Sono Esseri di Luce o, come le chiamano gli iniziati, Intelligenze. Loro sono le forze al servizio dell’umanità, ed aspettano che l’uomo chieda per rendersi utili. Ma l’uomo continua a sbagliare, invocando forze diverse.
Accanto ai Fratelli Stellari, sembra vi siano altre entità, non malvagie però: si tratta degli Anunnaki del pianeta Nibiru, coloro i quali ci hanno donato il loro codice genetico, aiutandoci ed arricchendoci. Si dice che essi lavorino in senso opposto ai Fratelli Stellari: in realtà, ci tratteranno da schiavi, se ci presenteremo come tali, ma da signori, se sarà così che saremo.

La prima figurazione della Madonna di Fatima, ovvero il primo disegno fatto dai ragazzi, successivamente modificato, rappresentava un extraterrestre. Forse una Sorella Stellare, o la Grande Madre, ovvero la forza femminile della terra e di tutto l’universo, che si manifesta quando un figlio, un eroe, è riuscito a diventare un campione dell’umanità. Nel corso degli ultimi 2 millenni, l’unico campione fu Gesù, portatore di un messaggio universale e simbolico, ed annientato dalle forze negative.
Per entrare in contatto con tali Intelligenze dobbiamo quindi cambiare la nostra “frequenza”. Come?
Per essere pronti a passare attraverso questo stargate, dobbiamo per prima cosa cominciare a lavorare su noi stessi, e credere nella divinità che è dentro ognuno di noi. Ci hanno insegnato a proiettare tutto fuori di noi, mentre tutto è dentro di noi, che siamo un microcosmo con le stesse identiche possibilità del macrocosmo. E in quanto tali possiamo chiedere aiuto alle forse dell’universo, proiettarci e chiedere alla Luce, affinché ciò che vogliamo si realizzi. Oppure pregare guardandoci allo specchio, a quel Dio che è dentro di noi, senza disperdere la nostra energia fuori di noi, perché, ricordiamo, c’è chi si approfitta di questo banco energetico.
E’ necessario cambiare il modo di vedere le cose, e svolgere un lavoro, tutto personale, che comincia dentro di noi. C’è una frase iniziatica, che si trova anche nei templi massonici, ovvero il VITRIOL, o VITRIOLUM, che significa “visita interiora terrae rectificando invenies occultum lapidem”, seguita da “veram medicinam”, ovvero visitate l’interiore della vostra terra, cercate la pietra, rettificatela, e quella è la vera medicina. Il problema è cercare questa famosa pietra. Molti dicono che la pietra è il corpo, ma non è così. E’ nel corpo, ma non è il corpo.

I TRE FUOCHI
Se prendiamo lo schema dell’uomo, questi ha tre fuochi. Vi faccio l’esempio della candela. Ci sono tre colori: nell’anello esterno c’è il rosso della fiamma con il fumo, che è quello delle passioni; poi c’è il colore giallo, animico, dei desideri e delle emozioni; poi alla base, dove c’è lo stoppino, come fosse la colonna vertebrale, abbiamo il colore blu, e quello corrisponde allo spirito.
E’ importante capire questo per comprendere quali sono le energie che si possono manipolare. Solo voi, con le vostre energie potete cambiare. Nessun altro può farlo, il lavoro è personale, perché in questo si è soli.
Quando facciamo il segno della croce, toccando la testa diciamo Padre. La testa, astrologicamente, si trova sotto il segno dell’ariete, ovvero il fuoco primo che corrisponde al Padre, la cui sede è tra le sopracciglia, in mezzo ai due emisferi del cervello. Il lato destro è femminile, quello sinistro è maschile, perché le energie sono incrociate: il lato destro femminile è associato alla parte sinistra del corpo che è femminile, il lato sinistro alla parte destra del corpo che è maschile. La parte destra corrisponde al lato spirituale, ermetico e può comunicare con altri piani dimensionali.
Come si manifesta l’energia del Padre nell’uomo e nella donna?
Tornando al segno della croce, quando diciamo Figlio dobbiamo individuarlo 4 dita sotto l’ombelico, dove c’è il secondo fuoco, quello del nostro atanor, che è lo stomaco. Quando noi creiamo un figlio, non lo facciamo con la forza del pensiero: c’è un’energia specifica con cui diamo al figlio un corpo, un’anima ed uno spirito. Per realizzare noi stessi, dobbiamo creare il nostro figlio interiore. Il Figlio, o fuoco dell’eros, è sotto il segno del Sagittario.
Il terzo fuoco, ovvero l’amore, è nel centro, sotto il segno del Leone, dove la simbologia cristiana propone il cuore di Gesù con le spine, le fiamme ed i 4 elementi, ovvero la croce. Il significato oggettivo della croce è proprio questo: fuoco, acqua, aria e terra, mentre il fulcro centrale è il 5° elemento.

L’ANIMA
Adesso apriamo una parentesi sulla donna. Perché la donna da sempre è stata cacciata via dai templi e messa da parte, specialmente quando era mestruata? Perché gli uomini avevano una paura folle della magia della donna, in quanto rappresenta il momento più forte e più potente della dea, e quell’energia che fa parte della veram medicinam: il sangue mestruale è il vero zolfo alchemico.
Gli uomini hanno sempre giudicato il mestruo ripugnante: ma se lo mischiate con 10 litri di acqua e annaffiate le vostre piante, avrete un giardino bellissimo grazie alla vostra anima, perché quell’energia fa parte della vostra anima. Infatti l’anima si trova nel fuoco, nel sangue, e in tutto ciò che è liquido dentro di noi, che corrisponde ad Iside, alla luna. E’ il liquido che riempie tutto l’essere umano, fino all’ultima cellula, e dunque l’anima sta dappertutto dentro di noi. E la sua energia si proietta per parecchi metri: l’aura di una persona realizzata arriva a chilometri e chilometri di distanza. E questo lo possiamo realizzare.
Il mito di Prometeo legato alle rocce del Caucaso rappresenta lo spirito legato alla materia: di giorno un avvoltoio gli mangiava il fegato, che rappresenta il coraggio, ma questo la notte si riformava. Fino a quando Ercole, la forza, Cristo, l’energia, lo libera.

IL LAVORO ALCHEMICO
La nostra mente è un utero, dove seminiamo il pensiero-idea, che non si manifesta subito. Ci vuole del tempo affinché esso si concretizzi. Ci vogliono volontà e pazienza, perché bisogna dare alle forze dell’universo il tempo di unirsi per realizzare il desiderio dell’uomo che è Dio, ossia un creatore.
Sono necessarie tre forze: la sapienza, la forza e la bellezza, ossia i tre corpi fisico, animico e spirituale, che devono funzionare in perfetta armonia per realizzare ciò che vogliamo. Se si alimenta solo il corpo fisico, non possiamo nulla. Dobbiamo usare la volontà, ed è facile. Si comincia a fare esercizi con piccole cose, come smettere di fumare, oppure facciamo dei fioretti, come diceva San Francesco, che certo sapeva di alchimia, come molti altri uomini con sempre al fianco una compagna. Nel caso di Francesco c’era Chiara, ma pensiamo anche a Dante e Beatrice o Petrarca e Laura.
L’uomo, infatti, può lavorare in alchimia ad un vaso o due vasi, ovvero da solo o in compagnia della sua coppia. Gli elementi creatori sono due: uno femminile ed uno maschile. Lavorando ad un vaso, si ritrovano questi due elementi: l’uomo è maschile fuori e femminile dentro, ed ha un + – -. Il + è lui, il primo – è la sua parte animica, ed il meno è la sua energia spermatica (bianca, lunare). Invece la donna è al contrario, ovvero – – +. Il primo – è lei, il secondo – è la sua parte animica, ed il + è la sua energia mestruale (rossa, solare) I due si completano. Nell’uomo c’è in ogni caso un’eredità, costituita dall’energia del padre e della madre, perciò può lavorare alchemicamente ad un solo vaso.
Un gay non può intraprendere la via iniziatica, perché “lavora” con altre energie della stessa polarità. Non si tratta di razzismo, settarismo, o discriminazione.
Ricordiamo che il Tempio di Salomone era a scacchi, bianchi e neri. Il bianco non rifiuta il nero, ma ne è il complementare, come l’uomo non rifiuta la donna, la terra, la parte scura, Iside, la Grande Dea. L’uomo che non ama le donne, dunque, non può intraprendere la via iniziatica. E lo stesso dicasi per le donne che non amano gli uomini. Non sono regole scritte, benché i vari gruppi iniziatici ne abbiano, ma regole naturali, che si trovano dentro l’uomo, che sa ciò che deve e non deve fare. Quando sbagliate lo sapete, perché le regole sono dentro di voi. L’iniziato è una specie di anarchico, non in senso politico, ma nel senso che si sa regolare da solo, e dunque non ha bisogno di regole. Chi le ignora lo fa spesso anche per piacere o per vizio. Il vizio dà piacere. L’iniziato, benché sia libero di fumare, non deve farlo e non lo fa, perché esiste una regola che gli insegna che il fumo opacizza i suoi corpi eterici, e dunque non può realizzare il contatto con i tre corpi.

La donna è solare e l’uomo è lunare. Fisicamente è l’esatto contrario: l’uomo è solare, ma la sua manifestazione spermatica è bianca, ossia lunare. L’energia creatrice della donna, invece, è rossa e solare. Questo è stato nascosto alle donne per secoli. La donna è il Graal, ovvero la coppa che può contenere, in senso metaforico, il sangue di Cristo. Cristo vuol dire unzione, e quindi l’uomo che si unge con determinate energie può diventare un Cristo. Ed è questo mistero cristico, passato in eredità dalla Maddalena ai Catari e ai Templari, che deve essere risvegliato. Perché Cristo è venuto per insegnarci la via della realizzazione. Gesù è simile a noi, e noi, in quanto figli di Dio, non ne siamo differenti. Se l’uomo non prende coscienza di ciò, non potrà lasciare questo piano dimensionale, e sarà costretto a ritornarci finché non avrà portato a termine il suo risveglio.

Alchimia vuol dire trasmutazione. Quando mangiamo, di fatto stiamo compiendo un’operazione alchemica, perché trasformiamo, a partire dalla masticazione, il cibo che ingeriamo. In realtà, l’uomo prende il proprio alimento quando si è trasformato già in materia fecale, ovvero direttamente dai vasi capillari.
Se siamo un laboratorio chimico-alchemico, allora abbiamo a disposizione degli elementi che possiamo utilizzare per trasmutare noi stessi.
Attraverso l’alchimia si crea il “corpo di gloria” o “corpo di luce”, o ancora “corpo diamantino” o “arcobaleno”. Questo è il corpo con il quale Gesù è uscito dalla tomba quando è risorto. Quando egli diceva che avrebbe ricostruito il tempio in tre giorni, voleva dire che l’energia dell’eros, una volta trasmutata nell’atanor, dopo tre giorni rinasce per operare nuovamente. Non posso dirvi di più, ma chi è ispirato capirà.

Gesù diceva: benedetto è l’uomo che mangia il leone, ma maledetto è colui che viene mangiato dal leone. Perché se l’uomo viene mangiato dall’animale retrocede nella sua evoluzione, poiché l’animale lo fagocita nel suo codice genetico, ed è possibile che egli rinasca come animale. Ma quando l’uomo mangia una bistecca, in realtà sta aiutando l’animale ad evolvere. C’è una catena evolutiva in cui il più grande aiuta il più piccolo. Mangiando una bistecca, quando l’animale si reincarna porta con sé la memoria di dove è transitato. In tal modo arricchiamo il codice genetico di tutto ciò che mangiamo. I vegetariani, in questo senso, non aiutano gli animali ad evolvere spiritualmente. Gesù mangiava carne, Hitler era vegetariano.

E Gesù aggiungeva: non è importante quello che entra nella bocca dell’uomo, ma quello che esce. Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue avrà la vita eterna .
Dobbiamo allora individuare in noi cosa sono il sangue ed il corpo, e a tale proposito v’invito a fare due cose. La prima è leggere la Genesi, quando gli dei creano Adamo ed Eva, con molta attenzione; la seconda è pensare a ciò che il prete fa durante la messa, mimando gesti che neanche lui capisce. Se la Luce è in voi, capirete qual è il meccanismo dell’alchimia per realizzare voi stessi.
Pensate alle piante, che fioriscono in primavera; poi in autunno cadono le foglie, che insieme ai semi finiscono nella terra, dove marciscono. Con le piogge, il terreno assorbe tutto; ma è proprio da quel terreno che l’albero trae la sua nuova vita.
Allo stesso modo, l’uomo non dovrebbe sprecare niente. L’uomo che mangia sé stesso, ovvero il corpo di Cristo, la sua energia, avrà la vita eterna. I massoni dicono che si deve operare un ribaltamento della squadra, ovvero l’energia del sotto deve tornare sopra. Noi siamo stati cacciati dall’Eden, che si trova dentro la nostra testa, e siamo stati mandati negli inferi, ovvero sotto la nostra vita, e il nostro lavoro è proprio ritornare a quell’Eden dove risiede il Padre, il Cielo, il celato. Paradiso ed inferno non esistono, sono simbolici, e sono dentro di noi.

LA VIA SECCA E LA VIA UMIDA
Come ritornare a quell’Eden?
Al livello iniziatico si parla di due vie: la via secca e la via umida, rappresentate da Abele e Caino, simboli di due energie, una passiva ed una attiva, che sono dentro di noi. Abele è colui che prega Dio, Caino è colui che agisce. La via umida è la via della fede, quella dogmatica, la via dell’emozione, che non può portare alcun cambiamento, perché agisce solo attraverso la preghiera.
L’azione è quella che porta al cambiamento, non del nostro fato, ma del nostro destino. Se infatti non possiamo cambiare il punto in cui nasciamo e poi moriamo, possiamo però decidere dove andare durante il percorso che unisce questi due punti: possiamo, in altre parole, cambiare il nostro karma.
Iniziamo ad accettare noi stessi, ad amarci, e, di conseguenza, ad accettare ed amare gli altri. E’ il concetto di amore universale, quello che si dona senza pretesa di niente in cambio. Qualunque guaritore, cartomante, maestro che chieda denaro, sta sfruttando un dono per puro interesse personale. Solo per la Luce e con un pensiero d’amore si può guarire qualcun altro, benché ciò deve essere richiesto, e per almeno tre volte, altrimenti non si può fare nulla. Questo perché c’è una legge che si chiama Karma per cui molte persone, per il risveglio spirituale, passano attraverso la malattia ed il dolore. Quegli Esseri di Luce che sempre ci accompagnano ci inducono a ricercare ciò che non abbiamo e ad aprire gli occhi attraverso una malattia, per prendere coscienza di quello che siamo.

IL TEMPIO DELL’UOMO
Il corpo umano è il tempio in cui risiede la divinità. La prima cosa che dobbiamo fare è mantenerlo pulito e in salute. In un corpo malato non si può realizzare nulla. E’ importante il cibo che mangiamo e ciò che beviamo, e soprattutto la moderazione. Questa è la prima regola: trattare bene il corpo. Perché il nostro sangue, in fondo, è quello che noi mangiamo. Ed anche le nostre energie sessuali sono come una pellicola fotografica, dove rimane impressionato ciò che di buono e cattivo c’è nell’uomo. Se è impressionato negativamente, si perde l’equilibrio e ci si ammala. Anche alla donna capita questo, ma lei ha una fortuna che l’uomo non ha: una volta al mese cambia la struttura della casa che accoglie il seme.

Nell’uomo c’è un’energia nascosta in un posto che si chiama osso sacro. E’ dormiente alla base di quest’osso che gli induisti chiamano Kundalini, ovvero l’energia dell’Eros. Ha un breve tratto per uscire. In India si eleva quest’energia verso l’alto, ma è importante però che ci sia uno scambio alla pari con la donna. Tutto il male della terra è sicuramente nato quando è stato creato il preservativo, che annienta un cambio energetico alla pari. Quell’energia contiene infatti lo spirito e la forza vitale, la vita. E’ Luce e Fuoco, Amore. Gesù insegnava questo. Il divieto dei rapporti sessuali è uno strumento di potere, poiché blocca l’evoluzione, e ci rende dominabili.

Che significa la luce sempre accesa in una chiesa? Essa rappresenta lo spirito dell’uomo, perché ogni tempio e chiesa sono fatti ad immagine dell’uomo. Ad est c’è l’altare, il punto dove sorge il sole, sotto il segno dell’ariete; e poi c’è tutto lo zodiaco, con tutti pianeti ed il sole che si trovano nel nostro corpo. Tre candele accese rappresentano la Trinità; sette rappresentano i pianeti; 24 le ore del giorno; ecc. Il candelabro ebraico a sette braccia altro non rappresenta che i 7 chakra dell’uomo (esistono altri chakra che sono fuori del corpo, fino ad un numero di 12). Noi dobbiamo accendere queste fiamme, quest’energia dentro di noi. Quando non c’è più energia sessuale, l’uomo declina e muore. Ben venga la vita!

Non può esserci il peccato quando si crea l’amore. Non si parla di amore egoistico, indirizzato verso una sola persona. Si deve essere come il Sole che dà luce a tutta l’umanità senza eccezioni, al buono e al cattivo. E’ troppo facile amare chi ti vuole bene ed odiare chi ti vuole male. Se arriviamo ad essere come il Sole, amando tutti senza eccezioni, allora siamo un gradino più vicino a Dio. Per fare questo, dobbiamo prima operare la pulizia dell’uomo, perché il tempio deve essere pulito.
E torniamo alla cura del corpo, ai pensieri, al modo d’essere. Questa è l’iniziazione: una morte e una rinascita. Chi non muore simbolicamente ad una vita di vizi è difficile che rinasca dopo nello spirito. E’ necessario trasmutare i nostri vizi in virtù. Quando il tempio è pulito, allora forse scenderà quella scintilla che ci fa essere uguali alla divinità.
Quando il sangue trasmutato si sparge per tutto il corpo, e l’energia arriva alla ghiandola pineale, è come un sole sulla testa delle persone realizzate, o due corna di luce come Mosè. Ecco perché i Santi hanno l’aureola: hanno lavorato su loro stessi ed hanno realizzato il Cristo in loro.
Dobbiamo riconoscere l’energia cristica. Ho parlato della sintesi dell’uomo e della donna; quell’energia trasmutata è l’energia cristica, che nasce dal Padre, scende attraverso la colonna vertebrale e si manifesta sul piano materiale. Con lo stesso processo, chi non ha figli può creare un figlio spirituale: noi lo chiamiamo angelo, cui dare un nome, le caratteristiche che vogliamo, e possiamo inviarlo dove è necessario per aiutare chi ne ha bisogno. Siamo noi che creiamo gli angeli.

Nella Tradizione ci insegnano queste cose, che sono velate, come Iside che cela in sé queste conoscenze e si svela solo a chi ha superato le prove che la vita gli ha messo davanti, è riuscito a non avere paura, a distaccarsi dalla schiavitù che ci hanno inculcato fin da bambini, da verità che sono relative.
L’interpretazione dei testi sacri è falsata; se li leggete riportando tutto a voi stessi, avrete la comprensione del loro messaggio. Lì c’è la chiave nascosta, ma alla portata di tutti. Se ricercate con spirito sincero, arriverà un giorno in cui la luce si manifesterà nella vostra testa, e capirete.

All’epoca di Gesù si usava cambiare nome dopo un’iniziazione, ovvero dopo la morte da una vita da profano (profanum = fuori dal tempio) e l’entrata dentro sé stesso. I sacerdoti si chiamavano Michael o Gabriel, e la maggior parte di loro apparteneva alla casa di Davide, di cui portavano il codice genetico. Solo un essere puro, con tale sangue blu, poteva diventare il Re d’Israele. A tale scopo, fu scelta la sedicenne e vergine Maria ed il sacerdote Gabriel: dalla loro unione fisica nacque un bimbo che incarnava il Verbo, la Conoscenza, tutto ciò che i profeti avevano predetto. La sua vita ci dà un messaggio criptato di quello che dobbiamo fare ai fini della nostra realizzazione.

L’ENERGIA CRISTICA
Per analogia, dall’unione del sole e della luna che si trovano dentro di noi, nasce un’altra energia: Cristo.
Jod, Hè, Vau, Hè che è Javhè, Jehova, è il nome di Dio, è l’energia caotica senza ordine. Aggiungendo una lettera centrale, la Shin, il nome Jehova si trasforma in Geshua, ovvero Gesù: dal Padre nasce il Figlio. L’energia nasce nella grotta del nostro cuore, non proiettato fuori, come facciamo noi.
La mucca e l’asinello sono l’energia animale che tengono calda tale energia. I Re Magi chi sono? Ognuno di noi ha 3 archetipi: uno per il corpo fisico, uno per l’animico ed uno per quello spirituale, secondo la Cabala. I tre Re Magi rappresentano quindi queste tre forze geniali dentro di noi che portano i doni a questo-re sacerdote che nasce nel nostro cuore, perché è la Luce.
Melkitzedeq, Re di Pace e di Giustizia, ed iniziatore di Abramo, gli insegna che ciò che deve sacrificare è la sua propria energia, il suo ipotetico figlio, ed insegna ad utilizzare il pane, maschile, ed il vino, femminile. E fu da Melkitzedeq che discendevano i Re Sacerdoti, ovvero coloro i quali avevano capito il mistero della propria trasmutazione, con tutti i poteri, compreso quello di guarire gli altri, che essa comportava. Il loro sangue blu, ovvero quello alchemico, trasmutato, si perse poi con la commistione delle razze. Il sangue rosso è, invece, quello delle passioni.
Quando Gesù disse “chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue avrà la vita eterna”, lanciò un messaggio simbolico. Eppure, per secoli, durante la messa, all’uomo è stato dato solo il pane, rendendo parziale ciò che noi, sacerdoti di noi stessi, possiamo riportare alla completezza, e recuperare quel femminile, denigrato fin dai tempi di Maddalena, sposa di Cristo alle Nozze di Cana, al punto tale che la chiesa è diventata maschilista.
E l’uomo è handicappato, perché gli manca una metà. Uomo e donna devono essere uguali, si completano.
Quando l’uomo e la donna fanno l’amore, l’uomo è positivo e la donna è negativa, ma interiormente è la donna che è positiva e l’uomo negativo.

Quando i creatori ci hanno creato, ci hanno dato la possibilità di essere come loro. Prometeo, quando rubò il fuoco agli dei, vide ciò che stavano facendo, ne rimase sorpreso, e portò il segreto all’uomo. Guardate la simbologia: Prometeo dall’Olimpo porta il fuoco sotto forma di brace dentro una canna, che è un simbolo fallico. E in spagnolo il volgare membro maschile si dice “sacramento”. Nel simbolo della farmacia, derivato dall’alchimia, c’è un calice con un serpente, ovvero l’uomo e la donna, che rappresentano il sole e la luna.
Tutto il mistero si trova in quei sacri posti che dobbiamo ribaltare, perché noi alimentiamo solo il corpo fisico con il cibo, e quello animico con le emozioni. Ma il corpo spirituale? Non lo alimentiamo. Questo dobbiamo fare: costruire il corpo spirituale che è fatto da quest’energia che è immortale, perché lì si manifesta il Creatore Dio Padre.
Mi sembra sia molto chiaro.

CAOS E MALATTIE
Dobbiamo mettere ordine nel nostro caos interiore, altrimenti non siamo nulla. Siamo tutti addormentati: verificatelo al mattino quando vi guardate allo specchio. Solo a volte, e per un secondo, vi vedete veramente e siete presenti a voi stessi, ma dopo fate tutto automaticamente. E’ come quando si guida: freno, gas, frizione, cambio, è tutto automatico, come facessimo parte della macchina.
E’ sbagliato, bisogna essere sempre consapevoli, non dire bugie a noi stessi. Quando sbagliamo, infatti, spesso ci creiamo un alibi, e lasciamo che il male vada avanti. E’ come quando si spazza e si nasconde la polvere sotto la moquette: arriverà il giorno in cui saremo costretti a guardarci sotto e vedremo il caos che c’è. Così si creano dei blocchi che ci fanno ammalare. E’ colpa nostra se ci ammaliamo. E benché la malattia può essere un gradino karmico verso la realizzazione, dobbiamo scegliere se essere vittima o se combattere. In sostanza, non esistono le malattie, ma i malati. Posso essere malato, ma stare comunque bene, e non essere malato nell’anima. Questo è il libero arbitrio, e la nostra possibilità di cambiare un destino, già scritto, come un copione, prima della nostra nascita.
Allo stesso modo dobbiamo combattere le paure. La paura di qualcosa fa sì che gli altri la percepiscano, inconsapevolmente, la leggano ed agiscano di conseguenza. Ad esempio, si dice che i cani non mordono chi non li teme, perché hanno la capacità di sentire il profumo della paura emanato dal corpo.
Se, ad esempio, avete paura che i ladri entrino nella vostra casa, la porta blindata non li fermerà, anzi: comunicherà che avete qualcosa da proteggere. Provate a ritagliare dei triangolini equilateri di cartoncino rosso, ed incollateli allo stipite della porta e delle finestre. Questi faranno da guardiani della soglia, perché rappresentano il fuoco spirituale, ed il ladro non entrerà in quanto avvertirà il pericolo di bruciarsi.

L’ORO DEL MATTINO
Adesso parlerò di una medicina. Spesso i detti popolari contengono la verità. Sapete perché si dice che il mattino ha l’oro in bocca? E’ la prima urina del mattino, vero oro puro con tutta l’energia dell’uomo. Si tratta dell’urinoterapia, ovvero la fase citrina dell’alchimia, e quando si dice a chi è piccolo “hai voglia a mangiare sale”, si parla del sale alchemico, ovvero proprio dell’urina, la cui radice “ur” vuol dire fuoco.
E’ un altro lavoro che deve fare chi si avvicina alla ricerca di sé stesso e delle proprie energie. Tutte le mattine si deve raccogliere mezzo bicchiere di urina, dopo aver eliminato la prima uscita. E’ simile ad un processo omeopatico, perché si rimette in circolo un’altra volta ciò che abbiamo eliminato, e ciò ci fa guarire dalla malattia.
Conoscete l’Uroboro, ovvero il serpente che si morde la coda? Questa è la simbologia: colui che mangia o beve sé stesso. Un bicchiere di urina al giorno toglie il medico di torno. All’inizio, per chi vuole provare, si può allungare con un po’ d’acqua. Se si mangia roba sana, non ha assolutamente un cattivo sapore, anzi, sembra acqua.
Invece l’urina iniziale, messa da parte e fatta invecchiare, fa passare i dolori reumatici. Inoltre, usando l’urina per la pulizia del viso, si otterrà una pelle liscissima in pochi giorni. Cura anche l’herpes, e sappiate che moltissimi medicinali contengono urina umana.
Se voi cercate su internet, ci sono pagine intere di spiegazioni scientifiche sull’urinoterapia. Ad esempio, Pannella la pratica, ed ecco perché è sicuro quando fa il digiuno.
Le coppie che praticano l’urinoterapia possono scambiarsi l’urina, mischiarla e berla. E’ una panacea universale. Questo è lo scambio di energia tra uomo e donna, tra sole e luna.
Il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno” non si riferiva certo al frutto, ma alla melatonina. Se siamo ammalati, non guariamo mangiando chili di mele. La melatonina è il veicolo che fa aprire la ghiandola pineale che si trova alla base del cranio, e diventa fiore di loto, ed abbraccia i due emisferi del cervello, e questa è l’androginia. Allora l’uomo è uguale a Dio. Ecco il processo.
Noi abbiamo la possibilità di vivere sani, e, in questo momento, credo sia importante avere queste conoscenze.
Comincerete a vedere effetti positivi al massimo dopo tre mesi. E quando avete il bicchiere di urina in mano alitateci sopra le parole “Amore e Gratitudine” per tre volte, poi lo alzate e dite “Salute” e lo bevete piano. E’ anche un modo di accettarsi, con i propri difetti e virtù. Molte persone rispondono: “non lo farei neanche morto”. Questo vuol dire che non si accettano, e sono soggette ad ammalarsi, perché chi non si ama si ammala.

CURE E PROTEZIONI
Abbiamo molti modi per curarci. Quante volte, se siete malati, vi siete benedetti a voi stessi, o avete benedetto nel nome della Luce l’organo dolente? Questo è un esercizio che potete fare, dite: “dal Signore Dio del mio essere io benedico il mio ……”. Potete benedire i vostri figli, mariti, la vostra casa, e ciò che volete.

E’ molto importante anche, la mattina quando uscite di casa, fare intorno a voi un uovo di luce di protezione. Immaginatevi a braccia aperte dentro questo grande uovo; con l’immaginazione (termine strettamente connesso alla parola magia, che viene proprio da imago=immaginazione) lo visualizzate all’interno dorato, e all’esterno blu. Anche questo evita le malattie, perché protegge dalle energie negative. Poi gli uomini visualizzano un raggio di luce che scende dall’inguine e si aggancia al centro della terra, ovvero della Grande Madre. Le donne, invece, immaginano una colonna di luce che scende da 4 dita sotto l’ombelico. Fatto questo, immaginate una colonna di luce che dalla testa vi collega al centro dell’universo. Allora siete universali, parte del tutto. Questo per riagganciarsi alla nostra Grande Madre, e sarebbe importante anche camminare scalzi dove c’è l’erba per poter scaricare e ricevere la sua energia.

Se siamo malati fisicamente, anche anima e spirito sono ammalati, e non possiamo realizzare niente.
C’è un altro esercizio. Immaginate quest’uovo di luce con voi dentro, agganciati alla terra e all’universo, e poi materializzate, del colore che volete, 4 rose fuori dall’uovo: una davanti, una dietro, e due di lato. Alla sera visualizzate di nuovo le rose, e vedrete che sono appassite, perché hanno assorbito tutta l’energia negativa del giorno. Le rose vecchie, ovviamente, vanno buttate, sempre con l’immaginazione, e la mattina ripetete l’operazione. Inoltre, le rose possono anche essere cambiate più volte al giorno.

Chi vuole andare oltre, può creare una rosa con l’immaginazione, e portarla dove ha il dolore: essa appassirà, togliendo il dolore e la negatività. Allora la portate all’ombelico, la mandate fuori di voi a 10 metri e la fate esplodere, sempre con la mente. Questo è stato sperimentato e funziona, escludendo ovviamente le malattie gravi. La rosa è il fiore più sacro. Gli antichi cavalieri o iniziati, quando parlavano in segreto, mettevano una rosa rossa sul tavolo, simbolo del cuore e della Maddalena. Se regalate le rose agli uomini, è bene siano rosse.
Il colore delle rose va comunque sperimentato. Anzi, se siete veri ricercatori, non credete ciecamente a nulla di quanto vi ho detto, ma sperimentatelo da soli. Se va bene per voi e trovate dei benefici, allora fatelo.

Altro esercizio per il dolore: centrate la vostra attenzione sul luogo del dolore, e chiedete alle forze elementali che vadano via dal quel posto e che, attraverso i portali dimensionali, ritornino ai loro regni.
Noi siamo formati dai 4 elementi. Da un autore dei Pleiadiani:
“Il pianeta Chirone regge la pulizia del corpo per mezzo della discarica del dolore più profondo. Non esiste nessuna malattia che non possa essere guarita con il semplice pensiero”. Siamo ciò che pensiamo di noi stessi. Se pensiamo di essere sani, e ci vediamo belli e giovani, saremo così. E, se ci si può riferire anche al codice genetico, sappiate che l’iniziato può cambiarlo, ed anche il gruppo sanguigno.
Il testo continua così:
“Visualizzarsi in un campo circolare diviso in 12 parti, e collocarsi nel centro”. E’ lo zodiaco. Questo esercizio, la meditazione con coscienza, serve ad espandere la propria coscienza.

L’INIZIAZIONE
Per ogni cosa che ci viene data, più è grande la nostra conquista e più dobbiamo sacrificare una parte di noi.
Le grandi conquiste hanno bisogno di grandi rinunce, e se non sappiamo rinunciare non otterremo niente.
Dobbiamo bruciare nel nostro fuoco per rinascere, esattamente come l’araba fenice, utilizzando i tre fuochi per autotrasmutarci. Questo è il vero distacco. La scritta INRI sulla croce di Gesù è sempre stata tradotta come “Gesù Nazareno Re dei Giudei”, ma per l’iniziato vuol dire “il fuoco rinnova tutta la natura”.
E, al pari di Gesù, dobbiamo crocifiggere la nostra energia nei 4 elementi, per ottenere l’energia cristica, quel 5° elemento, attraverso la purificazione. Ritornando all’esempio del cibo, esso è un dono della terra, dell’acqua, dell’aria e del fuoco (sole), e noi lo trasmutiamo. Tutto è dentro di noi.

Pensate quanti messaggi criptati nei testi sacri sono stati portati al di fuori dell’uomo. Quando gli Ebrei escono dall’Egitto, non è perché erano schiavi, anzi erano pagati bene. E’ un’analogia per farci capire che l’Egitto si trova nella parte bassa dell’uomo. Noi dobbiamo liberare l’energia, cioè gli Ebrei, portarla al sangue, ovvero il Mar Rosso, aprire le acque e condurla alla Terra Promessa. E’ molto chiaro, ma bisogna avere occhi nuovi, rinnovare quel modo di pensare che deriva da un lungo e condizionante insegnamento. Se non vi iniziate a voi stessi, non vi inizierà nessuno. Lo sforzo è personale, sentirete il beneficio, e sarete liberi dalle paure.

I mass media vogliono che la gente abbia paura: ogni anno ci ricordano dei campi di concentramento, e l’umanità regala energia a quei fatti, mantenendo in tal modo degli esseri legati a quell’avvenimento. Non ci permettono di cancellarlo dalla mente, e così con le altre notizie di guerra. Se noi pensiamo in negativo lo attiriamo verso di noi, e alimentiamo il negativo nell’universo.
Allo stesso modo, dobbiamo proteggerci: se, ad esempio, le notizie date dalla televisione vi danno fastidio, non ascoltatele; se siete impressionabili, e siete una spugna che assorbe le negatività del mondo, non ascoltate. E’ già sufficiente il peso della vostra croce. Come potete portare anche la croce di ciò che succede in Iraq? Non è nostro compito. E se Dio si manifesta in ciascuno di noi, allora pensiamo anche che vuole sperimentare da un lato il ruolo dell’aggressore, dall’altro quello della vittima.
Cominciamo a ridimensionare noi stessi, ad essere presenti a noi stessi per quello che veramente siamo: déi venuti dalle stelle, e non discendenti di una scimmia.

Ci hanno insegnato ad usare la nostra razionalità per capire, ed abbiamo dimenticato il cuore, la via dell’amore e della comprensione. E come usiamo il cervello? Spesso per autopunirci, giudicandoci e sentendoci meno di niente. E così saremo perdenti, e dimentichi che siamo déi. Oppure giudichiamo gli altri ed i loro errori, senza mai pensare che evidentemente la colpa è nostra, che ci siamo disposti a ricevere un torto. Non giudichiamo l’operato degli altri, ma pensiamo al nostro cuore. Perché non accettare sé stessi, ed essere felici, ed accettare tutti gli altri.? L’umanità è come un immenso lenzuolo: ogni filo, in lunghezza ed in larghezza, è unito all’altro. In tal senso siamo tutti fratelli, e Gesù ha detto di amarsi, perché se noi amiamo riceviamo in cambio amore, se odiamo riceviamo odio. Chi ce lo fa fare a litigare? Chi non ama sé stesso non può amare gli altri.
Perché ci creiamo sempre tanti problemi, anche quando non ne abbiamo? E da una preoccupazione che non esiste, si crea un’immensa valanga che porta solo dolore. Spesso, quando non siamo felici, confondiamo il concetto di bene e male. Quando le cose ci vanno male, ricorriamo alla pazienza, valutando ciò che ci capita come un momento della vita, ed alla volontà, senza mai arrenderci.

IO SONO
Noi dobbiamo essere umili e consapevoli: non possiamo cambiare il mondo, ma possiamo cambiare noi stessi, ed è quella la Grande Opera. Quando si arriva a pensare di noi stessi “io sono grande, io riesco a fare questo e quello, io lo faccio benissimo”, allora siamo in totale balia dell’ego. Chi dice sempre “IO” nomina il Dio invano, quell’Io che è dentro di noi. Si può benissimo eliminarlo dal discorso: non diciamo IO HO FATTO, ma semplicemente HO FATTO. In tal modo si rafforza il Verbo dentro di noi, ed il giorno che diremo IO, ovvero Dio, quella cosa si realizzerà. Chi dice IO senza coscienza profana il nome di Dio. Solo con il tempo si può riuscire a creare il potere interiore per dire IO SONO. Osservate le persone con cui parlate: capirete se sono piene di sé, come i pavoni che fanno la ruota, e fate attenzione, perché sono quelle che attirano sempre l’acqua al loro mulino.

Non è il fenomeno che dobbiamo cercare, ma la conoscenza, l’unica che può condurci alla libertà e al libero arbitrio, perché nessuno può obbligarci a fare ciò che non vogliamo. La libertà si conquista dentro, altrimenti è solo libertinaggio. Per essere veramente liberi, si deve prima essere schiavi, per prendere coscienza, liberarsi, ed iniziarsi ad una nuova vita.

Il tempo a mia disposizione è finito, anche se sono sempre disponibile per chiunque. Voglio ringraziare la rivista Hera, l’Associazione Nuova Hera e la sua responsabile Mirella Canonica, e tutti quanti voi.
Che la Luce vi benedica.

Nota: Se alcune frasi risultano poco comprensibili, ciò è dovuto al fatto che le domande del pubblico non sono state registrate e trascritte.


Il relatore Alfredo Di Prinzio


Un momento della conferenza

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